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IL LOCALE:  I locali a mio avviso sono molto importanti per chi intende allevare Fringillidi, devono essere idonei affinchè i soggetti che vi sono ospitati possano rimanere in ottima salute cos' di riprodursi e allevare.
NON DOBBIAMO MAI DIMENTICARE CHE ALLEVARE = PROTEGGERE = AMARE.
Questi locali possono essere costituiti da una stanza al chiuso, ma anche da una voliera esterna. La volerira come citato deve avere una struttura da sopperire a quello che all'aperto è il ruolo degli alberi cioè riparare i soggetti dalla neve, vento, pioggia, e dai raggi del sole. In poche parole per ben mantenere un uccello indigeno in cattività basta  che la voliera abbiaun tetto a 2 lati chiusi in modo che il vento non colpisca direttamente i soggetti, mentre dovendo ospitare degli Esotici è importante provvedere  anche al riscaldamento dei locali. Consiglio, prima di scegliere le specie da allevare, di considerare l'ambiente in cui saranno ospitati, quindi se non si dispone di locali chiusi, si dovra optare per gli Indigeni mutati o non. 
Chi invece possiede un locale chiuso dove è possibile regolare luce, umidità, temperatura, potrà allevare qualsiasi specie. L'importante e che i soggetti siano sempre alloggiati nello stesso ambiente cioè o sempre all'aperto o sempre al chiuso. Chi ha l'abitudine di mettere le gabbie al sole per poi riportare in allevamento, non finirò mai di dire che non fa altro che andare incontro a problemi di raffreddamento dei soggetti. Se parliamo di locali all'interno, ottimi sono i semi - interrati  grazie al fatto che che la temperatura  invernale non scende sotto i 30°C. Non vanno bene vanno le soffitte a causa dell'elevato delta  termico tra inverno ed estate che porta ad una limitazione del periodo di riproduzione. Infatti normalmente ad Aprile è ancora freddo  ed e Giugno troppo caldo. L'areazione e l'illuminazione dei vari locali di allevamento è molto importante. Fondamentali sono gli accorgimenti per evitare che Zanzare e Roditori possano entrare nel locale di allevamento, allo scopo basterà munire le aperture le porte e finestre di rete metallicacon maglia di 5 mm all'esterno e zanzariera metallica all'interno. Invece l'umidità quella ideale è del circa 70%. La stessa deve essere misurata con un igrometro. Attenzione se l'umidità è bassa le uova potrebbero non schiudersi. Una umidità troppo alta invece favorisce lo sviluppo  delle muffe, abinata al cado può provocare il colpo di colore. Ottimo sarebbe avere in allevamento un condizionatore che assolverebbe anche allo scopo di cambiare l'aria. In inverno, per deumificare, basta riscaldare. In genere per eliminare i cattivi odori basta pulire freguentemente l'allevamento. Gli ionizzatori ripuliscono l'aria dalla polvere che viene appiccicata ai muri.  
N:B: Allora consiglio di misurare l'ARIA tramite un Igrometro la percentuale dell'umidità relativa all'aria in media deve essere tra il 45% e il 55%, attorno il 55% durante la cova delle uova. Molte specie Esotiche, con  habitat naturale tendenzialmente asciutti, una umidità relativa del 50% non pone problemi alla schiusa. La stessa percentuale è accettabile anche per la cova della specie delle zone temperate o fredde. Mentre per le specie delle zone umide tropicali e paludose la % sia portata al 70% per solo periodo di cova.


 
La Voliera: Molti chiamano voliera o volieretta anche delle normali gabbie lunghe 120 cm ma quelli sono i gabbioni.
La voliera è almeno 2 metri profonda altrettanto. Esistono diversi tipi di voliere da Interno: Sono di diverse dimensioni collocate su supporti  a rotelle. Può essere utilizzata sia al chiuso, nel periodo muta e riposo, dei nostri "amici", che all'aperto da utilizzare per tutto l'anno.
da Esterno ha le stesse caratteristiche di quelle da interno ma posseggono il tetto in modo da poter essere collocate su terrazzi, balconi,ecc...senza problemi per i volatili. 
E da Giardino possono essre di dimensioni e forme particolari per permettere agli uccelli di vivere come in libertà.
A mio avviso la voliera deve essere all'aperto, con piante vive abbondanti e ben curate, che servono per ricreare al meglio l'habitat dei soggetti che vi sono ospitati. Le mangiatoie, la vaschetta per l'acqua ed il contenitore per il grit, dovranno trovarsi sul fondo riparati dalla pioggia e di facile accessibilità per l'allevatore, che dovrà poterle maneggiare senza entrare nella voliera. Una voliera ben costruita è quella con due ricoveri: interno ed esterno.
In voliera questo tipo di allevamento presenta molti rischi: maschi rivali, distruzione di nidi, uccisione dei piccoli, difficoltà del controllo dello sviluppo dei piccoli, ecc.....Il vantaggio di allevare in voliera sta nella soddisfazione di vedere lo sviluppo della colonia come se si trattasse di uccelli in libertà. Dando la libertà di formarsi liberamente. Il consiglio che posso dare è che l'esperienza è assolutamente indispensabile per allevare senza problemi in voliera. E' indispensabile che la voliera sia ben protetta sul tetto e ciò al fine di impedire il più possibile la coccidiosi.
                                                                                                   
 
La Gabbia: La voliera permette di ottenere buoni risultati con poco lavoro e di avere gli uccelli sempre in forma fisica.
Però non potendo allevare in voliera per questione di spazio, bisogna ricorrere alla gabbia. Le gabbie oggi in commercio offrono una vasta gamma di scelta fra gabbie di tipo Inglese, tradizionali, "batterie" da riproduzione o gabbie ornamentali.
Gabbie di tipo Inglese, si tratta di gabbie che hanno 3 lati chiusi, cioè i 2 lati corti e quello lungo posteriore. Solo il suffitto e il davanti sono a sbarre. Davanti ci sono 2 sportellini grandi per permettere all'allevatore di mettere la mano nella gabbia a 4-6 sportelli per le mangiatoie da esterno. Queste gabbie risultano le migliori perchè impediscono ai soggetti più irruenti di ferirsi, garantendo loro tranquillità e protezione. Non a caso le gabbie da esposizione generalmente sono di questo tipo, perchè l'uccello possa sentirsi tranquillo.
In gabbia questo tipo di allevamento invece offre vantaggi all'allevatore: la coppia non è disturbata da altri uccelli, l'allevatore può operare con comodità, i piccoli possono essere tenuti sotto controllo, ecc..
Le batterie da riproduzione sono le tradizionali gabbie rettangolari, con 2 sportelli sui lati corti e 2 su quello lungo davanti, dove sono presenti anche gli sportellini per le mangiatoie. Sono le gabbie più funzionali per gli allevatori che mettono le coppie in riproduzione avendo a disposizione un locale tranquillo in cui allevare.
Le gabbie ornamentali si tratta di quelle gabbie che hanno forme particolari, colori vivaci. Personalmente le sconsiglio perchè non sono razionali per gli uccelli. Gli uccelli in cattività hanno delle necessità " spazio e cibo". Sono da scartare le gabbie a lamiera zincata con le sbarre verniciate. La zincatura scompare presto e le gabbie arrugginiscono, mentre la vernice viene fatta saltare dagli uccelli con il becco. Le scagliette possono essere ingerite con seri danni per il " nostro amico".
N.B: Tutte le gabbie devono essere dotate di cassettino, il materiale migliore a mio avviso è l'acciaio. Tutte le gabbie devono essere dotate di una tramezza per poter dividere la coppia quando è necessario oppure per dividere i piccoli quando è necessario svezzarli.
Sono inoltre utili le gabbie più piccole, tipo quella per la mostra, sia per abituare i soggetti destinati alle gare, che per i maschi da fare "ruotare".  
I Gabbioni: in commercio sono reperibili grosse gabbie, le cui dimensioni normalmente sono di 120 x 60 x 50 sono chiamati "gabbioni". Sono usati solitamente per alloggiare i novelli dopo lo svezzamento, oppure i riproduttori a gruppi nel periodo non riproduttivo.
 
 
 
                                                                                                                         
 
 
 
 
 
PREVENZIONE DELLE MALATTIE
 
 
 
 
Penso che per avere successo nella riproduzione e selezione dei volatili è indispensabile “ prevenire le malattie” agendo nel miglior modo possibile; tenendo in considerazione:
  1. Il locale;
  2. l'alimentazione;
  3. l'igene;
  4. la scelta dei riproduttori; (non solo i soggetti più belli, ma anche quelli più robusti e fertili; la bellezza estetica non deve essere disgiunta dagli altri 2 requisiti);
  5. non fare mai entrare nel locale di allevamento, altri allevatori; perchè, quasi sempre possono immettere nell'allevamento vari agenti patogeni pericolosi presenti sui vestiti, suole di scarpe, mani, capelli, ecc....(se arrivono degli acquirenti, bisogna prendere i votatili richiesti, metterli in una gabbia e portarli a casa dove attenderanno i visitatori). Consiglio di applicare scrupolosamente i 5 punti suddetti perchè altrimenti potranno svilupparsi malattie anche gravi, che nessun antibiotico riuscirà a bloccare. Non dimentichiamo che allevare è proteggere e curare dedicando a questi splendidi volatili il tempo disponibile da dedicare loro. Se si ha poco tempo, consiglio di tenere poche gabbie e curarle al massimo. Un numero superiore costringe a trascurarli, scarse pulizie, ecc....con sviluppo di malattie varie e alte mortalità.
    Io ora non voglio fare polemiche ma non bisogna mai dimenticare che l'allevatore è il diretto responsabile della sorte dei volatili che alleva e la vita e la salute dei nostri “amici”, dipendono in tutto e per tutto da lui. Una persona intelligente, matura, sensibile, di buon senso si rende conto che allevare qualsiasi specie animale o vegetale significa assumersi la responsabilità di tenere i soggetti (che meritano massimo rispetto) nel miglior modo possibile. E per arrivare a questo risultato (che permette la vita, la salute, e la possibilità di riprodursi in cattività), prima dell'acquisto dei nostri “amici viventi” si ha l'obbligo di informarsi bene cosa significa allevare. L'allevatore deve essere una persona consapevole e pieno di buona volontà. Solo così si può ottenere il massimo delle soddisfazioni, producendo “novelli” sani e fertili. Occorre usare la massima diligenza per evitare grandi sofferenze alle splendide creature e precoci morti. L' incoscienza di un allevatore può portare ad acquistare nuovi pennuti, con il risultato di constatare ancora elevate sofferenze e ripentini decessi nel proprio allevamento. “POVERI PENNUTI” !!!!!!!! Una volta preparato il locale adeguato, lavato, disinfettato, con possibilità di un buon rinnovo dell'aria, bisogna sistemare le attrezzature cioè gabbie, voliere, illuminazione (consiglio si è possibile la luce naturale con apposita finestra), mangiatoie, beverini, ecc.... e procurarsi gli alimenti adatti. Allora inizialmente si acquisteranno poche coppie dei volatili desiderati. L'allevatore dopo essersi ben documentato sulle esigenze delle specie allevate, nel tempo con la pratica, esperienza e sensibilità necessarie deve sforzarsi di capire le mutabili esigenze dei singoli soggetti e quando occorre intervenire appena si accorge che qualcosa non va.
    Ora vediamo le principali cause di morte dei volatili:
     
    1) Semi inquinati: (Causano circa l'80 % delle malattie).
    2) Acquisto di volatili ammalati: (Anche portatori apparentemente sani).
    3) Le mani dell'allevatore non lavate e non disinfettate.
    4) Topi, zanzare, acari, ecc....: Emessi nel locale, portano agenti patogeni pericolosi ai pennuti.
    5) Tossi e starnuti: Emessi nel locale portano agenti patogeni pericolosi ai pennuti.
    6) Il fumo di sigari e sigarette.
    7) Gli affollamenti.
    8) Gli stress: spaventi improvvisi, altri volatili aggressivi, ecc..... evitare di tenere cani e 
     
      gatti nell'allevamento.
      9) I pastoncini inumiditi e i semi germinati: l'ambiente umido favorisce lo sviluppo di miceti, micotossine, batteri, fermentazione, ecc... che causano malattie.
      10) Cibi e bevande alterate o inquinati.
      11) Verdure e frutta non ben lavate e disinfettate.
      12) Volatili provenienti da: Esposizione mostre mercato, da negozzi di animali vivi, da allevamenti nei quali si sono sviluppate delle malattie.
      13) allevatori con scarpe mani e vestiti inquinati: che entrano nel locale magari dopo avere visitato mostra, negozio, un altro allevamento, ecc...
       
      La Quarantena: A causa dell’elevato numero di soggetti presenti in allevamento, della difficoltà
       
                                                    
       
      di trattare singolarmente i soggetti e di eliminare una malattia una volta che è stata introdotta nel
      gruppo, è di estrema importanza rispettare le misure di quarantena prima dell’introduzione di nuovi soggetti.
      I fringillidi appena acquistati devono essere tenuti separati dal gruppo, possibilmente in un diverso edificio, ma al limite in una stanza separata. Devono essere accuditi per ultimi, dopo gli altri animali.
      I recipienti del cibo e gli abbeveratoi delle loro gabbie non devono essere lavati insieme con quelli del gruppo. Anche i contenitori del cibo per gli animali in quarantena devono essere separati, in modo che non vi siano possibili contaminazioni.
      Il periodo di quarantena deve durare 40 giorni; se al termine dei quali i nuovi volatili non mostrano segni di malattie, possono essere messi insieme agli altri pennuti. Le stesse precauzioni si applicano agli uccelli ammalati, che devono essere immediatamente isolati da quelli sani e alloggiati in un diverso ambiente.
      Vanno inoltre applicate agli animali che sono stati a mostre, fiere ed esibizioni, rispettando un periodo di isolamento di almeno due settimane.

      Isolamento da fonti esterne di contaminazione: Un’altra importante misura di profilassi consiste nell’impedire agli uccelli selvatici, a topi e ratti di avere accesso all’allevamento; questi animali possono essere responsabili dell’introduzione di un gran numero di patogeni (virus, batteri, parassiti interni ed esterni). La necroscopia (autopsia) è utile anche per diagnosticare problemi dovuti a parassiti interni ed esterni. I soggetti morti devono essere consegnati al laboratorio prima possibile; fino alla consegna possono essere conservati in frigorifero, ma non devono essere congelati.

     

     
                       Ecco a voi come costruire una batteria di gabbie
     
    Ciao ragazzi ho pensato che magari qualcuno di voi voglia dilettarsi nel costruire una bella batteria di gabbie o una voliera per i propri amici pennuti e visto che io l’ho realizzata ed  ho pensato di descrivere un po’ la mia esperienza così da poter essere utile.
     
    Bando alle ciance iniziamo con un elenco degli oggetti che ci serviranno:
     
    • per prima cosa avremo bisogno di una struttura nel mio caso uno scaffale con mensole e bulloneria.
    • poi avremo bisogno di flex o per chi ha timore di usarlo basterà un seghetto e tanta resistenza fisica!
    • rete metallica o plastificata quadrettata o rettangolare (io ho usato e consiglio quella metallica quadrettata 1cm x 1cm.)
    • tante fascette di plastica e una tronchesina.
     
    Per prima cosa assembliamo il nostro scaffale decidendo le distanze tra un ripiano e l’altro che poi altro non sarà che la nostra gabbia. Una volta decisa la distanza procediamo con il flex o seghetto ad un operazione molto importante e precisa, ovvero dovremo tagliare una parte dei montanti dello scaffale in modo da creare con un altro ripiano dello scaffale rivoltato al contrario il nostro cassetto per il fondo gabbia. COSA IMPORTANTISSIMA non fissate i bulloni per sempre ma giusto un po’ perché poi dovrete rismontarli per passare la rete.
    Una volta aver sudato un po’ provate e riprovate il cassetto per verificare che non sbatta e che entri perfettamente, il mio consiglio è di farlo un po’ più abbondante almeno 8 mm in altezza rispetto al cassetto stesso.
    Adesso passiamo alla rete, io nella parte posteriore ho deciso di non mettere la rete ma un pannello di plastica tipa carpetta di disegno per la scuola per essere preciso si chiama POLIONDA.
     
    Ho scelto questa soluzione per far si di inserire le mangiatoie e fare meno sporcizia, ma più avanti vi spiegherò come.
     
    Tornando alla rete il mio consiglio è di stendere la rete lungo i laterali senza interruzioni rispetto alla parte frontale, infatti, come vi dicevo prima la cosa sarà un po’ complicata anche da spiegare, dovrete passare la rete all’interno dello scaffale svitando i bulloni di sostegno dei pianali cercando di stenderla il più possibile una volta collocata dovrete avvitare i pianali partendo da quelli centrali e poi ad alternare quelli di sopra e sotto in modo che le onde della rete si disperdino in alto e in basso una volta fissati i pianali e aver stretto i bulloni applicate le fascette in modo da stendere la rete il più possibile.
    Una volta fatta questa operazione ripetete lo stesso per l’altro laterale. 
     
    Questa sarà un’operazione più semplice anche se dovrete tagliare i vari pezzi di rete a misura dello spazio ottenuto per la gabbia, ricordate di lasciare lo spazio per i cassetti e ripetete l’operazione descritta in precedenza ovvero svitare i bulloni, questa volta quelli di davanti, inserire la rete all’interno e le fascette per stendere la rete, a questo punto in voi nascerà l’istinto omicida nei miei confronti perché la rete nella parte di sotto si solleverà al punto che i pennuti potranno scappare, ma non preoccupatevi ho pensato anche a questo, procuratevi una bacchetta di alluminio o quello che vi sembra + opportuno (consiglio una bacchetta di alluminio perché non fa ruggine e si pulisce facilmente rispetto al ferro e al legno che comunque si deteriorano) e collocatela in orizzontale bloccandola bene alle estremità praticando un foro e bloccandola con una fascetta, dopo di che bloccate la rete sulla bacchetta e tutto si è risolto.

    E anche questa è andata, ora passiamo al retro della gabbia ma prima per avere un accesso + semplice e all’interno della gabbia per fissare il pannello creiamo i nostri sportellini di accesso che molti fanno in maniera rocambolesca del tipo telaietto in legno Sali scendi, io invece propongo un semplice sportellino apri chiudi con una vite.

     
    Per prima cosa fate il foro della misura che ritenete + opportuna per l’accesso io ne ho fatti due uno frontale in basso a sinistra e uno laterale al centro le misure sono le stesse ovvero 8 quadratini orizzontali per 7 verticali fate sempre in verticale un numero di quadratini dispari in modo che la vite o le viti vengano centrali o di equa distanza come potete vedere nella foto 5 è chiaramente illustrato. Una volta fatto il foro tagliate dagli spezzoni che vi sono rimasti di rete dei pezzi di ugual misura ai fori ma con 4 quadratini in + in altezza e 3 in larghezza in modo da avere uno sportello più abbondante e sicuro,a questo punto usate delle fascette piccole come cerniere per lo sportello e il gioco è fatto.
    Adesso però manca la vostra chiusura io ho usato 1 perno 2 rondelle e 1 dado nel seguente ordine perno, rondella, rete, rondella, dado. Chiaramente poi dovrete usare un dado con rondella per bloccare la rete oppure i così chiamati dadi a farfallina.
     
     
     
    COME GESTIRE LE UOVA.......................
     
    Noi Allevatori di "Canarini" siamo soliti sostituire con uova finte quelle giornalmente deposte, per poi poterli mettere in cova tutte in uno stesso giorno. Quindi nmano mano che la Canarina depone le uova, vanno raccolti e conservate il attesa che la Canarina abbia terminato la deposizione. Intanto diciamo subito che quando la Canarina depone (solitamente alle prime ore del mattino) non bisogna avere fretta di estrarre l'uovo dal nido per sostituirlo con un finto, esso deve ancora consolidarsi. Quando li raccogliamo bisogna:
    1) Perdere le uova con le mani ben lavate, ed asciugate.
    2) Detergere le mani con saponi liquidi con sostanze disinfettanti.
    3) Asciugare le mani con carta assorbente.
    4) Non lavare mai le uova con acqua o altro.
    5) Rimuovere le eventuali feci deposte sull'uovo, con molta delicatezza impiegando un panno asciutto e morbido di carta, NON USARE MAI ACQUA O ALTRI LIQUIDI.  
     
    Le uova devono essere coservate in un luogo fresco e relativamente umido. La temperatura deve essere tre i 12°C ed i 20°C, mentre l'umidita deve essere intorno al 65% - 70%.
    N.B: E' chiaro che per tenere sotto controllo questi valori occorrono dei strumenti che rilevano tali dati. 
    A temperature di "conservazione" più elevate di quelle citate, gli embrioni contenute nelle uova possono svilupparsi in modo anormale e malformato, mentre a temperature più basse entrano in dominanza profonda e molti di essi moriranno. L'umidità eccessiva può causare la formazione sulle uova di una pericolosa condensa, la quale crea una superficie di continuità dall'esterno all'interno dell'uovo, facilitandone la contaminazione batterica.
    Se invece la percentuale di umidità e troppo bassa, l'uovo di disidraterà accessivamente. 
    Le uova devono essere conservate in posizione orizzontale oppure con il polo acuto rivolto verso il basso.
    I tempi di "conservazione" non dovrebbero superare i 6-7 gg. Questo periodo consente un maggiore successo di fecondità. Un periodo maggiore di "conservazione" fa ridurre la possibilità di schiusa a causa dell'eccessiva evaporazione del contenuto dell'uovo, conseguenza degli scambi gassosi che avvengono attraverso i pori del guscio.
     
     
     
     
     
    DIFFICOLTA'  DI  DEPOSIZIONE........
     
    Le femmine in condizioni normali depongono l'uovo entro le ore 10:00 del mattino. Ma in certi casi per diversi motivi (giovane età, alimentazione troppo riscaldante, infiammazioni, uovo malfarmato con o senza guscio alterato, uovo di volume troppo grosso, numero eccessivo di deposizioni, uovo che ha assunto una posizione anomala, guscio molle, obbesità, mancanza di calcaree vitamine e minerali, spaventi, sbalzi di temperatura, debolezza dell'organismo, cisti ovariche, squilibri ormonici, spasmi della muscolatura, disturbi dell'apparato riproduttivo, ecc...    può succedere che la femmina non riesce a deporre l'uovo. Allora essa si mette sul nido o in fondo la gabbia o voliera con il piumaggio arruffato, respiro affannoso, con la testa sotto l'ala, ali cadenti, insomma in evidente stato di sofferenza. A questo punto si prende in mano e si controlla se il ventre è gonfio, arrossato, duro al tatto. A questo punto si deve mettere, in una borsa di gomma dell'acqua molto calda, poi si mette un panno a 2 o più strati così evitiamo scottature, inumidito con acqua calda, sul npanno si porrà la femmina per circa 15 minuti.
    Dopo la femmina va posta sul nido, il nido va riscaldato con una lampada accesa e posta per il tempo di riscaldare il nido (questo prima si mettere la femmina), prima di metterla nel nido sulla cloaca della femmina si può mettere un pò di olio. Se non depone, mettere la femmina dopo aver fatto dei massaggi all'addome molto delicatamente con olio tiepido e 3 gocce d'olio d'oliva nella cloaca tramite contagocce, in una gabbia infermeria alla temperatura di 30° - 35°C per un tempo di circa 20 minuti. 
    N.B:  Per questo motivo consiglio di fornire alle femmine, prima degli accoppiamenti (tutto l'anno) Grit, Osso di Seppia, nelle apposite mangiatoie Sali Minerali, Un buon complesso Vitaminico, Olio di Fegato di Merluzzo.


    LA  STERELITA'  DEI   RIPRODUTTORI.......
     
    Questo argomento è molto complicato comunque le cause della sterelità dei riproduttori sono diverse.....
    A) Mancato raggiungimento della completa forma amorosa dei 2 sessi.
    B) Infertilità del maschio, dovute da molte cause (per esempio immaturità sessuale, aquilibri endocrini, tare ereditarie, debolezze congenite, tumori dei testicoli, carenze alimentari, ecc....).
    C) Infertilità della femmina, anch'essa dovuta da molte cause (per esempio immaturità sessuale, squilibri, tare ereditarie, debolezze congenite, carenze alimentari, debolezza, malattie infiammatorie, ovariti, cloaciti, cistiti, tumori dell'ovaia, ecc....).
    D) Alimentazione errata.
    E) Ambiente inidoneo (per esempio poca luce, poco ossigeno nell'aria, contenitori angusti, eccessivo affollamento, stress ambientale, eccesso o difetto di umidità, ecc......).
    F) Muta fuori stagione.
    G) Anomalie dell'apparato riproduttivo e malformazioni di carattere genetico.
    H) Salute compromessa.
    I) Farmaci usati sconsideratamente (come per esempio i furanici il cui eccesso blocca l'attività sessuale).
     
     
    LE  CAUSE  DI  MORTALITA'  DEGLI  EMBRIONI  E  DEI  NIDIACEI.....................
     
     
    Allora diciamo subito che molte delle cause di sterelità dei riproduttori e delle uova chiare sono le stesse che permettono la mortalità degli embrioni nei gusci o dei nidiacei a deverse età.
    Tra le varie cause di mortalità ci sono: 
    1) Fattori di origine alimentari (come per esempio scarsa o cattiva nutrisione).
    2) Fattori ereditari (come per esempio consanguignità strana, debolezza congenita degli embrioni e nidiacei, ecc...). 
    3) Fattori ambientali (come per esempio soffocamento nido troppo piccolo, clpestio da parte dei fratelli più forti, materiale da nido poco poroso, alta o troppo bassa temperatura, eccessi o difetti di umidità, schiacciamento da parte dei genitori, rumori forti e improvvisi, correnti d'aria, ecc.......).
    4) Fattori intestinali (come per esempio acari, pollini, ecc....).
    5) Fattori infettanti (come per esempio le varie malattie infettanti degli empbrioni e dei nidiacei. Colibacillosi, Salmonellisi, Virus, Ecc....).
     
     
     UOVA CHIARE...................
     
    Le cause della sterelità dei riproduttori comportano la mancata fecondazione dell'uovo da parte dello spermatozoo. Tra le cause che provocano la "uova chiare" ci sono:
    A) Mancata estroflessione della cloaca della femmina, posatoi male fissati, femmine troppo grasse, piume troppo lunghe, ecc......
    B) Accoppiamento impedito da differenza di statura, spermatozoo di una specie o razza che non può penetrare nell'uovo di altra specie o razza, ecc..... 
    C) Incompatibilità chimica tra i 2 pronuclei, maschile e femminile, che non si fondono all'atto della fecondazione o non danno luogo a cellule germinali capaci di compiere la maturazione; oppure pH troppo diverso tra quello dello sperma e quello degli umori delle vie genitali femminili e ciò comporta un blocco degli spermatozoi impediti nel loro cammino verso l'uovo, ecc....
    D) La luce artificiale prolungata, o troppo intensa, o male applicata, comporta spesso scondizionamenti ormonici tra riproduttori con ipofertilità o sterelità.
    E) La forte carenza di ossigeno, un allemento piccolo e affollato da troppi uccelli con insufficiente cambio d'aria provoca carenza di ossigeno e ciò causa la morte degli embrioni nell'uovo.
    F) Carenze di prteine, alimentari e di vitamine A, D3, B6, E, carenze di minerali, ecc......
    G) Colpi di feddo o caldo eccessivo.
     
    Esistono anche altri fattori cause di mancata fecondità:
    A) Virus, che causano bronchiti le quali possono creare problemi di peritoniti dell'ovidotto, ecc...
    B) Salmonelle, che provoca gravi danni con la contaminazione dell'uovo a livello dell'ovilotto, ecc....
    C) Colli, che causano la Colibacollosi che agisce nei casi di errori di conduzione, indebolimenti dell'organismo per vari motivi, per troppo freddo o eccessi di caldo e di umidità, spaventi, rumori improvvisi, tutte le cause di stress, ecc....
    D) Micosi, quali le Aspergillosi e le malattie causate da altre specie di Mceti, ecc......
    E) Alimenti male conservati, alterati, ammuffiti, ecc..... 
     
     
     
     
     
    PREPARAZIONE  DEI  SOGGETTI  MASCHI.....................
     
    Esistono dei fattori che "condizionano" la qualità e la quantità dello sperma:
    1) Fattori ereditari, la buona o cattiva qualità dello sperme dipende dal patrimonio ereditario che condiziona la concentrazione degli spermatozoi, il loro numero e la vivacità.
    2) Ormoni, una buona o cattiva azione delle ghiandole a secrezione interna condiziona il grado di fertilità, in particolare gli ormoni dei testicoli. Questi ormoni sono sensibili agli stress dovuti da tante cause spaventi, luce notturna improvvise, movimenti bruschi, rumori causati dall'allevatore, ecc..... Cio avviene anche nelle femmine.
    3) Temperatura, più basse tra i 12° e i 18°C solitamente favoriscono una maggiore produzione di sperma rispetto alle temperature più alte, dai 26°C in su.
    4) Alimentazione adeguata. 
    5) Numero di ore di luce al giorno, il raggiungimento di 13 ore al giorno favorisce l'inizio della produzione dello sperma la cui quantità se accresce mantenendo costante 14 ore al giorno. Per tutti questi motivi citati consiglio di anticipare di circa 15 giorni, rispetto alle femmine, la preparazione dei maschi.  

     
     
     
     
     
     
     Saluti Antonio Papania
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

 
 
 
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