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(MYIOPSITTA MONACHUS)

PARROCCHETTO MONACO

 
 
 
 
                                                    
 
 
I Parrocchetti Monaci sono piccoli pappagalli, la loro lunghezza è di circa 30 cm coda compresa. Il loro peso medio è tra i 90 e i 120 g, il piumaggio è prevalentemente verde, con del grigio chiaro sulla fronte, sulle guance, sulla gola e esteso fino a petto. Le remigranti e alcune piume della coda sono invece blu. Gli occhi sono castano scuro, con un anello di piume grigio chiaro che lo circondano.
Il Parroccheto Monaco è originario della Bolivia Centrale e del Brasile meridionale. Questo pappagallo ha preso il nome dal piumaggio del viso, che ha una maschera di un grigio che ricorda i vecchi vestiti monacali. Hanno un'insolita capacità di utilizzare rami per costruire grandi nidi comunali in cui tutti i membri della colonia possono covare. Il Parrocchetto Monaco è molto socievole, amichevole e pieno di energia , insomma, un animale meraviglioso. Sono giocosi, irriverenti, curiosi e chiaccheroni, possono imparare a parlare in modo eccellente. La voce del Parrocchetto Monaco è gracchiante e delle volte anche roca. Socializzazione e interazione sono una parte importante della routine di questi pappagalli. Questo approccio positivo alla formazione dovrebbe essere utilizzato per superare il comportamento prepotente che alcuni pappagalli possono avere. Essi non dovrebbero stare solo in gabbia, ciò potrebbe creare dei problemi comportamentali. Sono animali resistenti e in grado di tollerare bene le basse temperature, sono attivi e curiosi, maliziosi, intelligenti, giocosi e coinvolgenti. Le loro buffonate sono una delizia costante per i loro proprietari. Se ci si dedica molto a loro, stringe un legame molto forte con i padroni. L'acquisto di un monaco di pochi mesi ben socializzato è un ottimo modo per avere al vostro fianco un fantastico pappagallo da compagnia. Possono vivere 25- 30 anni d'età, amano i loro giochi e sono molto curiosi di ogni nuovo oggetto inserito nel suo habitat, Tuttavia si annoiano molto facilmente ad avere sempre gli stessi giochi, per questo si roccomanda di ruotarli frequentemente. Sono grandi masticatori e possono distruggere facilmente anche oggetti rigidi. Tenerli impegnati con giocattoli o con la nostra presenza li terrà lontani dall'idea di fare qualche disastro. Sono molto bravi anche con la "meccanica", sono in grado di imparare ad aprire gli sportelli delle gabbie con grande facilità. Alcuni costruiscono in casa nidi con pezzi di carta, matite, stuzzicadenti e altri oggetti. Alcuni invece non costruiscono nidi, ma infilano diversi materiali tra le sbarre della loro gabbia. I monaci sono noti per essere molto possessivi con la propria gabbia. Possono ferire o addirittura uccidere un volatile che entra nella sua gabbia senza essere stato invitato. Se trascurati possono sviluppare problemi comportamentalo quali:
1) Masticare: possono distruggere qualsiasi oggetto;
2) Mordere: se vengono ignorati o non socializzare possono reagire con aggressività, beccando.
3) Il rumore: Sono molto chiaccheroni e molti monaci cantano canzoni e imparano molti vocaboli. La maggior parte inizia a parlare verso i sei mesi. Possono stare ore e ore a cinguettare, fischiettare e a provare a imitare la voce umana. Alcuni li considerano molto rumorosi, altri mediamente rumorosi e altri amano il loro chiaccherare. Sono molto piu rumorosi se vicino ad altri pappagalli, dato che gli piace tenere lunghe e rumorose conversazioni con loro.Possono imparare anche suoni forti come abbaiare, urlare o il rumore della tosse dell'essere umano. I proprietari fanno spesso l'errore di incitare a loro volta le loro urla alzando il tono a loro volta. La miglior risposta ai loro suoni inappropriati è ignorarlo. Insegnargli a parlare farà diminuire i suoi "vocalizzi".
Potenziali problemi di salute dei Monaci possono essere:
A) Problemi al fegato: causati da diete di soli semi, causati da proprietari non informati. Non permettere il sovrappeso.
B) Spiumatura e in alcuni casi automutilazione (sindrome SGQ) 
L'acquisto di un pappagallo sano, ben socializzato, donargli cure amorevoli, un'ambiente stimolante, una corretta alimentazione e visite regolari da un Veterinario Aviario, eviterà ogni problema di salute.
Appunto la colorazione è verde con fronte, guance e petto/ventre grigi, penne remiganti e coda blu.
E sconsigliabile allevare questo pappagallo in casa a motivo della sua vo­ce acuta e assai fastidiosa. In una voliera esterna possono essere invece mantenute assieme a diverse coppie di monaco. Ovviamente tale voliera de­ve essere sufficientemente spaziosa e robusta, deve avere la parete poste­riore e i lati protetti dalle correnti d’aria. Nella parte coperta della voliera in alto, occorre sistemare un nido per nidificare basta mettere una semplice cassetta-nido.
Vorrei precisare che questo Parrocchetto grida (fischio acuto), rosicchia legno (e anche mobili!), e la notte non sempre dormono, per la verità alle 5.00 di mattina come c'è un po' di luce già si svegliano! Inoltre i pappagalli vanno tenuti fuori almeno un paio d'ore al giorno dalla gabbia, oppure come dicevo si mette a disposizione una voliera grande.
Sporcano parecchio (mangime) perdono piume durante la muta che vanno in giro per casa e uscendo sporca anche in giro (feci!). Inoltre ricordo che questo pappagallo se non avete spazio consiglio di  metterlo in una gabbia ma la misura minima deve essere 80x45x120h cm anche se un parrochetto non si può tenere chiuso in una gabbietta piccola.
Nel mese di maggio è necessario mettere a disposizione della coppia una notevole quantità di rametti di salice, nocciolo o pioppo, della lunghezza di 20-60 cm e del diametro di 8-10 mm. Questi rami vanno semplicemente deposti sul fondo della voliera; inizialmente la costruzione viene imbastita da entrambi i membri della coppia, poi il maschio la completa esterna­mente mentre la femmina imbottisce l’interno con pezzetti di scorza e con erbe. La costruzione del nido dura circa 3 mesi; non appena questo è ter­minato la femmina inizia la deposizione, a giorni alterni, di 4-6 uova bianche. La durata dell’incubazione è difficile da determinare, essendo quasi impossibile esaminare l’interno del nido; si stima comunque che sia compresa fra i 22 e i 26 giorni circa. I piccoli rimangono nel nido per circa 6 settimane, e dopo l’involo impiegano un’altra settimana a imparare a nu­trirsi da soli. Il Monaco nidifica 2 volte all’anno e utilizza il medesimo nido per parecchi anni. E assai fedele al luogo dove abitualmente vive e anche se liberato non si allontana dalla voliera. Questa specie va alimen­tata come la maggior parte delle altre specie di pappagalli.
A mio avviso sono pappagalli abbastanza ideali per un allevatore principiante, perché facili da nutrire, robusti e si riproducono facilmente. E' un pappagallo abbastanza rumoroso con il grido sgradevole. Occorre rifornirlo normalmente di rami; adora bagnarsi; non è timido; tollera l'altra specie fuori "stagione accoppiamento". Se allevato a mano o preso da giovane è possibile addomesticarlo e diventa un ottimo pappagallino da compagnia.

Alimentazione in natura si rifornisce di semi, bacche, germogli, fiori, insetti e  larve; anche frutta, mais e grano del frutteto nelle zone coltivate. In cattività miscela di semi, frumento, avena, miglio, risone, grano saraceno; canapa e vari migli; variata frutta e verdure. Particolarmente mela; mais; vegetali tra cui cerastio, dente di leone ecc... Aggiungere dei sali minerali soprattutto durante la stagione riproduttiva. Integrare la dieta con insetti o pastoncino insettivoro per allevamento.

N.B. il dimorfismo sessuale è inesistente.

Voglio precisare che per avere una coppia riproduttrice di Parrocchetto Monaco bisogna aspettare che gli animali compiano almeno 2-3 anni. 
Mentre per chi lo volesse allevare a mano lo deve imbeccare ogni 3 ore per i primi 20 giorni di vita e poi ditardando le imbeccate man mano che cresce  fino all'età di 2 mesi e mezzo. 
 
"Scusate se sono ripetitivo ma sono cose che vanno precisate bene"........ 
 
E non dimentichiamo mai che ALLEVARE = PROTEGGERE = AMARE......

 

 

 

 

                                     

 

 

 

ARATINGA SOLSTITIALIS

CONURO DEL SOLE

 

 

 

 

                                                   

  

Il Conuro del sole (Aratinga solstitialis) è un uccello (in particolare pappagallo) appartenente alla famiglia degli Psittacidi che vive nelle foreste del Sud America.
Bellissimo Pappagallo può raggiungere anche i 50 anni.
La colorazione generale giallo oro, anello perioftalmico nero, copritrici primarie e secondarie verdi, remiganti verdi con la punta blu, becco nero ed iride marrone. I giovani hanno una colorazione gialla tendente al verde.
Il dimorfismo sessuale è inesistente.
È un uccello molto popolare, a causa della bellissima colorazione e della sue capacità vocali. A causa del temperamento curioso richiede molta attenzione da parte del padrone e può protestare in maniera molto vivace e rumorosa. Come molti pappagalli ha necessità di masticare e quindi ha bisogno di semi o legni, non tossici, da sgranocchiare e inoltre opportuno fornire rami freschi. È molto affettuoso nei confronti della famiglia che l'adotta, ma può risultare aggressivo verso gli estranei. Considerato "l'orsacchiotto" dei pappagalli, può essere invadente a causa della sua voce o del suo comportamento.
La voce, come si è detto, è potentissima, specie se si considera la mole modesta dell'uccello. È però molto abile nell'imitare la voce umana e altri suoni.
E' un pappagallo abbastanza rumoroso con richiamo acuto, in particolare nella mattinata e allo svolgersi della sera. E' vivace e allegro, non timido. Adora bagnarsi. Può vivere in voliere con altre specie di Aratinga.
È un animale molto diffuso negli allevamenti .
Recenti studi e in partcolare gli ultimi aggiornamenti del World Parrot Trust hanno dimostrato come in natura sia sempre più difficile incontrare questo pappagallo che sta per entrare nella lista di quelli fortemente a rischio di
estinzione.
Alimentazione in natura: si ciba di semi, bacche, frutti (cactus) e fiori.
In cattività può essere alimentato con una miscela di semi misti per parrocchetti, semi germogliati, frutta, verdura mela, mango, cetriolo, carota, vegetali  dente di leone, ...
E' buona norma aggiungere supplementi di sali minerali e pastoncino durante l'allevamento. All'età di 2 anni raggiunge la maturità sessuale. In periodo non riproduttivo i Conuri del sole possono essere ideale in coppia in una voliera di 3x1x2 con un ricovero aggiunto di m. 1,0x1,5x2, a mio avviso l'alloggio non dovrebbe mai essere inferiore ai 2 metri di lunghezza, più spazio hanno  a disposizione, più è facile la riproduzione. In inverno, soprattutto nelle regioni fredde è necessario proteggerli dal gelo per evitare problemi di congelamento alle zampe; alloggiandoli in ampie voliere anche insieme ad altre aratinghe.
L'allevamento non c'è un periodo specifico per la riproduzione, ma consiglio ha inizio primavera. Per gli accoppiamenti e l'allevamento sarebbe meglio isolare le coppie. Le uova deposte sono 4-5. Incubazione: 23 gg. Periodo di svezzamento 50 gg. durante questo periodo bisogna dare del pastoncino soffice nutriente che sarà molto gradito, molto utile per lo svezzamento. I piccoli possono rimanere alcune settimane ancora con i genitori dopo 2 mesi circa lasciano il nido. Non dimenticare di anellare i soggetti subito dopo la seconda settimana di vita con un anello d'acciaio di 6,5 mm. Il nido deve essere di legno duro, in quanto questi pappagalli adorano rosicchiare tutto. Nido di 20 x 20 x 30 cm con foro d'entrata di 8 cm, qualsiasi nido  di giuste dimenzioni è idoneo.
 

 

                                                                

 

 

       Il Parrocchetto testa di prugna (Psittacula c. cyanocephala-Linnaeus)

 

 

                              

                                                         Bellissima coppia di Parrocchetti testa di prugna 

 

Diciamo subito che si tratta di un bellissimo uccello chiamato Parrocchetto testa di prugna (Psittacula c. cyanocephala-Linnaeus).
Al genere Psittacula appartengono 12 specie e 30 sottospecie di pappagalli di media taglia.
I Parrocchetti Testa di Prugna sono dei splendidi pappagalletti coloratissimi di 33/35 cm di grandezza, dove la coda influisce molto per questa lunghezza. Non sono molto grandi, per niente chiassosi, e non hanno troppe esigenze di masticazione con il loro becco, per cui non distruttivi, tutte caratteristiche che li rendono un ideale primo pappagallo.
Inoltre sono dei pappagalli molto robbusti, nonostante le loro piccole dimensioni, potendo anche svernare facilmente all'aperto alle nostre latitudini, sempre che questo sia fatto in modo graduale.
Non si può mettere un pappagallo abituato a stare in casa al caldo; improvisamente all'esterno in pieno inverno.
Il testa di prugna si nutre di foglie, semi immaturi, gemme di fiore, in natura gradisce il nettare dei fiori e frutti selvatici.
Il colore del maschio è verde più intenso sulle ali dove mostra una piccola macchia rossa, nel resto del corpo il verde è meno carico e tendente al giallognolo nelle parti addominali e ventrali. Le ali hanno un bordo colore blu-turchese con le estremità gialle, la coda è di un bel blu-azzurrato. La testa come dice il suo nome è di colore prugna violaceo con collarino nero ed una banda nero-azzurra sul collo, dalla quale parte il collare nero. Il becco è giallo sulla mandibola superiore, nero in quella inferiore. La femmina ha una colorazione meno apperescente, nel suo complesso il colore verde è più opaco, senza le macchie rosse sulle ali, ma quello che distingue il suo compagno è la testa dove il colore prugna è stato sostituito dal grigio-blu con il collarino giallo. I piccoli assomigliano molto alla femmina, mentre per i giovani maschi ci vogliono 3 anni per raggiungere la maturità sessuale.
Va alloggiato in voliera. E' un ottimo volatile e riproduttore. Se la coppia è affiatata resta invece più apatico in gabbioni anche idonei per allevamento. Di carattere tranquillo, non disturba gli altri uccelli, non soffre la presenza di uccelli molto più grandi di lui. Teme l'umidità e le basse temperature, anche perchè francamente e facile vederlo dormire aggrappato alle maglie della rete, con conseguente congelamento delle zampe se l'inverno è rigido. La cassetta per il nido adatta è di facile reperimento e andrà ricoperta di truciolato sul fondo. Le uova deposte sono tra 4-6, incubate per 3 settimane. Nei primi giorni di vita del pullus, la femmina resterà nel nido senza uscire, sarà alimentata dal maschio, per ridistribuirlo ai figli.
I giovani usciranno dal nido dopo circa 7 settimane, ma saranno alimentati per altre 3 settimane circa prima di essere indipendenti. Bisogna dire che questa specie nidifica 1 sola volta all'anno. È molto sensibile nel controllo del nido, pertanto consiglio molta sensibilità.
L'alimentazione è uguale per tutti i parrocchetti, con l'aggiunta di semi di erbe prative, semi germinati, pastoncino all'uovo e girasole.
Nel periodo riproduttivo l'alimentazione include miglio, scagliola, cardo, niger, avena, girasole bianco, frutta, carote, verdure dalla foglia carnosa, pastone in polvere per lori e qualche rara tarma della farina.
N.B. Il Parrocchetto testa di prugna oggi è un buon pappagallo dal carattere mite se nato in cattività, non bisogna dimenticare che teme però le correnti d'aria e l'umidità.


                                    Rosella di Pennant (Piatycercus eximius)
 
                                                              
 
 
La Rosella comune è la specie più indicata per chi intende iniziare l’allevamento dei pappagalli australiani: si adatta facilmente sia alla gabbia sia alla voliera, interna o da giardino. Ovviamente la sistemazione più indicata è quella in un’ampia voliera in giardino, dove viene sopportato agevolmente anche il rigido inverno europeo. E anche possibile allevare esemplari spaiati di questa specie in tal caso è da preferire un maschio, che si addomestica più facilmente. A questi uccelli è possibile insegnare qualche parola o una breve melodia, che verrà ripetuta in modo piuttosto flautato. La Rosella comune ha la testa ed il petto rossi, le guance bianche, groppone verde, ventre giallo, becco grigio chiaro ed iride marrone. Le penne sono larghe, anche quelle della coda. Il colore della testa e del petto varia da esemplare a esemplare. Esistono altri tipi di Rosella: a Faccia blu, Occidentale e altre. In inverno forma stormi che non superano i cento esemplari; in primavera ogni coppia si separa per la nidificazione. Il nido viene normalmente allestito nella cavità di un albero ma se questa non è disponibile anche la tana abbandonata di un coniglio può essere adattata per lo scopo. In natura è abbastanza comune ed in certe zone è considerata nociva per le coltivazioni di cereali.
Si adatta bene in cattività, specialmente se tenuto in grandi voliere. La rosella comune va alimentata come tutte le altre specie di pappagalli australiani: girasole, miglio, qualche seme di canapa e niger, mele, carote, sorbe e verdure varie. Durante l’allevamento dei piccoli è necessario for­nire anche un pastone proteico contenente uovo sodo.
La riproduzione di questa specie non è affatto esigente. Si consiglia di aggiungere all'interno del nido una scaletta o un pezzo di rete per permettere la discesa all'interno del nido senza che la femmina sia costretta a buttarsi sulle uova con il rischio di romperle.
Durante la parata nuziale il maschio apre le penne della coda e muove quest’ultima a mo’ di ventaglio.
La covata completa comprende da 4 a 9 uova bianche che la femmina depone a intervalli di due giorni.
L’incubazione inizia dopo la deposizione del terzo uovo.
I piccoli nascono dopo 20-21 giorni e abbandonano il nido all’età di quattro settimane. Questo parrocchetto rossella dalla taglia media (36 cm) è molto appariscente nella livrea rosso e blu, è sicuramente tra le specie più allevate sebbene d’indole aggressiva, come del resto tutto il genere Platycercus. I maschi si distinguono con una certa facilità per la testa più grande e soprattutto per l’attaccatura del becco più larga, caratteristica a mio avviso molto pronunciata quando i giovani sono nel nido per identificarne il sesso, e vantaggioso al momento dell’inanellamento. 
Questo avviene circa all’ottavo giorno dalla nascita, utilizzando un anello di 6 mm di diametro.
Per quanto riguarda la riproduzione, è bene formare le coppie in età giovanile, o comunque prima che il maschio raggiunga il culmine dell’età riproduttiva, che avviene tra i 16 e i 22 mesi. La femmina va introdotta nella voliera del maschio con molta cautela, tenendola per alcuni giorni in un gabbione per farli avvicinare senza il rischio che questa venga maltrattata o addirittura uccisa in pochi minuti dal maschio. Se il maschio persiste in comportamenti eccessivi, è opportuno fargli tagliare in senso longitudinale alcune penne dell’ala per rendergli più difficoltosi i movimenti e quindi l’inseguimento, a volte estenuante, della compagna.
Visto il carattere dei soggetti, lo spazio è una componente fondamentale per un proficuo allevamento. Le voliere devono avere 3-4 m di lunghezza per almeno 80 cm di larghezza. La maglia della rete deve essere preferibilmente 2 x 2 cm, da evitare quella plastificata che andrebbe sicuramente rosicchiata ed ingerita; infine 2 o 3 posatoi posti ai lati della voliera garantiscono libertà di volo e movimento a questi dinamici parrocchetti.
Il nido và posizionato nel posto più tranquillo e rialzato, deve avere base 20 x 30 cm e 50 cm di altezza con foro di entrata dio 8 cm di diametro. Le tavole di legno devono avere 2 cm di spessore ed una depressione sul fondo con trucioli (anche se la femmina provvederà quasi sempre ad eliminarli), che contribuiscono a tener raccolte le uova, covate esclusivamente dalla femmina per 22 giorni. Una volta nati, sarà il maschio ad imbeccare i piccoli, che lasceranno il nido solo dopo 5-6 settimane di vita. Particolarmente sensibili alla Verminosi, i piccoli vanno sistematicamente sverminati dopo l’involo per non perdere facilmente l’intera nidiata.
Durante l’allevamento la dieta dei nidiacei prevede una miscela di semi per parrocchetti a cui vanno somministrate razioni giornaliere di semi germogliati e un buon pastoncino arricchito con qualche tarma della farina e un 10% di pastoncino per insettivori. Frutta, verdura ed erbe prative di vario genere garantiscono l’apporto indispensabile di vitamine, e l’aggiunta di uno spicchio d’aglio nell’acqua da bere aiuta la prevenzione di parassiti intestinali.
Raggiunta la completa indipendenza è bene separare i giovani dai loro genitori che sarebbero istintivamente portati ad aggredirli con lo scopo di allontanarli prima di deporre la covata successiva.
I soggetti giovani possono essere avvicinati ed addomesticati se tenuti isolati dai loro simili, proprio grazie alla loro indole irrequieta, dinamica ed estremamente curiosa. Va tenuto comunque presente che una volta raggiunta la maturità sessuale dimostreranno sicuramente l’aggressività intrinseca del loro carattere. Senza dubbio il contatto con l’uomo li renderà migliori soggetti d’allevamento, poiché dimostrandosi calmi e senza timore dell’uomo, trasmetteranno questa sicurezza anche alla loro prole. Resta il fatto che non sono adatti a voliere miste e sono territoriali nei confronti di altre Roselle e specie affini come i Gropponi, ed è dunque
bene sistemarli lontano da altri soggetti.
Una volta ambientati si dimostreranno rustici e resistenti, tra le più belle caratteristiche che la natura abbia creato, li renderanno irresistibili a chiunque li voglia allevare.

 

                                                         Il Parrocchetto Splendido
 
                                                                  
 
 
 
 
 
Nome Scientifico: Neophema splendida
Famiglia: Psittacidae
Sottofamiglia: Psittacinae
Dimensione: Questo piccolo pappagallo è lungo circa 20cm
Diffusione: Vive in ambienti difficilmente raggiungibili in coppie o piccoli gruppetti radunandosi in zone cespugliose e ricche d'erba che impediscono agli "intrusi" di scorgerlo (per questo motivo venne a lungo considerato estinto)
Comportamento: Vive in piccoli stormi nutrendosi principalmente di semi.
Riproduzione in cattività: per fortuna si riproduce con facilità deponendo all'interno della casetta nido 3-5 uova che poi covano con regolarità per circa 20gg.
Consiglio di alloggiarli in un gabbione 120x40x40 cm con questa alimentazione: misto di scagliola, miglio bianco, panico e una spruzzata di niger, un poco d’avena, girasole e qualche grano di canapa, fettina di mela e semi condizionati, mettere a disposizione anche pastone all’uovo e per insettivori; la temperatura del locale deve essere di 18° l’umidità di 70%. consiglio di aggiungere al pastone da insettivori 5-6 camole della farina tagliate a metà. È cosa buona sverminarli (SVERMITOL – 1 grammo e mezzo in mezzo litro d’acqua per tre giorni una volta l’anno). Bisogna mettere un nido esterno, con un’aggiunta di vitamine e sali minerali in acqua e pastone. La temperatura estiva nel locale deve essere di 22 –23 gradi, umidità 65-70%. Sono degli ottimi genitori, bisogna inanellare i piccoli a 6-8 giorni di vita. I piccoli escono dal nido a 30 giorni, (le femmine sono riconoscibili dal sotto ala, che presenta subito una riga trasversale di piume bianche) sono svezzati dai genitori a circa 45 giorni d’età.

 

 

                                                                                      

 

 

 

 



 

  
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