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      LA MUTA E FUNZIONE DEL PIUMAGGIO
 
La muta è un fenomeno naturale dovuto alla produzione di ormoni da parte di ghiandole a secrezione interna. Con tale termine si intende il rinnovo del piumaggio. Vi è una 1° muta che si verifica prima della primavera ed è solo parziale, in quanto le timoniere e le remiganti non ne vengono interessate. La 2° muta completa, avviene nella tarda estate. In questo periodo la vita dell’uccello è piuttosto delicata, essendo il suo organismo sottoposto a uno sforzo particolare, tale sforzo, però è fisiologico, non è una malattia. Durante la muta i volatili sono sterili e i maschi non cantano. Una maggiore quantità di luce stimola le gonadi in primavera estate e quindi la forma amorosa. Fine estate e autunno la minore durata delle ore e dell’ intensità luminosa facilita l’azione della tiroide nelle secrezioni di tiroxina che incide sulla caduta delle vecchie piume e sulla crescita delle nuove. I soggetti novelli , devono affrontare la muta in gabbie la cui lunghezza permette ai “nostri amici” di volare ed irrobustirsi. A mio avviso è sbagliato mettere prima della muta i soggetti in gabbie da mostra solo per abituarceli, non considerando che solo la robustezza permette al soggetto di raggiungere la massima bellezza. 
La muta iniziaquando i soggetti hanno circa 50 gg, dura per un paio di mesi e la compiono al termine del periodo riproduttivo. A muta quasi ultimata, le eventuali penne spezzate o usurate andranno strappate in modo che le nuove possano ricrescere sane. 
Una cosa da EVITARE è quella di strappare le penne in crescita perché si potrebbe provocare una emmoragia con danneggiamento del follicolo, questo significa che la penna non ricrescerà. Nei soggetti anziani o ammalati la muta è lenta e difficoltosa per cui può succedere che le penne ricrescano male. L’animale che supera con difficoltà la muta, normalmente muore a causa dei rigori dell’inverno, o all’inizio della successiva stagione riproduttiva. Durante la muta l’ambiente ideale è quello fresco, con poca luce. Occorre evitare gli sbalzi di illuminazione e di temperatura che contribuiscono a rallentare il ricambio delle penne, particolarmente negli adulti appena usciti nella fase riproduttiva. La maggior parte sono concordi nel ritenere che il massimo splendore viene raggiunto dopo la 2° muta del piumaggio. Un altro fenomeno molto conosciuto è quello della “falsa muta”, che colpisce i “nostri amici” quando sono sottoposti a sbalzi di temperatura e di luce che dura per alcuni giorni. Durante la muta si deve mettere l’acqua per il bagno che deve essere rinnovata 2 volte al gg. Quindi, durante la muta avviene una “selezione naturale” in cui i soggetti più deboli muoiono e a questo processo naturale è inutile opporsi, pena un andamento incerto della successiva stagione cove. Per approfondire questo problema, possiamo aggiungere, che, quando il ricambio generale, molto elevato nel Canarino subisce, per una delle infinite cause, un arresto, in qualsiasi periodo dell’anno gli uccelli interessati, incominciano a perdere piume, a rifarle e perderne delle nuove in un susseguirsi senza fine. In queste condizioni i nostri “amici” non sono più atti alla riproduzione in quanto gli effetti da “muta patologica” cioè dalla malattia della muta, a curare la quale, più che rimedi omeopatici giova la reazione dell’organismo che si ottiene molto spesso con la regolare temperatura ambientale, con l’ areazione del locale, con l’ alimentazione adeguata ricca di Sali di calcio, di verdure contenenti zolfo. Le vitamine H, K, PP, e preparati arsenicali coadiuvano per assicurare il ritorno alla normalità. In processo di rinnovamento del piumaggio non va dimenticato che il sangue alimenta da solo il piumaggio e un rallentamento del flusso sanguigno, corrisponde a deficienza cheratogena dovuta alla povertà di sostanze di cui la penna è formata. Dobbiamo considerare che le piume che ricoprono il corpo di un uccello, non sono semplice ornamento o pura protezione del suo corpo, ma fanno parte integrale e inscindibile del suo organismo. Inoltre le piume sono il complemento esteriore più immediato e suggestivo di questo meraviglioso complesso che è un uccello, il processo di rinnovo che provoca la sostituzione delle vecchie penne con altre nuove, più perfette e pulite. In libertà questo processo corrisponde ad un fenomeno fisiologico normale ma diventa causa di gravi alterazioni della salute per gli uccelli in cattività non ambientati convenientemente. Una penna impiega circa 20 gg per formarsi e completarsi ed intercorrono quasi 7 gg per la comparsa da una all’altra. Ciò avviene contemporaneamente ai 2 lati del corpo e così si ha una caduta e ricomparsa simultanea della stessa penna nelle 2 ali, nella sezione di destra e quella di sinistra della coda, ecc…. Nei canarini si osservano con facilità i tempi di impiego della muta, che possono così riassumersi: 
La muta lenta, dove la perdita di una remigante avviene ogni 10 gg. Si calcola che una muta lenta per completarsi abbisogni di circa 14 settimane. 
La muta normale: per la formazione dell’ala che compie una muta normale occorrono circa 8- 9 settimane. 
La muta rapida: l’ala completa la muta a circa 6 settimane.
La funzione del piumaggio: Il piumaggio ha la funzione di dare calore, conforto e vicinanza. Esso, con l’esaltazione al massimo dei colori, contribuisce a inviare messaggi visivi; un maschio in abito nuziale "dice" che e’ pronto, un maschio che alza il piumaggio "informa" che e’ disposto a difendere o ad aggredire. I colori come segnali si sviluppano quando potenzialmente esiste un ricevitore del segnale e le colorazioni possono diventare comunicazione, ovvero attraverso le colorazioni del piumaggio gli uccelli possono comunicare. Il colore assume la funzione mimetica e sessuale, permettendo la distinzione degli individui maschi o femmine. In alcuni casi, tra i due sessi non vi è alcuna differenza di colorazione visibile. I colori delle piume sono prodotti dalla presenza di pigmenti, soprattutto melanine (che danno tonalità di colore che variano dal marrone, nero e grigio) e carotenoidi (che determinano i colori rosso, giallo ed arancio). Le melanine danno anche una notevole resistenza aggiuntiva, anche se le penne che contengono questo pigmento sono degradate più facilmente dai batteri, rispetto a quelle che contengono carotenoidi. Un'altra importante caratteristica che determina il colore è la struttura della penna stessa. In questo senso i colori blu e verde della maggior parte dei pappagalli, sono prodotti dall'interazione prodotta dalla riflessione della luce tra differenti livelli della struttura delle piume ed i carotenoidi di colore giallo. L'evoluzione della colorazione è strettamente collegata alla selezione sessuale ed è stato dimostrato che i pigmenti basati sui carotenoidi si sono evoluti perché sono un segnale di ottimo stato fisico, in quanto essi derivano dalla dieta dell'animale. In alcuni casi, il colore delle penne può essere modificato o creato grazie alle secrezioni di una speciale ghiandola, tipica degli uccelli, detta dell'uropigio. Queste secrezioni possono anche avere effetti sulla conservazione delle stesse piume, attaccando ed inibendo i batteri che si annidano sulla superficie. Le piume rappresenta l'habitat di molti ectoparassiti, i pidocchi e acari. Gli uccelli cercano di mantenere la condizione ottimale delle loro piume bagnandosi in acqua, ricoprendosi di polvere o lisciandole con l'aiuto del becco.

  
 
 
 
   LA SCELTA DEI MIGLIORI SOGGETTI
 
Come da titolo la scelta dei migliori soggetti è il primo passo da fare per poter allevare con successo. Incominciamo a dire che vanno assolutamente scartati tutti i volatili che si presentano con piumaggio “sporco, arruffato, con respiro affannoso, ecc….” tutti quei soggetti che non sono in buona forma fisica. Quando viene individuato il volatile bisogna isolarlo osservandolo con grande attenzione. Deve avere piumaggio aderente e lucente; Zampe sottili con le unghia non troppo lunghe e ricurve; scegliere il volatile con attenzione; Consiglio di rivolgersi ad allevatori qualificati per reperire il soggetto. Una cosa da evitare sempre è l’uso preventivo di qualsiasi presidio sanitario, il miglior modo di procedere è sempre quello di fornire un’alimentazione sana ed equilibrata e di mantenere un’igiene perfetta sia degli alloggi che degli accessori. Durante la stagione estiva è bene mettere nell’acqua da bere qualche goccia di limone spremuto che fungerà da battericida contro i muschi che si formano nei beverini. Durante la stagione fredda consiglio di usare del miele nell’acqua da bere, il miele è un notevole energetico. A mio avviso e ottimo quando fa freddo. Il mio consiglio e di tenere un numero di volatili proporzionato al tempo che si può dedicare loro questo permette di curarli meglio, eseguendo le dovute operazioni igieniche, alimentarli e alloggiarli nel migliore modo possibile; Acquistare il meno possibile nuovi volatili che possono immettere nell’allevamento nuovi agenti patogeni; Adottare sempre la quarantena.
 
 
              
                                       Ecco una delle tante schede di cova per i vari soggetti.......
 
 
 
 
 
 
                
 
 
                                      MANEGGIARE I PAPPAGALLI........
 
 
 
Molto spesso siamo attratti da questi bellissimi uccelli, i colori e le forme sono le prime che colpiscono osservandoli. Tutti i Pappagalli sono classificati nell'ordine degli Psittaciformi, la parola significa "becco ricurvo"  questa infatti e la maggiore caratteristica che le distingue. Il becco è indispensabile per aprire i gusci più duri, ma è anche l'arma di difesa. Col becco fanno di tutto scavano i nidi, strappano le cortecce, tagliano le cime degli alberi, con il loro becco e zampe le cui dita sono opponibili, riescono a compiere particolari operazioni impossibili ad altri uccelli. La forza che riesce a sviluppare diventa impressionante sia tra le grandi Ara, Mazzoni e Cacatua, ma anche in Pappagalli di dimenzioni "ridotte" come per esempio i Forpus ad esempio sono tra i più piccoli Pappagalli, ma le loro beccate possono strappare facilmente pezzetti di carne. Quindi bisogna tenere in considerazione questa loro "arma" di difesa, gestendo in maniera corretta anche i piccoli Pappagalli è importante sia per la nostra che per la loro incolumità.
LE SPECIE DI PICCOLA TAGLIA......
Tante volte nel prendere in mano un Pappagallino Ondulato di Colore, può sembrare la cosa più banale, ma capita che riesca a stringere la nostra pelle. La paura di fare del male all'uccello ci fa commettere lo sbaglio più frequente: la mano leggera per paura di stringerlo troppo è la prima causa di fuga. Anche lasciare la libertà di girare la testa e mordere le nostre dita ci trova impreparati, la prima cosa che ci viene spontanea è di aprire la mano e lasciarlo andare, inutile dire le eventuali conseguense. Per agire in maniera corretta essere decisi e consapevoli della sua forza, infilare l'indice ed il medio ai lati del suo collo, con il pollice ed il resto della mano tenere stretto il suo corpo senza lasciare che spinga con le sue zampe, la mano deve essere ferma e leggera allo stesso tempo, le due dita che tengono il collo devono sollevare leggermente la mandibola inferiore senza lasciare la possibilità che ci prenda la pelle.
LE SPECIE DI MEDIA TAGLIA.............
I Parrocchetti di media taglia possono fare piccole ferite, ma anche dolorose beccate. La tecnica potrebbe essere come quella sopra descritta, bisogna avere le mani abbastanza grandi per avvolgere il corpo e le dita che tengono il collo lunghe e robuste. Tante volte ci viene in mente il guanto di cuoio, ma non è sufficiente con i Pappagalli dotati di un becco robusto, anzi oltre a spaventare molto l'animale, non ci permette una sufficiente sensibilità, in questo caso è facile spezzare un'ala o stringere troppo in soggetto. In genere il Psittacula possiede un becco molto tagliente, gli Psittacula Derbiana sono in grado di tagliare anche il cuoio duro, il guanto in questo caso diventa inutile se non pericoloso.
LE SPECIE DI GRANDE TAGLIA...........
Per prendere in mano un grande Pappagallo è bene essere esperti o almeno prudenti, i danni possono essere notevoli, perdere qualche falange è molto facile, i potenti becchi riescono a spaccare sia le noci che le ossa di pollo e coniglio, le nostre dita non sono molto diverse, pertanto bisogna tenere presente la forza di questi animali.  Un Pappagallo quando si vede in pericolo affronta chi si avvicina, ma anche la difesa del nido può essere motivo di beccate, inserire la mano dentro la cassetta nido non è proprio consigliabile, se prima non si e sicuri di aver preso qualche precauzione. Se dobbiamo prendere il soggetto a mani nude bisogna munirsi di un'asciugamano o di uno straccio abbastanza grande, la prima cosa da fare è di stendere lo straccio per ingannare il Pappagallo, non deve sapere dadove arriva la mano, sono velocissimi a girarsi e afferrare qualsiasi cosa si avvicina, la mano aperta deve prendere il soggetto direttamente per il collo, tenere la testa in questo modo assicura la distanza dalle sue mandibole dalle nostre dita, l'altra mano deve prendere in soggetto per il corpo, immobilizzando le zampe, gli artigli possono infatticonficcarsi nella carne, lo straccio aiuta molto a tenere contenute le zampe, coprire la testa con un lembo calma e tranquillizza l'animale, non bisogna allentare la presa avviamente, con l'esperienza si arriva a gestire facilmente questa operazione.
N.B: Per le specie di taglia media dotati di forti becchi è bene usare la stessa tecnica.
 
 
  Buon allevamento da  ANTONIO PAPANIA   
 
 
 
 
 
 
 
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