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Consultate sempre prima un veterinario aviario. Alcuni consigli, che trovate, provengono da un testo desunto da Italia Ornitologica n. 12 dicembre 1997, pagg. 48-53 scritto sulla base della relazione tenuta dal Dr L.Buratto allaConferenza Dibattito sulle Malattie del Canarino nella sala Papa Luciani a Conegliano Veneto e da esperienze di alcuni
allevatori. 
 
        E NON DIMENTICATE CHE         "ALLEVARE = PROTEGGERE = AMARE"........
 
 

               Malattie più diffuse dei Fringillidi
 
 
 
Puntura di zanzara..... 
Area peri-oculare e zampe. Talvolta con esito letale. Foruncolo diagnosi differenziale con lesione vaiolosa, può evolversi in ascesso. Mettere zanzariera alle finestre. Terapia con Polaramin pomata 1/1000. Se con esito sanguinante, usare Cicatrene.
Ascessi....... 
Solitamente micro-ascessi, spesso provocati da stafilococco.
Esiti di micro-traumi, cannibalismo etc. Localizzazione delle aree glabre. Usare pomata a base di Penicellina - pomata Eritromicina 3% .
Turbe nervose, neurologiche.... 
Meningismo, atassia, scordinazione nei movimenti. Tossicosi da inalazione o da ingestione, da fitofarmaci neurotossici presenti nelle verdure crude, in seguito a disinfezioni, ad uso di farmaci non tollerati dalla specie.
Encefalomalacia.... 
Carenza di vitamina E o Selenio. Terapia con Selevit della Fatro fiale: ml 0,1 sottocute.
Plumofagia, Pica, Cannibalismo....
Turbe del comportamento legate all'ambiente o a carenze alimentari, sopratutto proteiche. Somministrare rosso d'uovo sodo, pastoni, lardo. Oscurare l'ambiente, umidificare. Controllare gli spazi in rapporto al numero degli animali e la luminosità eccessiva.
Deplumazione, Muta, Pseudo-muta.... 
Diversi sono i problemi, la muta è fisiologica. La deplumazione può avvenire per acariasi o parassitosi cutanea (controllare con lente). L'acaro penetra nel calmo della penna e questa si spezza. Irrorare con acaricidi atossici in forma di spray sul piumaggio. Falsa muta: vedi carenze alimentari, plumofagia, etc. Il "sudore" del nido che colpisce i nidiacei. La femmina presenta addome bagnato. Nido freddo o colpo di freddo. Dieta iperlipidica e porre la gabbia in ambiente caldo e asciutto. Cospargere il nido con carbopulbit e con acqua borica tiepida ed un battuffolo di cotone e si disinfetti i piccoli.
Stipsi........ 
Cause alimentari e climatiche (freddo improvviso). Scarsità di deiezioni, asciutte e/o mucose.  Dieta con verdura fresca e sale inglese (1/2 gr. x litro di acqua da bere).
Epidermite, eczema, scagliosità delle zampe..... 
Ungere con pomate a base di Olio di Fegato di Merluzzo  e Zolfo oppure con pomate medicate tipo Localyn o Aureomicina. Se presenti croste grigiastre e rugose, potrebbe trattarsi di acariasi piantare; usare una pomata acaricida previo lavaggio con acqua tiepida: ml 100 di acqua + Halamid (una punta di coltello).
Zampe arrossate, gonfie e dolenti........ 
Viene riferito che trattasi di reumatismi o artrite. Le cause sono da ricercarsi in ambienti freddi e umidi.  Usare una pomata  a base di cortisone associato ad antibiotico del tipo Localyn o Neomicina, indi frizionare anche con pomata a base di Olio di Fegato di Merluzzo. Non va dimenticato che potrebbe trattarsi di Stafiloccosi artro-sinoviale, in tal caso impiegare pomata Eritromicina 3 x 1000.
Anemia o malessere...... 
Può trattarsi di Pediculosi, ovvero un'infestazione da Acaro rosso il quale vive all'interno di posatoi, nelle fessure, nelle giunture delle stecche e in mille altri luoghi. E’ un ematofago notturno e quindi bisogna cercarlo con una lente, durante il giorno, negli anfratti della gabbia.  Mettere i canarini in altre gabbie e portare all'esterno quelle infestate le quali vanno immerse in un bagno con soluzione a base di piretro, indi lavati e fatti asciugare.  Non bisogna impiegare ectoparassitari a base di DDT o altri fitofarmaci pericolosi come il Pommex, ecc.
Crescita eccessiva di becco ed unghie...... 
Ovvio il trattamento: usare un taglia unghie procedendo con molta cautela, per non recidere quella linea di sangue che arriva sino alla metà dell'unghia circa.
Problemi di ovo-deposizione..... 
Possono essere banali, dovuti a cloacite o immaturità della canarina.  Ungere la cloaca con olio tiepido e mettere a riposo la femmina per tutta la stagione riproduttiva in corso. Potrebbe tuttavia trattarsi di un problema più grave quale l'infezione da Mycoplasma, ma di questa grave infezione tratterò più dettagliatamente in un capitolo seguente. 
Diftero-Vaiolo...... 
E’ la più grave infezione virale del canarino. E’ frequente particolarmente in autunno e può colpire anche una percentuale molto elevata di volatili. 
Sostenuta da un pox-virus si presenta nella forma vaiolosa o difterica.  Nella forma vaiolosa le lesioni sono inizialmente papulose in evoluzione: da papule a vescicole e quindi a pustole. 
Compaiono su zampe, palpebre, intorno agli occhi e alle narici.  Le pustole rossastre maturano lasciando croste che cadono dopo 30/40 giorni.  Il canarino ammalato di vaiolo soffre e va isolato da quelli sani per evitare il contagio. La forma difterica è più grave ma più rara.  Placche grigio-giallastre si formano sulle mucose della bocca e, in particolare, sulla laringe determinando ostruzione e morte per asfissia. 
Si può tentare l'asportazione della placca con una pinzetta ma, tuttavia, spesso è preferibile eliminare il soggetto poiché la forma difterica è contagiosa e grave. il canarino respira affannosamente e dalle narici e dalla bocca fuoriesce sierosità mista a saliva schiumosa.  La terapia del diftero-vaiolo si attua con tintura di jodio diluita in olio di semi ma il vero rimedio consiste nella vaccinazione con appositi vaccini per canarini da praticarsi per scarificazione sulla cute deplumata della coscia. La precauzione più importante nel caso si decida di non vaccinare, consiste nella nebulizzazione settimanale con Halamid (da intensificare nella stagione che favorisce l'insorgere di tale infezione).
Clamidiosi-Psittacosi........
Chlamydia psitacci: molto diffusa negli Psitaccidi  ma può colpire anche il canarino. I sintomi sono molteplici: diarrea, congiuntivite, scolo oculare e nasale, dispnea e inappetenza.  Penne arruffate e dimagramento. 
Patologico: megalia e congestione splenica, epatomegalia, polmoni congesti con focolai di polmonite, sacchi aerei opachi ed ispessiti.  Farmaco di elezione è la Tetraciclina per iniezione sui malati e nell'acqua da bere nei soggetti sani o apparentemente tali, il prodotto da usare è la Pan~terramicina della Pfizer, fiacone ml.  So (ml.  I = 30 mg.), fare iniezione sottocute nella regione del collo: dose ml. 0,1 ripetendo il trattamento dopo 24 ore.  Con un contagocce instillare nel sacco congiuntivale una goccia di Pan-terramicina e, bagnando un cotton-fioc, si può medicare riniti e ferite.Terramicina polvere solubile della Pfizer, fiacone da gr. 113, disciogliere gr. 5 (1 misurino) di polvere ogni 1/2 litro di acqua da bere.  Effettuare il trattamento per 6 giorni.
Tubercolosi....... 
Infezione sostenuta da Mycobacterium avium.  Rara nel canarino.  Sintomi: dimagrimento e diarrea, lesioni cutanee in forma di escrescenza verru~ cose sulle palpebre ed aree circostanti fino alle commessure labiali. 
Diagnosi attraverso esame microscopico, raschiando le lesioni. 
Terapia nessuna.  Eliminare i soggetti infetti o sospetti d'essere infetti.
Colera avviare o Pasteurellosi...... 
Malattia infettiva rara nel canarino.  La prevenzione si attua evitando il contatto con altri volatili da cortile. 
Sintomi gravi: diarrea profusa, febbre e morte.  Lesioni necrotiche a focolaio su fegato e milza.  Emorragia tenue.  Terapia con Bactrim della Roche, fiacone da ml. 100 alla dose di ml. i in 50 mi. di acqua da bere per 4/5 giorni.
Pseudotubercolosi o Yersiniosi....... 
Sostenuta da Yersinia pseudotubercolis, ritenuta frequente tra gli uccelli selvatici, sembra colpire anche il canarino. 
I sintomi sono vaghi.  Talvolta si verifica la morte senza segni premonitori.  La diagnosi è possibile solo in laboratorio.  Esame patologico: focolai di necrosi miliariformi su fegato, milza, polmone e reni.  Terapia con Tetracicline oppure con Minocin Cynamid sciroppo 1% (minociclina con attività simile ma più mirata delle tetracicline). 
Dose di impiego: ml.  I di sciroppo in ml. 100 di acqua da bere per 5/6 giorni.  Oppure impiegare Terramicina polvere solubile della Pfizer come nella Clamidiosi.
Mycoplasmosi....... 
E un'infezione diffusa in tutte le specie animali, in tutto il mondo. 2 considerata l'infezione emergente nel mondo, e questo anche nell'uomo. 
Si calcola che in America il 25% della popolazione soffra o abbia sofferto di Mycoplasmosi.  Oltre agli altri, colpisce anche tutti i volatili: polli, anatre, galline, oche.  Fagiani, starne ecc. e naturalmente colpisce anche il canarino, anche se la scoperta è piuttosto recente.  Si può ritenere che la malattia sia molto diffusa nella specie, determinando danni anche notevoli, sia diretti che indiretti. La Mycoplasmosi nel canarino colpisce sia l'apparato respiratorio che l'apparato riproduttore.  Nel primo caso, quando il Mycoplasma attacca le vie respiratorie, si evidenziano sintomi quali asma, difficoltà di respiro o raucedine; come dire sono sintomi solitamente senza secrezione catarrale o purulenta.  In verità la sintomatologia respiratoria non è molto evidente e spesso colpisce pochi volatili tra loro vicini.  Non è dato di sapere se, in particolari circostanze, la Mycoplasmosi in forma respiratoria può diffondersi in tutto l'allevamento. Quel che è certo è che la terapia deve essere estesa a tutti i canarini presenti in allevamento.  La forma che colpisce l'apparato riproduttore invece riguarda in particolare le femmine, nelle quali determina problemi di ovogenesi e di deposizione, uova sterili, pullus nati morti o poco vitali.  La sintomatologia è vaga o manca di sintomi.  I canarini sono apparentemente sani e tutto il problema riguarda le uova, gli embrioni e i nati.  In ogni caso prima di ogni stagione riproduttiva è necessario intervenire con Baytril o meglio ancora con Tylan solubile al 50% per 4 giorni, alla dose di gr. 2 per litro di acqua da bere.
Moniliasi.....
 Causata da un micete denominato Candida Albicans, può colpire le mucose dalla bocca e dell'ingluvie del canarino. Il "mughetto" è frequente in alcune specie aviari, in particolare nella giovane faraona e nel pollo soprattutto quale conseguenza di un uso frequente e prolungato di antibiotici.  Si manifesta con l'apparizione di placche o pseudo-membrane di colore bianco che stratificano sulle muscose orali e dell'ingluvie. La diagnosi è facile per la tipicità delle lesioni che compaiono nei giovani passeracci dopo l'uso di antibiotici.  Per la terapia può essere utile l'acidificazione dell'acqua da bere con un po' di aceto con poche gocce di tintura di jodio.  Sulle lesioni pennellare con un cotton-fioc imbevuto di tintura di jodio, indi spalmare un po' di crema o pomata anti-micotica tipo Canesten.
Gastriti Micotiche.......
 Da qualche anno viene considerata la micosi più frequente e più grave del canarino.  Viene riferito che la stessa è provocata da miceti del genere Aspergillus, ai quali spesso si associano batteri patogeni. Più recentemente è stato ipotizzato che tale infezione sia sostenuta da miceti del genere blastomiceti o mucormiceti.  Le lesioni più gravi sono a carico dell'anello mucosale che separa il proventricolo dallo stomaco muscolare, comunque sia restano compromesse anche le mucose gastriche con compromissione della digestione enzimatica proventricolare.  Ne deriva sofferenza per il canarino che mostra dimagrimento, piumaggio arruffato e deiezioni alterate. La diagnosi può essere fatta sul canarino morto raschiando con un bisturi sulla mucosa inter-gastrica e visualizzando il raschiato al microscopio oppure seminando su terreno di coltura selettivo per miceti. La terapia elettiva delle gastriti micotiche, si attua con una specialità a base di Amfotericina B, Fungilin della Squibb sospensione al 10%, alla dose di ml. i per litro d'acqua da bere per 12 giorni.  Nei primi 4 giorni di somministrazione, associare anche ml. 3 per litro d'acqua di Gentagil. 
Coccidiosi........ 
Malattia protozoaria che colpisce tutte le specie aviari, nessuna esclusa.  Sostenuta da protozoi immobili del genere Eimeria, sono responsabili di enteriti, tifliti o entero-tifliti.  Spesso i Coccidi sono ospiti nell'intestino dei volatili senza determinare sintomi alcuni.  Sono solitamente specie-specifici nel senso che ogni specie di volatili è parassitata da due/tre specie di Eimeria.  La Coccidiosi provoca diarrea biancastra (forma intestinale) o emorragia (Coccidiosi ciecale). L'esame microscopico delle feci mette in evidenza i Coccidi e ne conferma la diagnosi.  Nel canarino morto possono evidenziarsi lesioni enteriche più o meno gravi, ovvero tiflite-emorragica.  Nei canarini in gabbia, tra loro isolati, la Coccidiosi può colpire uno o pochi volatili.  Dimagrimento progressivo, arruffamento del piumaggio e diarrea persistente possono far sospettare la Coccidiosi.  In tal caso prelevare le feci dalla lettiera e farle sottoporre ad esame microscopico presso un laboratorio.  La terapia nel canarino si effettua con Amprolsol, un farmaco efficace e privo di tossicità.  Non si consiglia di impiegare farmaci a base di Sulfochinossalina poiché tale sulfamidico è piuttosto tossico. Di Amprol-sol liquido al 12% se ne somministra ml. 4 ogni litro d'acqua da bere per 6/7 giorni. 
Rogna o Acariasi............. 
Acariasi: il terrnine di rogna non appare appropriato poiché nel canarino non sono state descritte lesioni cutanee da Sarcoptes o da altri acari patogeni obbligati della cute. intendiamo riferirci ad intestazione da Acaro rosso del genere Dermanyssus che infesta il canarino durante la notte, provocando irritazione ed anemia, mentre durante il giorno si nasconde nelle fessure, nelle giunture delle gabbie.  La diagnosi viene fatta con l'aiuto di una lente con la quale si esamina attentamente la polverosità raccolta negli anfratti della gabbia. Il colore rosso dell'acaro ed il suo movimento consentono la diagnosi.  Durante la notte l'acaro rosso attacca i canarini provocandogli delle microlesioni attraverso le quali succhia il sangue.  Questa ecto-parassitosi è relativamente frequente e può causare grave danno poiché viene spesso diagnosticata in ritardo, inoltre pare difficile una radicale disinfestazione.  Se le gabbie sono in ferro sarà opportuno metterle a bagno in una apposita vasca riempita di una soluzione disinfettante che non lasci residui tossici dopo l'asciugatura.  Se tale operazione viene fatta durante una giornata luminosa di sole, si può conseguire ottimi risultati poiché sappiamo che l'acaro non attacca il canarino durante le ore di luce. 
Acarlasi respiratoria.......... 
E provocata da un microscopico acaro che si annida e si moltiplica nel lume tracheale.  Il canarino infestato manifesta respirazione rantolosa e fischiante accompagnata da frequenti raschiamenti, becco aperto sincronizzato con l'atto respiratorio. t una forma "secca" cioè senza essudazione catarrale a carico delle narici.  La diagnosi è possi~ bile osservando al microscopio la trachea di un canarino morto dopo che è stata asportata ed appoggiata su un vetrino porta~oggetti.  I piccoli acari sono facilmente visibili, in particolare nella biforcazione tracheale. La terapia, è detto, si attua fumigando con un prodotto nominato Folbex.  La gabbia con il soggetto ammalato viene messa in un sacco di nylon, quindi vi si introduce una striscia di Folbex accesa, la quale libera del fumo acaricida.  Uintervento va ripetuto ogni giorno per 4/5 giorni.  Si consiglia di provare su alcuni soggetti di scarso valore genetico. 
Malattie respiratorie, sistemiche o di eziologia incerta...... 
BAYTRIL 2,5% ~ Flacone da ml. 100 - Dose: ml. 5 per litro di acqua da bere, per 4/5 giorni.  Per la profilassi: in assenza di sintomi, dimezzare la dose.
Malattie sostenute da Mycoplasma....... 
(asma, problemi di fecondità e/o schiusa) da fare soprattutto nei primi mesi dell'anno TYLAN solubile - Flacone da gr. 100 pari a gr. 50 di Tylosina pura.  Dose per la terapia: gr. 2 per litro di acqua da bere, per 4 giorni.  Dose profilattica: gr.  I per li~ tro di acqua da bere, per 4 giorni.  L'intervento dev'essere fatto ogni 4 settimane, fino ad Aprile.
Enteropatie:
Enteriti da Coli, Salmonella, Pseudomonas a., Stafilococco..... 
ZOOMICINA N - Flacone da ml. 170 - Dose terapeutica: ml. 20 per litro di acqua da bere, per 4/5 giorni oppure OENTAGIL - Flacone da ml. 501100 - Dose: ml. 3 per litro di acqua da bere, per 5 giorni oppure BIOSOL - bustine da gr. 20 - Dose: gr. i per litro di acqua da bere per 5 giorni.
Infezioni da cocchi (soprattutto infezioni respiratorie)...... 
ZIMOX (Amoxicillina) - Sospensione al 5% - Dose: ml. 10 in gr. 250 di pastoncino, per 4/6 giorni. MINOCIN (Minocuclina - Sciroppo 1% - Dose: ml. 10 in 1/2 litro di acqua da bere, per 6 giorni.
Micosi gastro-enteriche anche associate ed enterite microbica........... 
FUNGILIN sciroppo - sospensione al 10% Dose: ml. 1 per litro di acqua da bere, per 12 giorni. Associare durante i primi 4 giorni Gentagil alla dose sopraindicata.
Prolasso dell'ovidutto.... 
In seguito a ovo deposizione in femmina giovane o vecchia può accadere che si verifichi il prolasso della cloaca e il possibile imbrattamento con infezione locale. Disinfettare con Halamid e riposizionare delicatamente la cloaca.
Uropigite... 
Ghiandola sebacea: è situata alla base del codione e il canarino beccandosela provoca flogosi. Ungere con olio tiepido e, se purulenta, spremerla delicatamente cospargendola poi con una pomata a base di penicillina.
Anoressia e dimagrimento..... 
Non sono malattie ma sintomi di una grave malattia;  isolare il canarino ammalato. Può trattarsi di tubercolosi (sonnolenza, dimagrimento notevole, piumaggio opaco). Eliminare il soggetto e disinfettare accuratamente con alcool ed infiammare. Se vi è grave diarrea è possibile una infezione da entero-batteri patogeni. Fare la terapia del caso: ovvero prelevare un soggetto malato e fare eseguire l'esame batteriologico per la conferma diagnostica.
Congiuntivite.... 
Blefaro-congiuntivite o lacrimaziome ecc. Usare un collirio e se compare iporessia o dimagrimento potrebbe trattarsi di influenza
Adiposi..... 
Patologia da vita confinata. Dieta vegetale e maggiore spazio.
Pustole o croste....... 
Diftero-vaiolo Lesioni più frequenti su zampe, palpebre, narici, base del becco. Pustole rossicce che evolvono in croste ricoprenti la pustola. Mescolare parti uguali di tintura di iodio e glicerina, con un cotton-flocc ungere e strofinare ogni due giorni fino a guarigione. La forma difterica si appalesa con salivazione, rinite, respiro dispnoico, letargia, piumaggio scomposto. Eliminare il soggetto infetto e disinfettare, vaccinare subito i canarini sani. Difficile da guarire.
Raucedine.......... 
Ipofonia, affezione a frigore. Portare la gabbia in ambiente caldo, sospendere il bagno, somministrare mela e miele disciolto in acqua.
Difficoltà di respiro........... 
Corneggio laringeo, respirazione fischiante, respirazione a becco aperto, raucedine. Sintomo ascrivibile a : faringolaringite a frigore o batterica. Se la respirazione fischiante si accompagna a raschiamento di gola o a respirazione a becco aperto può trattarsi di acariasi tracheale. Dimagrimento progressivo. L'acariasi si cura con fumigazione di fumogeni del tipo Folbex . Si racchiuda la gabbia in un sacco di nylon, si accenda la striscia di Folbex e si crei una sorta di nebbia. Si lasci per 4/5 minuti - ogni giorno per 4-5 giorni. Si possono usare anche aerosol a base di piretro, sempre con attenzione. 
Asma o difficoltà di respiro nel canarino, possono essere sintomi di una grave malattia denominata Mycoplasmosi di cui dirò meglio in un capitolo seguente. Non dimentichiamo che il sintomo respiratorio deve essere interpretato e tradotto in diagnosi eziologica specifica: faringite, difterite, acariasi o mycoplasmosi.
Sete intensa. 
PROTOZOI......... 
Una malattia protozoaria da non trascurare è la Toxoplasmosi, particolarmente pericolosa nel caso di donne in gravidanza. Il soggetto colpito staziona sul posatoio con occhi socchiusi, perde peso, si dimostra letargico, ha piumaggio arruffato e tende a perdere la vista.
Meno frequente, diffuso soprattutto nelle Calopstitte, la Guardia causa dapprima diarrea acquosa, successivamente sintomatologia neurologica per carenza di vitamine del gruppo B.
PARASSITI....... 
I vermi intestinali tondi, come gli Ascaridi, gli Ossiuridi, le Capillarie, sono più frequenti in uccelli di cattura, nei grossi Pappagalli e nei Parrocchetti Australiani.
Le Tenie sono piuttosto rare, e necessitano di gabbie con fondo in terra.
Frequenti gli acari delle penne e della pelle, facilmente trattabili con gli spray in commercio a base di Piretroidi potenziati con Piperonil Butossido (es. Neoforactil).
Molto utilizzato dagli allevatori di Fringillidi nel periodo che precede le cove, il Frontline (prodotto spot-on per Cani e Gatti) è un valido ausilio nelle giuste dosi per i parassiti esterni.
Per colpire contemporaneamente parassiti interni (es. Acaro respiratorio) ed esterni, validissimo risulta l'Ivomec (prodotto iniettabile per Bovini-Suini). Per poterlo usare con sicurezza si diluisce nove volte con il Glicole Propilenico (es.: 1 ml di Ivomec con 9 ml di Glicole Propilenico). Può essere utilizzato sia appoggiandolo sulla pelle sia per bocca nelle giuste dosi.
 
 
Quando diciamo "black dot", si intende un piccolo puntino nero sul lato destro dell'addome del pulcino. Circa l'altezza del fegato nei pressi della cistifellea. 
Il primo giorno di pulcini di vita sono evidenti nella loro pancia, quelli esistono. 
La dimensione è diversa. Alcune delle ragazze che hanno questo punto, hanno la pelle di colore diverso è in giallo. L'emergere di questo "black dot" indica che gli organi interni sono un problema. La percentuale maggiore di pulcini, che mostra il marchio, prima o poi muoiono. Vi è anche una figura che scompare nei primi sette giorni della loro vita e continuano il loro sviluppo normale. Questo è, tuttavia, solo se la dimensione dei punti è piccolo ei genitori li alimentano molto bene. Se si guarda i pulcini in un nido in cui alcuni hanno il marchio, si vedrà che la crescita è lo stesso con l'altro fino al terzo, quarto giorno. Improvvisamente, il piccolo punto sul 'lasciato indietro' e tre, quattro giorni dopo la morte. A volte i soggetti affetti da megabatteriosi sono portatori sani ( come si suol dire) e quindi si rischia di infettare tutto l'allevamento se si inseriscono soggetti nuovi. I trattamenti per il controllo delle micoplasmosi e il punto nero, gli agricoltori italiani hanno visto risultati molto buoni da tilosina. Sicuramente ci sono altri farmaci che proteggono contro la malattia, ma i risultati migliori (per esperienza) sono medicinali contenenti la tilosina. 
Tilosina, è una polvere giallastra appena disciolto in acqua. Solo Tylosintartrat si scioglie facilmente in acqua e inclusi in medicina «solubile Tylan azienda» BERNA AG. E 'importante per una corretta preparazione del farmaco, a versare l'acqua nella polvere e non la polvere in acqua per sciogliere il farmaco in modo corretto. 
Il farmaco ha la capacità di agire come stabilizzatore e batteri, in caso di alta concentrazione di distruggere i batteri. E solo i risultati in micoplasma e non in altri batteri. Quindi, se abbiamo avuto problemi in passato con i pulcini sono stati puntino nero, rimane per noi di fare un trattamento preventivo per i genitori per ridurre i batteri e prevenire la contaminazione delle ovaie, l'uccello femmina noi.  Il trattamento che ho imparato che la terapia preventiva dovrebbe essere un mese circa, prima della fecondazione. Il dosaggio è di 2,5 g Tylan solubile in un litro d'acqua e cinque giorni. Quindi, se abbiamo avuto in passato, casi di "punti neri" nel nostro allevamento e vogliamo ridurre il rischio di recidiva nella prossima stagione della riproduzione, si può passare a un trattamento preventivo per i genitori. L'unica cosa che possiamo fare è concedere a loro, una goccia di soluzione, da 2 a 3 volte al giorno. 
 
 
                       

 
 
 
CARENZE ECCESSI ALIMENTARI........ 
È un problema molto frequente a causa della poca letteratura scientifica esistente sull'argomento "alimentazione degli uccelli". L'eccesso di grassi crea grossi problemi al fegato. L'eccesso di proteine è causa di gotta viscerale o articolare. Carenze o eccessi di talune vitamine possono produrre gli stessi danni, attenzione alle integrazioni vitaminiche a caso!
I Merli indiani e le Vedove del Paradiso sono soggette a Malattia da accumulo di ferro nel fegato e in tutti i tessuti dell'organismo, malattia cronica che le conduce spesso alla morte.
Il Cenerino ed in generale i Pappagalli Africani necessitano in cattività di un maggior apporto di Calcio e Vitamina D3.
I Pappagalli dei Fichi invece necessitano di un maggior apporto di Vitamine K.
 
 
 
                Malattie più diffuse dei Pappagallini
 

TUMORALI........ 
Molto frequenti nei Pappagallini Ondulati adulti-anziani. Carcinomi epatici e renali i più frequenti.
Nei Lori si conosce una predisposizione verso i tumori del fegato.
PSITTACOSI..........
Di sicuro la malattia piu temuta dai pappagalli è la psittacosi. Nei pappagalli la psittacosi puo dare una sintomatologia molto varia che puo consistere in diarrea, congiuntivite, difficoltà respiratorie, sintomi nervosi, anoressia e vomito. In molti casi tuttavia, l'infezione è silente e il pappagallo puo esere considerato (portatore sano) della malattia. La diagnosi si basa sulla ricerca dell agente causale nelle feci o essudati dei volatili malati, attraverso test specifici di laboratorio, o sulla titolazione degli anticorpi presenti nel sangue. La terapia è basata sulla somministrazione di tetlacicline, nel cibo o nell acqua da bere, per un periodo di tempo compreso tra i 30 e i 45 giorni. 
MEGABATTERIOSI.....
Nel corso degli ultimi anni sono state fatte diverse ipotesi circa la natura di questo microrganismo, senza peraltro ottenere risultati completamente soddisfacenti. Con certezza si può affermare che il megabatterio è un organismo di forma bastoncellare molto allungato il quale è responsabile di patologie del tratto digerente (prevalentemente del proventricolo), in grado di colpire diverse specie di uccelli. Gli psittacidi più soggetti a questo tipo di infezione sono: gli ondulati, gli agapornis, le calopsitte ed alcuni cacatua, i lori e i parrocchetti da collare. Negli ultimi anni si è notato un fattore molto interessante, infatti alcune linee di sangue della stessa specie possano essere maggiormente predisposte a manifestare la sintomatologia clinica della malattia rispetto ad altre (ad esempio alcuni ceppi di Ondulati Inglesi sono maggiormente sensibili). Alla luce di questo si consiglia di escludere dalla riproduzione i soggetti malati, limitando in tal modo la creazione di linee genetiche resistenti.
Accade con una certa frequenza, soprattutto a chi alleva inseparabili e ondulati, che alcuni di essi si presentino per un certo periodo di tempo con le piume arruffate e dimagriscano in modo cronico ma progressivo. Alcuni possono morire subito, altri possono presentare questa sintomatologia aspecifica per mesi prima che avvenga il decesso. In uccelli che mostrano questi sintomi, anche se sono espressione di uno stato di malessere generale, non è raro isolare il megabatterio (Macrorhabdus ornithogaster). E’ altresì noto che in alcuni casi, l’infezione non è associata a sintomatologia clinica. Si ritiene quindi che possano essere presenti più patotipi di questo microrganismo, alcuni in grado di determinare la manifestazione clinica della malattia mentre altri no. In certi casi sembra che gli animali colpiti tendano a migliorare momentaneamente per andare in contro a recidive nell’arco di qualche mese. I sintomi che più spesso si manifestano in corso di megabatteriosi sono: • Perdita di peso cronica ma continua, che perdura da diverso tempo (settimane o mesi) anche se gli uccelli continuano ad alimentarsi normalmente. Gli uccelli sembrano tristi e depressi. • Rigurgito di materiale e cibo presenti nel gozzo. In caso di rigurgito è possibile vederne le tracce sul piumaggio della testa e del collo ed occasionalmente possono essere presenti delle tracce di sangue. Alcuni alzano le ali e allungano il collo nel momento del rigurgitano mostrando una certa dolorabilità della parte.
• Le feci possono essere di colore verde scuro o marrone nerastro con pochi urati e tendono a diminuire per quantità nelle 24 ore.
• I muscoli pettorali perdono di tono, diventano atrofici e la carena dello sterno diventa sempre più evidente.
• Nell’ultimo stadio della malattia, non si ritrova più grasso sottocutaneo e i muscoli
vanno incontro ad atrofia.
I megabatteri possono essere identificati in gran numero nelle feci degli uccelli ammalati o dopo lavaggio del gozzo, ma si consiglia di ripetere gli esami perché la disseminazione non è costante nel tempo. Ovvio che anche l’esame necroscopico, soprattutto l’istopatologia del tratto interessato sono un ausilio indispensabile in situazioni di patologia di gruppo. La presenza di questo megabatterio nelle feci favorisce la sua trasmissione attraverso gli escrementi degli animali e materiali da esse contaminati. Qualora il vostro veterinario aviare di fiducia dovesse ritrovare il megabatterio nelle feci è bene iniziare ad avere una particolare attenzione all’igiene quotidiana della gabbia e dei materiali in essa presenti. E’ provato che la trasmissione possa avvenire anche mediacnte l’uso dei comuni beverini, soprattutto in grossi allevamenti o in voliere in cui vivono colonie di molti soggetti, ed in questo caso il fattore predisponente è il sovraffollamento. Per il trattamento sono stati usati molti antifungini, quali la Nistatina, il Ketoconazolo e l’Amfotericina B. Tutti questi agiscono bene nei confronti del megabatterio, anche se negli ultimi anni si sono sviluppati ceppi resistenti ai primi due principi attivi menzionati. L’Amfotericina B quindi,rimane l’unico farmaco veramente efficace nei confronti del megabatterio. Recenti studi sperimentali condotti sui polli mostrano come anche il Fluconazolo possa essere attivo nei confronti del megabatterio, ma sono necessari in questo caso trattamenti a lungo termine per curare completamente i soggetti infetti, inoltre tale farmaco sembra essere potenzialmente pericoloso se somministrato ad alcune specie di pappagalli. L'unica soluzione possibile a questo problema ora come ora sembra la somministrazione di Amfotericina B, ma i risultati sono molto incostanti. La somministrazione di Lattobacilli specifici da gozzo di pappagallo e l'acidificazione dell'ambiente gastrico aiutano la normalizzazione della flora intestinale e, con essa, l'eliminazione dei megabatteri, ma tali misure devono durare almeno 30-40 giorni.
MALATTIA DEL BECCO E DELLE PENNE DEI PSITTACIDI.....
La malattia del becco e delle penne è causata da un virusdi ridottissime dimensioni che determina negli psittacidiinfettati gravi alterazioni del piumaggio (penne con strozzature, emorragie, penne che non emergono dal follicolo) che danno al pappagallo un aspetto deplumato. Becco e unghie possono presentare crescita abnorme ed esere particolamente fragili. La pbfd, inoltre, determina depressione del sistema immunitario dei pappagalli, rendendoli particolarmente sensibili a infezioni anche banali. La malattia, generalmente a evoluzione cronica, è molto comune nei cacatua, pappagalli nei quali è stata evidenziata da piu tempo, ma puo potenzialmente colpire qualsiasi specie. Nei piccoli di cenerino è stata evidenziata una forma acuta, particolarmente violenta, che determina grave epatite e morte del soggetto. Non esistono cure per questa malattia. La diagnosi sospettabile abbastanza facilmente osservando le tipiche lesioni del piumaggio, viene comfermata con testbasati su sonde molecolari (PCR) da campioni di sangue. Pappagalli positivi al test e che non mostrano segni della malattia possono sviluppare un immunità, non ammalarsi e negativizzarsi ai test successivi (è consigliabile effettuarli a 90 e 120 giorni).
MICOSI......
Non di radi i pappagalli risultano vittime di micosi, infezioni sostenute da diversi funghi. Si tratta di agenti infettivi opportunisti che infettano, cioè, soggetti gia debilitati da altre cause, malnutriti, sottoposti a stress continuati o a prolungati trattamenti antibiotici. La piu temuta tra le micosi è l aspergillosi, malattia caratterizzata dalla predominanza di sintomi respiratori e dal progressivo deperimento del pappagallo malato. La diagnosi di questa malattia, molto comune nei cenerini, amazzoni e pionus di cattura, non è sempre semplice e si basa sull impiego di vari test associati (esami del sangue, esame endoscopicoe radiologico, coltura). La terapia prevede l impiego di farmaci antimicotici (fluconazoloketoconazolo ecc..) somministrati per via parenterale o aerosol e il trattamento antibiotico delle frequenti infezioni batteriche concomitanti.
VERMINOSI E PARASSITOSI.....
Le infestazioni da tenie, ha scaridi e capillarie sono le piu comuni verminosi degli psittacidi. Gli uccelli affetti presentano un progressivo dimagrimento, mantenendo generalmente l'appetito. Possono coesistere altri sintomi quali vomito, diarrea, giungendo anche alla morte, spesso per ostruzione intestinale dovuta al groviglio di vermi. La diagnosi è effettuata con l'esame parassitologico delle feci attraverso il quale è possibile individuare le uova dei vermi. Dopo aver determinato il tipo di parassita presente sarà il veterinario a stabilire quale farmaco antielmintico sia più opportuno somministrare. Rispetto a quanto osservabile in altri volatili le parassitosi esterne da acari non sono cosi comuni negli Psittacidi, ma pur sempre possibile, specie se il pappagallo entra in contatto con uccelli selvatici. A seconda del caso è possibile trattare queste infestazioni con spray insetticidi o applicazioni locali di ivermectina.
ACARO ROSSO (Dermanyssus gallinae).......
Normalmente è difficile trovarlo nella stagione fredda infatti in quel periodo cade in un letargo molto lungo, per risvegliarsi ai primi tepori. Si tratta di un vero e proprio flagello per gli allevamenti. Stiamo parlando dell'acaro rosso, che poi in realtà rosso non lo è affatto. E' grigio il suo vero colore ma diventa rosso quando è ben gonfio del sangue che ha succhiato alle sue vittime. Infatti questo parassita è ematofago (si nutre di sangue), si nasconde di giorno ed esce per attaccare le sue vittime di notte. È molto furtivo e si nasconde il luoghi impensabili come crepe dei muri, dentro i posatoi cavi, fessure delle porte e finestre, sotto le gabbie. Non è difficile trovare le sue uova addirittura nelle commessure dei pezzi che costituiscono le mangiatoie o i beverini. Compie il suo ciclo vitale per metà sul corpo dell'ospite che sfrutta per vivere e per metà all'esterno dove si riproduce. Dopo il pasto di sangue la femmina depone centinaia di uova nelle fessure. I parassiti diventano adulti in una settimana circa, ricominciando il ciclo. In poche settimane il numero di parassiti che infesta l’allevamento può diventare enorme. Come se non bastasse questo parassita agisce da veicolo per le malattie trasferendo con la puntura virus e batteri da un uccello all’altro.
L’acaro rosso può sopravvivere anche cinque mesi senza alimentarsi, pertanto
bisogna prestare attenzione se si usano gabbie e/o attrezzi di seconda mano in quanto si potrebbe veicolare in allevamento. Se si decide di comprare attrezzature usate, queste vanno disinfestate con cura. Dopo un meticoloso lavaggio vanno trattate con un disinfestante quale ad esempio il malathion. Anche le misure di quarantena nei confronti dei nuovi acquisti sono fondamentali per prevenire questo problema. Una buona prova per accertarci se questo parassita è presente è porre un foglio di carta ripiegato tra due gabbie. Dopo un giorno o due si apre il foglio, e se sono presenti, si osserveranno gli acari che corrono a nascondersi. Può essere utile anche controllare gli uccelli di notte, cercando tra il piumaggio e nella gabbia con una pila. Come per tutte le cose a volte la soluzione ce l'abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e spesso ci arriva da settori diversi da quello in cui ci troviamo. La salvezza da questo problema arriva proprio da un caso del genere. Stiamo parlando del Fipronil, un antiparassitario utilizzato per le zecche dei cani e dei gatti. Il prodotto commercializzato con il nome di Frontline, è disponibile in vari formati. Si trova in commercio il flacone spray, quello di ricarica e tutta una serie di pipette monouso per gatti e cani di ogni taglia. Considerando che il principio attivo è il medesimo, per comodità di utilizzo, consigliamo di acquistare le pipette della grandezza rapportata a quella del nostro allevamento. Si tenga presente che con una pipetta per cani di grande taglia, si riescono a trattare dagli 60 ai 80 pappagallini. Queste pipette vengono vendute in confezioni di 3 o 4 pezzi, ma spesso i negozianti le vendono anche sfuse. Ricordiamo che è bene trattare gli uccelli almeno una volta ogni 30 - 45 giorni o più, a seconda della temperatura e del fatto che i volatili facciano o meno i bagni. Questi infatti , ridurranno ovviamente il tempo di azione del principio attivo presente nel prodotto. Si ha serio modo di credere che con questo prodotto, utilizzato per 3-4 volte, si riesca a debellare definitivamente nell'allevamento l'acaro rosso. È sufficiente che ne rimanga uno per far rinascere il problema nell'allevamento. E' per questo che è bene trattare i propri uccelli per almeno 2 anni consecutivi e comunque sempre i nuovi acquisti. Un trattamento precove comunque non guasterebbe mai ed anzi, specialmente nel periodo più caldo dell'anno, ai giovani anche un intervento sarebbe utile. Mettendo l'antiparassitario sul corpo delle sue vittime o l'acaro muore subito oppure creeremo una condizione per la quale non potrà più nutrirsi, quindi morirà successivamente. Attenzione però, potrebbe succedere che date le circostanze critiche per esso, questo si rifugi di nuovo in una sorta di letargo per riprovarci in altro momento. E' per questo che si consiglia di rifare il trattamento periodicamente. I sintomi sono: respirazione difficile, irrequietezza, movimenti bruschi della testa, prurito, nervosismo. Evoluzione lenta della malattia.
 ACARO DELLA ROGNA (Otodectes cynotis)......
Vive nello spessore della cute delle zampe, dove scava gallerie. Provoca un ispessimento della pelle che assume un aspetto crostoso.
PIDOCCHI......
Parecchie specie di pidocchi possono infestare i volatili. Si tratta di piccoli insetti grigio-biancastri che si cibano di sangue, presentano un uncino su ciascuna zampa che consente all'insetto di aggrapparsi sulla cute. Vivono tra le penne e pungono la cute depositando un liquido che provoca prurito. Si riproducono attraverso le uova che si chiamano lendini. La femmina del pidocchio vive 3 settimane e depone circa 300 uova. Le uova vengono rinvenute ancorate saldamente al fusto delle penne. Sono ovali, giallastre e si schiudono dopo una settimana per dare vita ad adulti non ancora maturi (le ninfe). Le ninfe si trasformano in adulto dopo 7 giorni dalla schiusa delle uova. I sintomi sono: irrequietezza e beccate, eccessiva attività di pulizia del piumaggio e penne danneggiate, irritazione, femmina che non cura il nido, piume nuove deteriorate. La femmina lascia il nido la notte, giovani vittime d'anemia grave e mortale.
CANDIDOSI O MUGHETTO.......
È un'infezione da funghi del genere Candida, di cui Candida albicans è il più comune. La candidosi ha bisogno di un'ambiente umido per poter vivere, la si trova quindi generalmente nella cavità orale e nell'esofago. I sintomi sono: perdita vivacità, dimagrimento, difficoltà a deglutire, placche biancastre nella cavità orale. L'uccello staziona sul fondo della gabbia. A volte respirazione faticosa e diarrea.
VERMI INTESTINALI.....
Esistono diversi vermi parassiti intestinali dei pappagallini e pappagalli. Quello però che merita una certa rilevanza è senza dubbio l'ascaride. È il verme parassita più sovente riscontrato (95 % dei casi di parassiti) presso i pappagallini allevati in voliere, infatti la contaminazione è più frequente presso gli uccelli allevati in voliere esterne. Le larve fuoriuscite dalle uova nell’intestino tenue penetrano nella parete intestinale, raggiungono il circolo sanguigno e quindi raggiungono prima il fegato poi il cuore e quindi i polmoni dove risalgono l’albero bronchiale, raggiungono la trachea che risalgono fino alla faringe per venire poi deglutite e raggiungere nuovamente l’ intestino dove si agganciano alla parete e diventano adulti iniziando a deporre uova, perpetrando cosi il ciclo riproduttivo. Subito dopo la nascita le larve riprendono il loro cammino verso i polmoni e raggiungono cosi l’intestino; a 22 giorni dalla nascita è già possibile rinvenire uova di Toxocara Canis nelle feci dei novelli.
ASCARIDE.........
Questi parassiti gastrointestinali si diffondono per contatto diretto con materiale contaminato da feci contenenti forme infestanti di altri animali. Nel caso dei pappagalli il pericolo sembra che deriva solo da altri pappagalli (ci sono rarissime eccezioni, però), il che vuol dire che se un pappagallo ha i vermi e contamina con le feci un certo ambiente (che naturalmente non viene pulito) altri pappagalli che entrano in contatto con queste feci, con il terreno con i posatoi o altro possono prendersi i medesimi parassiti. I sintomi più comuni sono molteplici: l'uccello dimagrisce molto e rapidamente, anche se mangia molto e spesso. Sonnolenza, disturbi nervosi, provocano la perdita dell'equilibrio. Volo faticoso, bulemia, paralisi, anemia, respirazione faticosa. Per accertarci della presenza di questi parassiti è l'esame copromicroscopico (esame delle feci), in caso di riscontro positivo troveremo le uova dei vermi. Il trattamento consiste nel somministrare dei vermicidi adatti (pipérazina o fenotazina). Pulizia e igiene generali. Somministrazione di un buon complesso vitaminico. Per somministrarlo si inietta direttamente il prodotto con la dose voluta direttamente nel gozzo dell'uccello. Per un uccello allevato a mano ben addomesticato lo si può dare direttamente con la siringa o il cucchiaio direttamente dal becco.
SCABBIA O ROGNA.........
È una malattia provocata da acari, parassiti che vivono o sulla superficie cutanea o all’interno dello strato corneo dell’ospite. Le malattie procurate dagli acari si chiamano acariasi e la forma più grave di queste si chiama scabbia. È una malattia infettiva contagiosa che, nel caso dei volatili da gabbia, colpisce prevalentemente alle zampe. È causata da un parassita chiamato acaro della scabbia (Sarcoptes scabiei), invisibile ad occhio nudo che scava cunicoli sotto la cute dell'animale, dove depone le sue uova, da cui dopo pochi giorni si sviluppano i parassiti adulti. Si
trasmette per contatto diretto. L'evolversi della malattia è molto lento. Può colpire le zampe, le piume, becco e narici. Il primo caso è il più comune, si presenta con decorticazione di scaglie nelle zampe, formazione materia giallastra. Le zampe si gonfiano, apparizione di croste, perdita di piume. Il secondo caso è molto raro, si presenta con le piume che si spezzano facilmente alla base. Il becco e le narici sono anch'essi soggette a questa malattia, in questo caso la patologia si presenta con macchie grigie e croste sul becco, narici e intorno agli occhi. Il becco cresce smisuratamente con aspetto poroso. L'uccello perde peso per difficoltà a nutrirsi. Il miglior sistema per prevenire la scabbia consiste nel curare la pulizia di gabbie, locali ed accessori. La cura può essere praticata oltre che con l'applicazione di un'apposita pomata, con olio di paraffina pura. Dopo alcuni giorni di applicazioni, le eventuali croste risulteranno ammorbidite e potranno essere staccata con molta delicatezza. Il trattamento, da proseguire fino a completa guarigione, va accompagnato con la somministrazione di un composto vitaminico, ricco soprattutto di vitamina A, e con l'effettuazione di una energica disinfestazione dell'allevamento che servirà a bloccare il diffondersi ulteriore della malattia.
POLIOMAVIROSI......
 
Anche la poliomavirosi è una malattia virale, particolarmente temuta dagli allevatori. Colpisce sopratutto i giovani pappagalli allevati a mano prima del termine del periodo di svezzamento. I sintomi tipici sono rappresentati da mancato svuotamento del gozzo, battimento, diarrea, anoressia ed emorragie sotto cutanee. La morte sovragiunge nel giro di 2-3 giorni dalla comparsa dei primi sintomi. Il poliyomavirus può essere trasmesso attraverso le feci le segrezioni nasali e la forfora delle penne, materiali che possono contaminare cibo e acqua o essere inalati. La malattia può essre trasmessa anche dai genitori che risultano spesso portatori sani del virus. Negli ondulati la malattia si presenta in modo differente in quanto può determinare, oltre i sintomi descritti per gli altri Psittacidi, alterazioni del piumaggio del tutto simili a quelle descritte per la PDFD. Le due malattie sono alla base della patologia conosciuta in passato con il nome di "muta francese". Per questa malattia non esiste una terapia efficace, mentre è stato prodotto un vaccino (pultroppo attualmente di difficile reperibilita). La diagnosi puo essere eseguita con il test della PCR su campioni di sangue o frammenti di organi. I soggetti asintomatici, risultati positivi al test, andrebbero tenuti in isolamento ed esclusi dalla riproduzione fino a che non risultino negativi a successivi test eseguiti dopo 90-120 giorni.
SINDROME DA DILATAZIONE DEL PROVENTRICOLO........
Un altra malattia per la quale sembra ormai accettata l'origine virale è la sindrome da dilatazione del proventricolo. Si tratta di una malattia insidiosa a evoluzione cronica, descritta dapprima nelle ara e successivamente in altre specie, caratterizzata dalla progressiva paralisi della mobilita del proventricolo per lesioni a livello delle strutture nervose indotte con ogni probabilita dal virus. Lo stomaco, non piu in grado di eseguire movimenti funzionali, tende a dilatarsi per l accumulo di cibo. I pappagalli affetti da questa patologia presentano spesso riguggido,distenzione del addome, dimagramento e presenza di alimenti non digeriti nelle feci. Il sospetto di diagnosi, dato dai sintomi e dalle evidenziazione dell aumentato volume del proventricolo all'esame radiologico, viene confermato dall esame istologico di frammenti del gozzo o del proventricolo, ottenuti con biopsia. Anche per questa malattia non esiste cura. Se bene la somministrazione di cibo liquido e facilmente digeribile e il trattamento di eventuali infezioni secondarie possono mantenere in vita i soggetti malati per un tempo più o meno lungo.
 
MALATTIA DI PACHECO.....
È causata da diversi ceppi di Herpesvirus.
La nota caratteristica della malattia di Pacheco che interessa psittacidi di ogni tipo ed età, è rappresentata dalla morte improvvisa di soggetti che subito prima del decesso appaiono assolutamente sani.
Come altre patologie il contagio avviene per contatto con feci o secrezioni orali di uccelli sintomatici o portatori sani. Per quanto riguarda il discorso dei portatori sani relativamente a questa malattia, c’è da dire che tale ruolo è stato evidenziato molto di frequente nei Conuri ( Nanday e della Patagonia), Ara e Amazzoni, sia importati che allevati in cattività.
La morte rapida e spesso inevitabile non ci permette di classificare una vera e propria sintomatologia. Si può comunque affermare che è possibile notare sintomi di malessere generale come, arruffamento penne, diarrea, scoli oculonasali, problemi neurologici, ma si tratta sempre di qualcosa di non patognomonico; tali sintomi peggiorano quasi sempre inesorabilmente, fino alla morte del soggetto.
Per accertarci della presenza del virus la morte improvvisa di uno o più soggetti dovrebbe allarmarci inizialmente. Successivamente con un'attento esame autoptico (soprattutto con particolare attenzione al fegato) possono essere abbastanza indicativi, ma per essere certi è necessario isolare il virus con esami specialistici.
La terapia consiste nella somministrazione (per via orale o endovenosa) di acyclovir il quale riduce la mortalità in corso di PD, ma chiaramente il problema rimane diagnosticare la malattia in tempo. Inoltre è bene supportare l’animale convalescente con alimentazione appropriata, evitare stress, somministrare antibiotici per prevenire infezioni secondarie.
Come in molte patologie l’igiene è assolutamente indispensabile poiché il virus si diffonde per attraverso le feci e secreti faringei. Un altro aspetto da sottolineare è che andrebbero evitati stress agli animali, poiché tali condizioni favoriscono l’eliminazione del virus; così come andrebbero evidenziati i portatori sani , cosa non facilissima per diversi motivi. Un vaccino esiste ma è in vendita solo negli USA e comunque non protegge verso tutti i vari ceppi del virus.
EPATITE......
L'epatite è l'infiammazione del fegato, è principalmente causata da una alimentazione troppo ricca di grassi. È una malattia che progredisce lentamente ma non per questo va sottovalutata, può portare alla morte del soggetto colpito. I sintomi di questa patologia sono: apatia (stato di indifferenza verso il mondo circostante), sonnolenza, perdita di appetito o in alcuni casi bulimia, diarrea, difficoltà respiratorie a causa di ipertrofizzazione del fegato che comprime gli altri organi vicini.
BULIMIA......
La bulimia è un disturbo del comportamento alimentare. Clinicamente la bulimia è denotata da episodi in cui il soggetto sente un bisogno impulsivo di assumere spropositate quantità di cibo, correlati da una spiacevole sensazione di non essere
capace di controllare il proprio comportamento. L'episodio bulimico è caratterizzato dall'atteggiamento compulsivo con cui il cibo è ingerito e non dal desiderio di mangiare un determinato alimento. I sintomi si possono riassumere come segue: voracità, dimagrimento veloce, piumaggio opaco.
Le cause più comuni che portano a questa malattia sono lo svezzamento prematuro e la presenza di parassiti come acari rossi.
ENTERITE......
Si tratta di un'infiammazione della mucosa dell’intestino tenue. I sintomi della malattia sono: presenza possibile di sangue nelle feci, possibile presenza nelle feci di alimenti non digeriti, evacuazione stentata con ripetuti colpi di coda, perdita di vivacità e sonnolenza, ventre gonfio e violaceo, sete ardente, dimagrimento veloce. È spesso causata da un'alimentazione composta da troppi semi oleosi o muffiti. Troppa verdura o troppo pastoncino all'uovo.
L' enterite accompagna sovente l'epatite.
ASPERGILLOSI......
Si tratta di infezioni non contagiose opportunistiche causate da un fungo, Aspergillus,che viene inalato sotto forma di conidi (spore asessuali) che portano alla crescita di ife e all'invasione di vasi sanguigni, necrosi emorragica, infarto e potenziale disseminazione ad altri siti. L'evoluzione della patologia si presenta con primaria localizzazione del problema a livello dell'apparato respiratorio, è lenta e porta alla morte del soggetto colpito. I sintomi che provoca la presenza di questo fungo sono: respirazione affannosa, inappetenza e a volte vomito, accessi di tosse, stato febbrile, sete ardente, dimagrimento progressivo, piumaggio opaco e a volte diarrea. Per prevenire la manifestazione di questi funghi si consiglia di ospitare i volatili in un luogo pulito, lontano da sostanze organiche in decomposizione. Da evitare ambienti sporchi e umidi, semi vecchi e mal conservati (tutto ciò che favorisce lo sviluppo di muffe). Non è necessario osservare delle muffe macroscopiche per stabilire che l’ambiente è contaminato. L’infezione avviene per inalazione delle spore.
La terapia si può tentare con la somministrazione di farmaci antimicotici e tra questi i migliori risultati si sono avuti con : amfotericina b somministrata per via endovenosa e che rappresenta il principio d'elezione per il trattamento del'aspergillosi ; ma ottimi risultati si sono avuti somministrando anche con la 5-fluorocitosina, il ketoconazolo o il fluconazolo somministrati per via orale antifungini per via orale o tramite nebulizzazione. Per il trattamento dell'aspergillosi bisogna ricorrere a farmaci; solito vengono utilizzate per continuare la terapia iniziata con l'amfotericina b. Si tratta di terapie che devono essere protratte per almeno un mese, per cui è indispensabile essere seguiti costantemente da un medico veterinario sia per il corretto dosaggio dei farmaci, che per monitorare il soggetto correttamente.
MYCOPLASMOSI........
E un'infezione diffusa in tutte le specie animali (anche l'uomo quindi), in tutto il mondo, contagiosa. È causata da un bacillo intermediario tra il virus e il batterio. Ha una evoluzione rapida e mortale. La Mycoplasmosi nei volatili colpisce sia l'apparato respiratorio che l'apparato riproduttore. Nel primo caso, quando il Mycoplasma attacca le vie respiratorie, si evidenziano sintomi quali asma, respirazione faticosa e rumorosa, il soggetto si gratta constantemente la testa con la zampa o contro un oggetto, scolamento nasale. Spesso colpisce pochi volatili tra loro vicini. Non è dato di sapere se, in particolari circostanze, la Mycoplasmosi in forma respiratoria può diffondersi in tutto l'allevamento.
Quel che è certo è che la terapia deve essere estesa a tutti gli uccelli presenti in allevamento. La forma che colpisce l'apparato riproduttore invece riguarda in particolare le femmine, nelle quali determina problemi di ovogenesi e di deposizione, uova sterili, pullus nati morti o poco vitali. La sintomatologia è vaga o manca di sintomi. I volatili sono apparentemente sani e tutto il problema riguarda le uova, gli embrioni e i nati. In ogni caso prima di ogni stagione riproduttiva è necessario intervenire con Baytril o meglio ancora con Tylan solubile al 50% per 4 giorni, alla
dose di gr. 2 per litro di acqua da bere.
EPILESSIA.....

L’epilessia è una malattia o, meglio ancora, una sindrome patologica di natura neurologica. È abbastanza rara. Può essere causata da un forte rumore improvviso, da un trauma o da anemia. I sintomi sono: piume arruffate, incapacità di volare anche per brevi distanze con conseguente caduta, convulsioni.

 

SALMONELLOSI – YERSINIOSI.....
La salmonellosi è una infezione dell'apparato digerente provocata dai batteri di forma bastoncellare appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae, del genere Salmonella. La salmonellosi si trasmette attraverso l'ingestione di cibi contaminati da feci di topo o da feci di animali infettati a loro volta, questi cibi non presentano alcuna alterazione alla vista o all’olfatto perché, se non raramente, il batterio non riesce subito ad iniziare il suo ciclo metabolico. Quando ci riesce, questo produce idrogeno solforato (H2S), che produce uno sgradevole odore che fa capire che il cibo è avariato. Questa patologia si osserva più spesso nella stagione fredda e nelle voliere esterne. Ha un'evoluzione molto rapida, basti pensare che può portare alla morte del soggetto colpito in soli 5 giorni. La sintomatologia comprende: convulsioni, diarrea verdastra, mancanza d'appetito, perdita rapida di peso, stanchezza, a volte vomito. All’autopsia si osserva aumento di volume e colorazione più scura del fegato, necrosi del fegato e della milza. Una buona terapia consiste nella somministrazione di antibiotici e come prevenzione bisognerebbe adottare misure precauzionali contro i roditori, causa principale dell'instaurarsi della malattia.
COLIBACILLOSI......
È un'infezione causata da Escherichia Coli, appartenente alle famiglia degli enterobatteri e la cui azione patogena è legata alla liberazione di tossine. Si tratta di un germe ubiquitario (organismo vivente dappertutto) e questo, come vedremo, spiega l’alta incidenza della malattia. Sono interessati da questa malattia tutti gli uccelli anche si i più a rischio risultano i passeriformi. Per manifestarsi in genere devono essere presenti dei fattori favorenti, che abbassano le difese immunitarie, ad esempio altre malattie, alimentazione scorretta, errori di gestione. La trasmissione avviene per via diretta o indiretta. Nel primo caso si dev'essere un contatto diretto tra soggetto malato e soggetto sano per via orofecale cioè attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati dalle feci di soggetti infetti. È possibile che l'agente patogeno si trasmetta tra la madre e agli embrioni, in questo caso si parla comunque di trasmissione diretta. Al contrario, si parla di trasmissione indiretta, quando il batterio viene veicolato involontariamente dall'allevatore stesso, mangimi mal conservati, mangiatoie e altri oggetti da voliera contaminati, ecc. In caso di malattia negli adulti notiamo un malessere generale: arruffamento penne, abbattimento, sonnolenza, dimagramento, diarrea, vomito, congiuntivite e rinite. I casi di morte sono sporadici. Durante la cova si osserva mortalità embrionale. I nidiacei mostrano enterite (diarrea), e gli allevatori usano il termine di “pulcini bagnati” perché a causa della diarrea le penne si imbrattano; i piccoli muoiono in 1-3 giorni. La terapia si effettua con la somministrazione di antibiotici direttamente nel becco; è molto importante far eseguire dal laboratorio un antibiogramma per selezionare un antibiotico efficace. Si possono somministrare anche astringenti intestinali.
 MALATTIA DI NEWCASTLE O PSEUDOPESTE AVIARE.........
Malattia virale altamente contagiosa che colpisce numerose specie di uccelli. È causata da un gruppo di virus strettamente correlati antigenicamente tra loro e che appartengono alla famiglia Paramyxoviridae, il loro genere è Paramyxovirus, in particolare al sierotipo 1. Il periodo di incubazione dura da quattro a sei giorni; spesso gli animali muoiono senza manifestare sintomi clinici rilevabili. I sintomi quando presenti si manifestano come: affaticamento, sonnolenza, disturbi respiratori, diarrea, distrubi nervosi, perdita d'equilibrio. La produzione di uova si riduce drasticamente; i gusci sono sottili o mancanti; sterco di consistenza liquida e di colore giallo-verdastro. L'eliminazione delle particelle di virus avviene con le feci e le secrezioni nasali, faringee e oculari e può durare diverse settimane. Gli animali infetti che non manifestano sintomi clinici costituiscono un serbatoio virale. Le importazioni di uccelli che eliminano particelle virali nell'ambiente (attenzione agli psittacidi) e probabilmente gli uccelli migratori come pure i piccioni, costituiscono un fattore di rischio per la propagazione del virus. Non sono conosciute terapie specifiche e la malattie viene considerata incurabile. La diagnosi richiede esami di laboratorio che permettano l’identificazione del virus. All’autopsia si possono osservare enterite catarrale e modico aumento di volume dei reni, ma spesso non si osservano lesioni.
PROVENTRICOLITE DILATATIVA (PDS/PDD).......
A tutt’oggi il termine che sembra essere più appropriato è Sindrome delle Proventricolite Dilatativa (Preventricular Dilatation Synrome, PDS, in inglese). Si tratta di una malattia trasmissibile, di probabile eziologia virale ma della quale ancora non è stato identificato l’agente causale. Dal punto di vista delle alterazioni microscopiche la caratteristica saliente è data da un quadro infiammatorio infiltrativo del sistema nervoso centrale e periferico e conseguente atonia della muscolatura liscia di gran parte del tratto gastroenterico (esofago, gozzo, proventricolo, ventriglio e piccolo intestino). Tali alterazioni hanno come risultato la progressiva atrofia della parete e la dilatazione degli organi colpiti. Sebbene inizialmente sembrava fosse limitata al genere Ara, colpisce tutte le specie di pappagalli e alcune analogie dal punto di vista istopatologico hanno messo in evidenza una possibile diffusione in specie diverse come anatidi e tucani. La malattia viene diagnosticata (in vita o alla necroscopia) prevalentemente in individui adulti o anziani ma il reperimento di lesioni riconducibili a PDS/PDD in esemplari molto giovani (anche 10 settimane) indica che colpisce a tutte le età. In uno studio sperimentale di trasmissione della malattia il tempo di incubazione è stato variabile tra una settimana e tre mesi. Il soggetto colpito appare triste, vomito, feci con resti di mangime non digerito, diarrea, perdita d'equilibrio. Non essendo stato ancora identificato nessun germe responsabile della malattia, non esistono test di laboratorio in grado di fornire una diagnosi “intra vitam” mirata e sicura ed è pertanto necessario sottoporre i soggetti colpiti dai segni clinici già ricordati ad una serie di indagini che possano far emettere un “sospetto diagnostico” (e non una diagnosi vera e propria). A questo scopo sono utili esami radiografici del tratto digerente, sia in bianco che utilizzando mezzi di contrasto. La biopsia di organi viscerali (proventricolo, pancreas e gozzo) sembra in grado di svelare la malattia in circa il 75% dei casi positivi ma la sua applicazione in corso di malattia è limitata da molti fattori quali la debilitazione generale del soggetto e i rischi connessi al prelievo di parti di un organi già compromessi. Anche in questo caso, il fatto di non essere in grado di poter identificare al momento alcun agente causale, risulta impossibile instaurare una terapia specifica. Nonostante ciò sono possibili cure di supporto come la reidratazione per via parenterale o rale (per combattere i fenomeni di disidratazione), la somministrazione di un’integrazione vitaminica e di composti facilmente assimilabili (per contrastare il malassorbimento). Alcuni farmaci hanno inoltre mostrato una certa attività nella remissione di alcuni sintomi o, quantomeno, nel rallentare la progressione della malattia. Si tratta di particolari farmaci antinfiammatori appartenenti alla classe dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) quali il Celecoxib; i risultati ottenuti nel corso di prove cliniche sono incoraggianti ma purtroppo non entusiasmanti. In un contesto di allevamento (o di convivenza di più soggetti) il rischio di diffusione del contagio, anche in modo indiretto, ad altri pappagalli pone la questione se sia il caso o meno di mantenere in vita un animale con segni clinici di PDD. Per questo motivo e per le incertezze di una completa remissione clinica, l’eutanasia è un’opzione che deve essere sempre seriamente valutata. P.B.F.D. (malattia del becco e delle piume negli Psittacidi) La PBFD (Psittacine Beak and Feather Disease), è una malattia virale molto infettiva e causa gli stessi sintomi della Pica (Sindrome da autodeplumazione), per la quale può essere facilmente confusa. La malattia è causata da un virus chiamata Circovirus aviario, colpisce tutte le specie di pappagalli anche se quelli più colpiti risultano gli psittacidi di grande taglia.
La PBFD non ha propri sintomi che ne possono rendere immediata la diagnosi, principalmente gli uccelli affetti da questa malattia perdono peso, hanno problemi col becco e con le unghie ma soprattutto con il piumaggio. I veterinari aviari la distinguono seguendo il decorso della malattia. Nei soggetti adulti la malattia porta fino al completo deplumaggio e poi alla morte, nei soggetti giovani le morte è certa. Il veicolo della malattia sono le ghiandole secretive, il piumaggio diventa sporco/unto e le secrezioni sono infette, lisciandosi viene portato su tutto il corpo, ed entrando a contatto con altri soggetti li infettano. I novelli vengono infettati direttamente nel nido. Il decorso della malattia, varia a seconda dell'età del soggetto infettato. Solo un'analisi clinica del sangue e sulle piume può dare la certezza della malattia. Una volta diagnosticata la malattia i soggetti sospetti devono essere isolati e messi in quarantena. La gabbia deve essere disinfestata, i prodotti da utilizzare devono essere consigliati da un veterinario. Il becco e le unghie devono essere tagliati in modo appropriato e deve essere curata particolarmente l'alimentazione. Sfortunatamente al giorno d'oggi non esiste ancora una profilassi specifica da consigliare.
PSITTACOSI O CHLAMYDIOSI......
Grave malattia infettiva trasmissibile all'uomo. È causata da un piccolo batterio chiamato Chlamydia psittaci, il quale è un parassita endocellulare obbligato a ciclo riproduttivo bifasico. I passeriformi sono meno suscettibili alla clamidiosi rispetto ai pappagalli. La malattia può essere sospettata in caso di malattie respiratorie ricorrenti. Si possono osservare sintomi aspecifici: piumaggio opaco e arruffato, ali pendenti, perdita d'appetito, dimagramento, diarrea, difficoltà respiratoria, abbattimento. La mortalità in allevamento in genere è moderata. Si trasmette tramite l'inalazione di polvere contaminata (feci o piume). La diagnosi richiede l’esecuzione di esami diagnostici (esami istologici, sierologici, colturali). La terapia consiste nella somministrazione di antibiotici appropriati nell’acqua e nel cibo, ma non garantisce l’eliminazione dell’agente infettivo.
VAIOLO....
È una patologia vitale causata da un virus della famiglia dei Orthopoxvirus, genere Poxviridae. L’incidenza maggiore di casi di vaiolo si osserva in tarda estate ed autunno, per il fatto che questo virus viene trasmesso principalmente da insetti quali le zanzare, ma probabilmente anche altri insetti pungitori o da acari. Il virus del vaiolo non è in grado di attraversare la pelle integra, e deve essere inoculato tramite un insetto, oppure deve venire a contatto con le mucose. Il virus può penetrare nell’organismo anche tramite abrasioni della pelle o delle mucose. La forma clinica varia secondo la virulenza del ceppo, la modalità di trasmissione e la suscettibilità dell’ospite. Si può osservare una forma cutanea, una setticemica e una difteroide. La mortalità può arrivare anche al 100% nella forma setticemica, mentre è bassa in quella cutanea. I sintomi nella forma acuta comprendono letargia, penne arruffate, respirazione a becco aperto e morte in 2-3 giorni. Se il decorso è meno acuto si può osservare congiuntivite, blefarite e lacrimazione, seguite dalla comparsa di lesioni proliferative intorno agli occhi e alla bocca; se tali lesioni ostruiscono il faringe si ha la morte del canarino. Le lesioni cutanee proliferative devono essere differenziate dagli ascessi da puntura di zanzara, che causano un nodulo ripieno di pus caseoso. La diagnosi si basa sui sintomi clinici, sulla stagione (anche se a volte compare in inverno o in primavera), sul fatto che i soggetti colpiti non sono vaccinati, e sul tipo di lesioni che si riscontrano all’autopsia. I soggetti morti di vaiolo mostrano, infatti, lesioni polmonari e ingrossamento della milza. Anche le lesioni cutanee sono abbastanza indicative, è opportuno effettuare un esame istologico per essere certi che si tratti di un caso di vaiolo. Trattandosi di una patologia virale, l'unica terapia da effettuare è quella che eviti contaminazioni batteriche secondarie che possano complicare la situazione. Per cui è bene somministrare antibiotici ad ampio spettro per via sistemica, disinfettare le lesioni cutanee con antisettici e le lesioni oculari con sostanze antibiotiche specifiche. La malattia si diffonde lentamente nell’allevamento, pertanto quando si manifestano i primi casi è possibile salvare i soggetti ancora sani isolandoli da quelli ammalati e vaccinandoli subito. Il vaccino può essere eseguito a partire dai 60 giorni di età e si ripete tutti gli anni. Si inocula tramite puntura nel patagio; dopo una settimana si verifica che nella sede di iniezione sia comparsa una pustola, segno che il vaccino è stato efficace. Il modo migliore per tenere lontano il vaiolo è, senza ombra di dubbio, quello di vaccinare i nostri volatili, e questo vale particolarmente per chi possiede allevamenti o comunque voliere in cui vengono introdotti spesso (anche se solo di passaggio) nuovi soggetti.... comunque una buona regola,resta sempre quella di tenere i nuovi soggetti in osservazione per qualche giorno, prima di provvedere ad unirli agli altri esemplari.

 

 
 
 
N.B:  Allora io non sono un Veterinario, ora non voglio fare troppe polemiche, ma voglio solo fare capire cosa significa ALLEVARE.  ALLEVARE = PROTEGGERE = AMARE questo è allevare. I problemi di mortalità dell'allevamento possono essere tantissimi a partire dei problemi di condizione dell'allevamento, causa di uccellini affetti da germi patogeni e patogeno-opportunisti, di varia natura, a migliaia di altri problemi. E' questo moltissime volte causa percentuali elevate di mortalità embrionale, e non solo. Molti "allevatori" ricorrono al metodo "fai da te" cosa sbagliatissima usando la ciprofloxacina
(Ciproxin da 250 mg.), peraltro pericolosamente inflazionato ultimamente da tanti allevatori, come la panacea pensando che così siamo in grado di risolvere tutti i problemi dei nostri aviari. Invece di fare una diagnosi specifica inerente la causa della mortalità. Le varie terapie antibiotica "fai da te" molto spesso aprono la strada al Proteus, enterobatterio Gram negativo, ed alla Candida (micete opportunista) responsabile di localizzazione alle mucose orali, in guisa di patima biancastra. 
Chi ha usato delle cure "Fai da te" lasciatele perdere per il futuro i trattamenti pre-cova a casaccio, o per sentito dire da altri allevatori. Comportatevi in modo più scientifico. Se ancora non l'avete fatto, fate eseguire una coproscopia-coprocoltura delle feci dei vostri volatili, prelevate a campione in zone differenti dell'allevamento. Se emergessero problemi parassitari, batterici o micotici, sarà il laboratorio ed il vostro medico veterinario aviario a fornirle l'indicazione del farmaco specifico da utilizzare. Cercate di fare fare pure anche un esame virologico, tanto per disporre di un quadro più completo. 
Fate analizzare presso un laboratorio specialista in diagnostica veterinaria, il contenuto di alcune uova abortite, consegnate intere. 
E non finirò mai di dire lasciate perdere tutti i trattamenti per tentativi, con farmaci antibiotici ad ampio spettro, che favoriscono le infezioni opportunistiche come la candidosi, il cui agente etiologico è un normale componente la microflora della mucosa intestinale che inizia a riprodursi a ritmo patologico e produrre malattia, allorchè con trattamenti antibiotici spropositati, si vada a sconvolgere il naturale microbismo intestinale. 
Invece curate scrupolosamente alimentazione ed integrazioni vitaminico-minerali dei vostri uccelli. Somministrate dei probiotici ad effetto immunostimolante e modulatore la flora batterica saprofita. Evitate ai volatili per quanto possibile gli stress; igienizzate periodicamente i locali di allevamento. Evitare pure gli eccessivi contatti con l'ambiente esterno, in specie durante le cove e non solo limitando le visite degli allevatori. Fare molta attenzione alle intrusioni di uccelli selvatici e roditori. Non utilizzare neppure i locali di riproduzione ed allevamento, quale deposito di alimenti provenienti direttamente da fuori. Eseguite le Quarantene dei soggetti acquistati, o di rientro dai concorsi. 
Periodicamente  bisogna fare degli esami di laboratorio su campioni di materiale biologico, al fine di testare l'andamento dell'allevamento sotto il profilo microbiologico. 
Vedrete che in questo modo non avrete ulteriori problemi. Cordiali saluti e buona lettura.......





                              ATTENZIONE!!!!! ATTENZIONE!!!!!! ATTENZIONE!!!!!!!

 
Quando sono farmaci, è consigliabile consultare un veterinario Aviario per il trattamento! 
 
FARE ATTENZIONE PRIMA DI DIAGNOSTICARE UNA MALATTIA E' BUONA NORMA ANDARE DA UN VETERINARIO AVIARIO E FARE ESEGUIRE GLI ESAMI SPECIFICI........ (Vedi pag...Veterinari Aviari).
     
      
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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