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           PAPPAGALLINO  BARRATO
 
                                          
 
 
Il (Bolborhynchus Lineola)  è un animale monogamo: la coppia instaurerà un rapporto che durerà per tutta la vita. Con il passare degl’anni, l’affiatamento tra i due soggetti aumenterà, fattore fondamentale per un ottima riproduzione. E’ lungo 16 centimetri e pesa 60\65 grammi circa. E’ di colore generale verde, le barrature sono conferite dalla marginatura nera delle penne: nella testa, nel dorso e puntinature nere ai margini della zona ventrale e pericaudale; becco (ranfoteca) mandibola superiore all'apice grigio tendente al carnicino nella zona verso le narici (cera); iride marrone; zampe rosa carnicino e unghie nere. I1 maschio si differenzia dalla femmina per la zona scapolare e soprattutto le penne centrali delle timoniere molto più marcate di nero. Questo riferimento è presente anche nelle mutazioni verde scuro, oliva, malva, blu, cobalto, azzurro; mentre nelle diluizioni di colore giallo, lutino, albino (satinè o comunque mutazioni tendenti al bianco) non è valido il riferimento sopra citato, bisogna ricorrere alle tecniche di sessaggio. Il sesso dei giovani si riconosce già al momento dell' impiumazione. Bisogna comunque ricordare che non sempre il sesso dei Pappagallini Barrati è facilmente riconoscibile, soprattutto se non si è esperti nell'allevamento di questa specie. Occorre alimentare i  Pappagallini Barrati anche quando non sono in riproduzione, con abbondante frutta: arance a spicchi, mele, pere; frutta secca: fichi, datteri che gradiscono molto; verdura come carote, cicoria di vari tipi, foglie di cavoli ecc... Principalmente un buon misto per parrocchetti privo di arachidi e un pastone molto soffice con alta percentuale proteica, integrato a volte, con semi da germinare ammollati per 24 ore e poi bolliti per sterilizzarli (20 minuti). E’ necessario fornire anche spighe di panico rosso. E’ un psittacide di costituzione robusta che bene si adatta alla vita in cattività e sopporta bene lo stress delle esposizioni mostre. Necessita di alcuni trattamenti periodici di vitamine, sali minerali durante il corso dell'anno ma soprattutto prima del periodo riproduttivo. E’ importante sverminare i soggetti in primavera e in autunno. Il Pappagallino Barrato è docile, tranquillo, anche molto simpatico e affettuoso se allevato allo stecco con specifici preparati. Secondo il mio parere è altamente sociale e gregario. In voliera si riuniscono sullo stesso posatoio interi gruppi familiari, composti dai genitori e da tutti i giovani dell'anno, lisciandosi le penne a vicenda per rinsaldare i legami di parentela. Le liti che a volte si scatenano non hanno mai carattere cruento; ma servono a ribadire la territorialità dei singoli gruppi di famiglie. Inoltre bisogna ricordare che il Pappagallino Barrato, “ non PARROCCHETTO come ERRONEAMENTE viene chiamato”, è un eccellente arrampicatore e corridore ma non altrettanto volatore. Quindi per l'allevamento in cattività, la coppia non necessita di grandi voliere ma è sufficiente una gabbia, di dimensioni adeguate. Misure minime: 60 centimetri di lunghezza 40/50 centimetri di altezza e 40/50 centimetri di profondità. Per l'allevamento intensivo in batteria si ritiene molto utile e proficuo, utilizzare gabbie come sopra indicato ma di tipo inglese costituite da tre lati chiusi, i due laterali e quello posteriore. Questa soluzione viene utilizzata per evitare che coppie in riproduzione si disturbino a vicenda. Il locale di allevamento, deve essere sufficientemente illuminato e arieggiato nei mesi più caldi senza però avere correnti d'aria. Evitare il sovraffollamento di soggetti in locali piccoli onde evitare il possibile instaurarsi di pericolose infezioni. Deve esserci una giusta proporzione tra il volume d'aria disponibile e il numero dei pappagallini in allevamento. Questa regola vale per qualsiasi allevamento in ornicoltura. Il Pappagallino Barrato anche se di costituzione robusta, si adatta male a svernare in gabbie e voliere all'aperto. Se non si disponesse di un ricovero al chiuso è meglio collocare le strutture d'allevamento in una posizione riparata e soleggiata. I soggetti devono  ricevere i primi raggi di sole del mattino per potersi riscaldare dopo il gelo notturno e dotare le strutture di cassette non simili a quelle di riproduzione in proporzione al numero di esemplari esistenti nelle strutture. Non tutti i Barrati amano farsi il bagno nelle apposite vaschette perché in natura, si lavano quando piove; si consiglia quindi di ricorrere a uno spruzzino con acqua tiepida, nella stagione calda. I barrati reagiranno aprendo le ali e arruffando le piume per essere lavati meglio, assumendo atteggiamenti buffi e simpatici. I Pappagallini Barrati raggiungono la maturità sessuale, attorno ai nove mesi per le femmine e dodici mesi per i maschi. Detto questo, i soggetti vanno posti in riproduzione a due anni di età per avere soggetti con completo sviluppo e una migliore condizione fisica. La coppia, una volta formata, stabilisce un rapporto duraturo per sempre. Più il legame è duraturo nel corso degli anni, meglio la coppia si riproduce. Se si separasse uno dei due partner, i pappagallini si cercheranno con grida per molti giorni, si stresseranno, rinunciando a volte anche a nutrirsi. Si sconsiglia di fare ciò per il bene dei soggetti. La cassetta nido deve essere di forma rettangolare posta in posizione orizzontale, con le seguenti misure circa: centimetri 26 di lunghezza, centimetri 17 di larghezza, centimetri 15 di altezza; il foro di ingresso di centimetri 6/7 di diametro, posto in alto a sinistra o a destra, sul lato frontale. La cassetta deve avere il coperchio, in maniera che si possa aprire tutta o in parte per potere seguire  periodicamente la riproduzione, senza eccedere troppo nei controlli. L'interno deve essere diviso, per due terzi da un asse alta 5/6 centimetri in maniera da separare la camera di ingresso più piccola da quella di cova. Questo particolare offre riservatezza alla femmina e protezione ai piccoli. Bisogna creare nel fondo della camera di cova, un incavo abbastanza largo, per tenere le uova raccolte, onde evitare che rotolino via. Sul fondo delle due camere, sistemare piccoli trucioli di legno, in maniera da formare un materasso alto due centimetri. Mettere nel nido, o a disposizione dei riproduttori materiale per la nidificazione, di solito fibra di cocco, che i Pappagallini trasporteranno, tra le penne del codione, formando all'interno due cavità tondeggianti. Il periodo migliore per la riproduzione è la primavera, anche se il Pappagallino Barrato si riproduce nel corso di tutto l'anno, a patto che la temperatura all'interno del locale si mantenga intorno ai 15/16 gradi centigradi con un tasso di umidità del 60/80%, per favorire la schiusa delle uova. Il locale di allevamento deve avere luce per 14/15 ore al giorno, continue, integrata con illuminazione artificiale; per favorire un buon allevamento dei piccoli. La copula e l'offerta di cibo alla femmina avviene liberamente tutto l'anno, anche senza la presenza del nido per la riproduzione. Durante l'accoppiamento il maschio tiene una zampa sul posatoio, come tante specie di pappagalli sudamericani. Altra buona norma di un allevatore attento e scrupoloso è quella di lasciare un lungo periodo di riposo, tra una nidiata e l'altra, per evitare un inutile sfruttamento dei SOGGETTI. Si possono fare al massimo due nidiate nel corso di un anno solare. La deposizione delle uova avviene a giorni alterni. Le uova sono di colore bianco, di forma tondeggiante, misurano mediamente 22 mm X 18 mm. Il Barrato depone generalmente 4/6 uova, ma le femmine oltre i 4/5 anni arrivano in alcuni casi a deporne 8/9. A questo punto, si consiglia, durante la deposizione, di sostituirle con uova finte; rimettendole tutte assieme per la cova, allo scopo di ottenere nidiate omogenee. L'incubazione dura 21/22 giorni a seconda della temperatura esterna a partire dalla deposizione del primo uovo. Non tutte le uova schiudono. E' buona norma lasciarne una, anche se di plastica, in modo che la sua presenza impedisca che tutta la pressione esercitata dal peso dei fratelli più grandi e dalla madre ricada sui più piccoli della nidiata I maschi dei Pappagallini Barrati sono buoni padri e molti partecipano attivamente alla cova delle uova. Le femmine intente nella cova o nell'allevamento della prole risultano talmente docili da lasciarsi prendere in mano e spostare per le ispezioni della nidiata. I piccoli nascono ricoperti da una peluria e un piumino grigi se geneticamente verdi o mutazioni tendenti allo scuro; con piumino e pelle più chiari se diluizioni di colore.
La femmina per i primi dieci giorni, dopo la schiusa, non esce mai dalla cassetta solo verso il tramonto, compie una breve uscita per i bisogni e alcuni voli per sgranchirsi le ali. Dopo questo periodo, le uscite diventano sempre più frequenti e partecipa con il maschio nell'imbeccata dei piccoli. Il maschio, per tutto il periodo della deposizione e incubazione ha provveduto ad alimentare la femmina. I giovani Pappagallini Barrati incominciano a lasciare il nido, a partire dal primo nato; verso la quarta o quinta settimana di vita, facendovi ritorno solo al tramonto. Lo svezzamento, si protrae, fino a sette o otto settimane di età al massimo. Durante il periodo dello svezzamento, la coppia frequenta il nido sempre meno, appartandosi sul posatoio e ad accarezzasi le penne a vicenda; come per rinsaldare il legame esistente. Durante questo periodo gli adulti chiamano, fuori dal nido, con piccole grida i più piccoli invitandoli a lasciare la cassetta, che a questo punto conviene togliere. Per gli anelli i piccoli Barrati si anellano a 8/10 giorni di vita, se ben alimentati dai genitori come di norma, con anelli in alluminio da mm. 4 o tipo D, escludendo quelli in acciaio inox, perché di diametro leggermente inferiore a quelli d'alluminio. I pregi di questi bellissimi uccelli: sono dolcissimi ed e' un piacere osservarli mentre "girano" per la gabbia praticamente non volano e fanno pochissimo rumore. I difetti: le loro abbondantissime feci anche fuori dalla gabbia puzzano molto ed e' necessario pulire la gabbia, le mangiatoie, i posatoi etc…etc…. con notevole frequenza.
Il Pappagallino Barrato è soggetto a Cites, appendice II. La dichiarazione va fatta entro il decimo giorno dalla nascita del piccolo all'Ufficio della Forestale. L'invio della documentazione (dichiarazione delle nascite) va fatta tramite Fax o Posta della propria città o provincia con allegato il Cites dei genitori. Il Cites per i novelli ti arriverà a casa.
 
                                    
 
IL CAICCO TESTA NERA - PIONITES MELANOCEPHALA
 
                       
 
 
Buongiorno a tutti, un giorno un caro amico sapendo che io dovevo andare nelle sue zone mi disse se nel primo pomeriggio andavo a trovarlo, così mi faceva vedere il suo allevamento tra cui pure i Pappagalli. Io gli dissi di si arrivato nell’allevamento vedo pure dei bellissimi Caicco testa nera,  diciamo subito che sono estremamente curiosi e si avvicinano a vedere qualsiasi cosa si faccia, anche se non sono allevati a mano. Sono davvero spettacolare per i colori ed il carattere vivace, la loro taglia è di circa 23 cm questo fa pensare ad un pappagallo di taglia piccola, ma la conformazione fisica con la testa grande,  il becco robusto e il corpo tozzo sono caratteristiche tipiche delle taglie più grandi. La testa ha la sommità nera, le guance ed il collo sono di un bel giallo dorato con una riga verde all’attaccatura superiore del becco che arriva sotto all’occhio. Il petto ed il ventre sono bianchi con una leggera velatura giallino pallido, il sottocoda ed il calzoncini giallo oro con tendenza all’arancio. Le ali  e il dorso sono verdi, ha un impercettibile anello perioftalmico blu, iride arancio, becco e zampe nere. I soggetti giovani hanno il petto giallastro e il giallo dorato del collo più sfumato. Il Caicco sopra descritto è il Pionites melanocephala melanocephala. Esiste una sottospecie chiamata Pionites melanocephala pallidus che si riconosce per la colorazione giallo chiaro del sottocoda, del calzoncini e del collo, il ventre è bianco.  E’ un pappagallo di indole molto socievole e giocherellone,  molto attivo e curioso ed abbastanza rumoroso, va alloggiato in gabbie ampie rettangolari con un elevato sviluppo anche in verticale, perché amano molto arrampicarsi, è un animaletto molto attivo, quindi bisogna mettergli a disposizione parecchi giochi, scale di varie dimensioni, corde e rami da rosicchiare. E’ un pappagallo ampiamente diffuso in America già da molti anni, vi si trovano diversi allevamenti e caicchi nelle famiglie allevati a mano  come animaletti da compagnia. In questi ultimi anni si sta allargando la riproduzione anche in Europa e fortunatamente sta prendendo piede anche in Italia, grazie alla carica vitale, alla buona riproduzione ed alla grande simpatia che trasmettono. Per quanto riguarda l’alimentazione, sono animali molto golosi ed in speciale modo di  un’ampiavarietà di frutta, bisogna fornire loro un misto di semi per Parrocchetti non molto grassi,  verdure  fresche   di   vario   tipo  e durante l’allevamento dei piccoli un pastone all’uovo, uno per insettivori, e dei semi germinati inoltre amano alcuni tipi di bacche come quelle della rosa canina o quelle di pyracanta, ottimo anche il tarassaco ed il centocchio. In cattività la riproduzione viene realizzata con facilità, ed inizia nel mese di aprile. Si può sistemare una singola coppia in  un gabbione  di 150 x 70 prof x 100 altezza.Oppure chi ha spazio in voliera più coppie con più nidi rispetto al numero di coppie in modo da evitare dispute. La femmina depone da 2 a 4 uova e il periodo  d’incubazione dura  circa 26 giorni, mentre il periodo di svezzamento dei piccoli varia tra i 70 e gli 80 giorni. I giovani diventeranno indipendenti verso i 90 giorni. Le dimensioni del nido  a cassetta devono essere a L di compensato da 3 cm profondo circa 80 cm. Imbottirlo con il truciolato e mettere a disposizione della femmina dei rami freschi per finire il nido. Lasciarli tranquilli in questo periodo in particolare modo il maschio sarà aggressivo nei confronti di intrusi.  
 
Cites: Appendice II.
 
 
                                                                           
 
 
 
 
                                                   IL PAPPAGALLO CENERINO
                                                            
 
Ringrazio l'amico David, per questo bellissimo articolo sul Cenerino...... 
 
Il Pappagallo Cenerino (Psittacus erithacus, Fraser 1844) è un Pappagallo di medie dimensioni del genere Psittacus, nativo del continente Africano. Il Pappagallo deriva il suo nome dal tipico colore grigio cenere, con punte di bianco e una coda che può essere rossa o marrone a seconda della sottospecie.  I Cenerini, come tutti i Pappagalli, sono zigodattili,  avendo 4 dita per zampa 2 anteriori e 2 posteriori. 
Alcuni specie di Pappagalli Cenerini, possono mostrarsi un po' "morditori". Questo comportamento fa parte del processo di indipendenza, durante il quale il piccolo impara a conoscere il suo nuovo "proprietario", e tutto ciò che lo circonda. È anche il momento in cui il giovane pappagallo incomincia a delimitare il suo territorio. I piccoli di Pappagallo Cenerino possono attraversare un periodo nel quale si sentono spaventati per qualsiasi cosa nuova. Se abbiamo un piccolo correttamente socializzato, potremo abituarlo ad accettare nuove situazioni, dandogli sicurezza continuamente e presentandogli i nuovi oggetti o situazioni in una maniera graduale. E' chiaro che la pazienza è essenziale. Gli errori che commettiamo nel "maneggio" del comportamento del nostro pappagallo durante il primo mese della sua vita nella sua nuova casa, possono stabilire modelli di comportamento che causeranno seri problemi quando sarà cresciuto. Inutile dire che è importante mantenersi calmi per evitare di sovreccitare il piccolo e non usare mai metodi aggressivi, per evitare futuri comportamenti sgradevoli come l'abitudine a mordere o a gridare. È molto più efficace cercare di calmarli parlandogli dolcemente, mantenendo un contatto visuale affettuoso. Consiglio che durante le prime settimane, sarà essenziale fare vedere al nostro Pappagallo che la sua gabbia è qualcosa di "positivo", non cadiamo nell'abitudine di rinchiuderlo come punizione quando non si comporta bene. La gabbia dovrebbe essere un posto dove si sente sicuro, dove si intrattiene e gode di tutta la tranquillità che necessita. Non lasciamolo uscire dalla gabbia ogni volta che reclama la nostra attenzione. Invece di farlo uscire, rispondiamogli dall'altra parte della stanza con un tono tranquillizzante. Stabilire il concetto di attenzione "ambientale" è importante per aiutare il nostro piccolo a continuare ad essere parte della famiglia mentre sta nella sua gabbia. Scegliamo un momento in cui il pappagallo gradisce stare in gabbia mentre noi siamo in casa. Se ci chiama, rispondiamo da dove stiamo alla sua chiamata di contatto con una frase o domanda amichevole come per esempio: Che cosa stai facendo? ti diverti? Continua a giocare. Dobbiamo assicurarci che il piccolo si senta tranquillo in ogni momento. Seil mostro "Amico" si sente rilassato e comodo nel suo nuovo ambiente, possiamo lasciarlo apparentemente solo un momento, per controllare se si continua a trovare tranquillo mentre noi non siamo presenti. Se tutto va bene, alla prossima visita potremo lasciarlo solo durante tutta la notte. È semplicemente un'altro modo di insegnare gradualmente al nostro pappagallo ad accettare e fidarsi, in nostra assenza, di altre persone e a sentirsi sicuro anche in altri ambienti, che alla lunga si tradurrà in un Pappagallo più socievole ed adattabile. Prestiamo grande attenzione al linguaggio corporale del nostro "Amico" per ottenere alcuni spunti sul modo di procedere con lui. anche per le informazioni circa la sua salute, il livello di energia e i momenti nei quali è più ricettivo per giocare ed essere maneggiato. I Pappagalli giovani hanno bisogno di tempo e devono essere vigilati molto da vicino quando sono fuori della gabbia ed esplorano il loro nuovo ambiente. Hanno bisogno anche di molte carezze. Tuttavia, è importante lasciar loro tempo per giocare nella gabbia e molto tempo di tranquillità per riposare. Non eccediamo con la nostra attenzione e non pretendiamo che abbia la fiducia e l'energia per accettare troppe avventure o una sfilata interminabile di gente nuova durante il primo giorno. Se passa molto tempo chiedendo cibo, o è rumoroso e iperattivo, è il caso di alimentarlo a mano per alcuni giorni onde ristabilire la sua sensazione di sicurezza. Raccomando di somministrare ai piccoli un'ampia varietà di alimenti, in modo di dar loro un assortimento di cibi tra cui scegliere quello che preferiscono. 
I primi giorni nella nuova casa non sono il momento adeguato per cambiare la dieta ad un Pappagallo. Se il nostro nuovo Pappagallo riposa in continuazione e non ha periodi di gioco e attività, è raccomandabile una visita dal veterinario. Questo è specialmente importante se ha le piume arruffate durante la maggior parte del tempo. Dal primo momento, dovremmo passare tempo con il nostro "Amico" dandogli "attenzione istruttiva" senza preoccuparci di dargli troppo da fare, purché gli si lasci il tempo per riposare. Il Pappagallo giovane ha bisogno di molta attenzione. La quantità di tempo che passiamo con lui non è tanto importante, ma lo è quello che facciamo con lui durante quel tempo. Dedicarci solo ad accarezzarlo può creare un Pappagallo mal adattato, mentre insegnargli a giocare per sé stesso e stabilire modelli di comportamento per mezzi di esercizi , normalmente favorisce il buon comportamento. Incominciamo utilizzando dall'inizio, costantemente, la parola "sali" finché non riusciamo a tirarlo fuori dalla gabbia o a prenderlo, e la parola "giù" quando vogliamo che scenda dalla mano al posatoio. In questa maniera non stiamo stabilendo solo dei modelli affinché risponda ad alcuni ordine verbali, ma stabiliamo anche modelli in noi stessi per l'uso costante di ordini istruttivi che apportino un messaggio chiaro. L'istituzione di regole che aiutino a guidare il comportamento del Pappagallo dal primo momento, sarà di grande aiuto per mantenerne la fiducia e la mansuetudine durante tutta la sua vita.
Come per tutti gli animali, e' necessaria una accurata pulizia e igiene. I posatoi, abbeveratoi, mangiatoie, giochi, vanno lavati con frequenza, ogni tanto e' bene anche usare appositi disinfettanti acquistabili in commercio per igienizzarli. Il fondo della gabbia o della voliera deve essere sempre pulito, in quanto il Pappagallo si potrebbe sporcare con le propri feci o quelle di altri, evitando così l'eventuale trasmissione di patologie. Fornite di tanto in tanto la possibilità di fare un bagnetto, oppure spruzzate sui vostri animali acqua nebulizzata con spruzzini. Solitamente un Pappagallo Cenerino ha una ottima cura del suo piumaggio, si pulisce da solo, si liscia le penne con cura e quando ha finito si da una scrollata per rimettere a posto il piumaggio.
Per quanto riquarda l'alimentazione per i pappagalli, come per tutti gli animali che vivono con noi, fornire un buon alloggio ed una buona alimentazione, influisce notevolmente nel miglioramento della qualità di vita dei "nostri amici". Se manteniamo un uccello in un magnifico aviario con temperatura, umidità e ventilazione giuste, ma non gli somministriamo una dieta adeguata, questo uccello vedrà molto diminuite le sue possibilità di vivere o di riprodursi con regolarità . Da qui l'importanza di somministrare un alimentazione adeguata. Per centrare l'obiettivo di fornire un'alimentazione adeguata e bilanciata, incominceremo a somministrare una dieta molto varia. Dobbiamo lottare contro la convinzione generalizzata che i Pappagalli mangiano solo mela e semi, infatti oltre questi dovremmo fornire loro: Estrusi, Frutta, Verdure, Cereali e Legumi, in maggiore o minore quantità secondo la specie. Bisopgna dire che la somministrazione di una dieta varia deve tener conto anche delle esigenze e delle diversità che ci sono tra una specie e l'altra. Un altro fattore relazionato all'alimentazione e che dobbiamo tenere molto in considerazione è la routine alimentare. Per routine alimentare si intende l'abitudine che dobbiamo creare con il nostro Pappagallo e con noi stessi, di somministrare gli alimenti tenendo conto di orari determinati, affinché in ogni momento l'animale sappia a che ora si mangia, ed affinché il sorvegliante acquisisca un compromesso stretto nel momento di alimentare il PappagalloIn questa routine alimentare è molto importante, quando somministriamo alimenti deteriorabili, non lasciarli tanto tempo a loro disposizione, specialmente nei periodi caldi, poiché oltre a perdere proprietà nutrizionali, possono marcire e risultare dannosi per la salute. In questi casi la cosa migliore è proporzionare questo tipo di alimenti alle prime ora della mattina o la sera, cioè durante le ore più fresche del giorno, oppure al tempo necessario per la somministrazione. Nell'alimentazione, oltre alla qualità dei prodotti che forniamo ai nostri "Amici", è di notevole importanza anche la loro conservazione. E' inutile acquistare prodotti di prima qualità, se poi li conserviamo male. Il posto che utilizziamo per conservare i cibi deve essere un posto fresco e non troppo umido. L'umidità fa sì che alcuni cibi ammuffiscano, con la possibilità di causare ai Pappagalli gravi rischi di salute. Quindi in relazione a questo punto, dobbiamo fare una speciale attenzione al posto che viene scelto per la conservazione di tutti i cibi deperibili, senza trascurare anche il rischio che il posto non sia raggiungibile da animali, come ad esempio i topi. Per evitare molti di questi rischi e sprechi dovuti alla conservazione, consiglio di acquistare un quantità di cibo sufficiente per un tempo ben determinato. Alimenti freschi, come Frutta e Verdure è sempre consigliabile lavarli in modo accurato prima di somministrarli. Nel momento di alimentare i nostri Pappagalli oltre a sapere che tipo di semi, Vegetali e Frutta od Estrusi ingeriscono, direi che dobbiamo avere anche una sommaria idea del perché li somministriamo. 
 
N.B: Una dieta povera di proteine può trasformarsi in un grave problema per i giovani che evidenziano una ridotta crescita, mentre negli adulti si ha una perdita di peso e difficoltà riproduttive. Durante il periodo riproduttivo e la muta, la percentuale di proteine da somministrare deve essere maggiore che in un qualsiasi periodo dell'anno.
Gli idrati di carbonio comprendono un gruppo di sostanze che vanno dagli zuccheri agli amidi. L'organismo li utilizza prevalentemente a scopo energetico. La loro principale funzione è quella di produrre l'energia necessaria per la realizzazione di distinte funzioni corporali, oltre al mantenimento e alla generazione della temperatura corporale. Questa energia si produce fondamentalmente dopo il processo digestivo.
La loro principale funzione è, come per gli idrati di carbonio, quella di produrre energia, per il volo, i movimenti da realizzare, e per mantenere e produrre la temperatura corporea . A differenza degli zuccheri i grassi si incaricano della produzione di energia a un più lungo termine, mentre gli idrati di carbonio sono quelli che più rapidamente possono somministrarci l'energia necessaria in un momento puntuale. Esistono anche acidi grassi essenziali che devono ingerirsi con la dieta, e l'assorbimento delle proteine liposolubili (A, D, E...), è relazionata con la presenza di grassi nella dieta. 
I grassi hanno anche la funzione di accumulare riserve energetiche per quei periodi nei quali l'uccello li richieda. Per questo motivo è importante incrementare la proporzione dei semi grassi od oleosi in tutti quei pappagalli esposti ad intemperie, dove la temperatura è più bassa , e si richiede un maggior dispendio di calore ed di energia. È conosciuto egualmente che determinati elementi presenti nei grassi, come sono gli acidi grassi, intervengono nell'adeguata conservazione del piumaggio.
Per quanto riquarda le Vitamine: Possiamo classificarle dentro due grandi gruppi: le idrosolubili ed i liposolubili. Le prime possono dissolversi in acqua e pertanto una somministrazione eccessiva di questo tipo di vitamine sarà eliminata senza grossi problemi per l'uccello attraverso le evacuazioni. Invece, le liposolubili, solubili in grasso, sono quelle, che sorpassando le necessità corporali dei nostri pappagalli si accumuleranno nell'organismo potendo causare vari problemi. 
Le vitamine liposolubili sono l'A, D, E e K, oltre al coenzima Q e F. Le vitamine idrosolubili sono la B1, B2, B6, B12, G, Acido pantotenico, Biotina, Acido Folico, Acido Ascorbico.
 
La Vitamina A: ha influenza sulla crescita, la rigenerazione ed il mantenimento in buon stato di salute, tanto del tessuto dermico, come delle piume, in generale di tutti gli epiteli. Inoltre è direttamente relazionato coi processi visivi.
E' presente in questi alimenti: Patate, Arance, Carote, tuorlo d’uovo, Zucchine, Broccoli, Piselli, Cicoria, Peperoni e Peperoncini, Meloni, ecc....
 
Vitamine del complesso B: Favorisce la crescita, la formazione dei globuli rossi, le trasmissioni neuronali. Possiamo trovarla nei lieviti, (il lievito di birra è ricco in riboflavina o vitamina B2,) , nei derivati del latte (formaggio e yogurt), nelle verdure, è anche presente nei semi germinati, e nelle uova, banane, noci,verdure, cereali, grano, asparagi, ecc....
 
Vitamina C:   Incrementa la resistenza degli uccelli alle malattie, è un antiossidante nativo ed interviene nella rigenerazione degli epiteli. È presente negli agrumi come le arance, mandarini, limoni, pompelmi e nel kiwi, in grandi quantità. L'organismo degli uccelli è capace di sintetizzare questa vitamina, per questo è difficile rilevarne una carenza.
Vitamina D: Anche questa vitamina viene prodotta dall'organismo degli uccelli a patto che questi stiano in contatto diretto con la luce del sole e quindi con le radiazioni UV che questo emette. La si può trovare anche in alcuni alimenti come nell'uovo, nel salmone, acciughe ed in alcune verdure. È un elemento essenziale che agisce nella crescita e nello sviluppo della struttura ossea.
Vitamina E: Interviene nei processi riproduttivi incrementando la fertilità, e ha anche un'importante attività antiossidante. 
 
E' presente in questi alimenti: Nocciole, Arachidi, Mela, Pera, Broccoli, Piselli, Pomodori, Semi Germinati, tuorlo d’uovo, Verdure, Mandorle, Semi di Girasole, Avena, Grano. 
Vitamina K: Si trova nei legumi, nelle radici di soia e nelle parti verdi delle piante. Interviene in maniera decisiva nel funzionamento del fegato, come nel processo di coagulazione del sangue.
Minerali: I minerali contribuiscono alla realizzazione di innumerevoli funzioni dentro l'organismo degli uccelli, e hanno una speciale importanza per gli individui giovani in crescita. Alcuni dei più importanti sono il calcio, il fosforo, sodio, potassio, magnesio.... Tra altre funzioni intervengono nella corretta formazione dello scheletro, nello sviluppo metabolico, nella crescita e sostituzione dei tessuti, nella regolazione della pressione osmotica del sangue. Nel sangue si incaricheranno di regolare il ph, (sodio e potassio), il trasporto di ossigeno, la produzione di globuli rossi, la crescita e lo sviluppo degli individui. La mancanza di magnesio priverà i nostri uccelli di un piumaggio denso, brillante e colorito. Intervengono nella produzione di emoglobina, ferro e rame, nella protezione di fronte a determinati parassiti (potassio sodio, calcio e ferro), nella liberazione di anidride carbonica nella combustione degli alimenti, oltre a partecipare al funzionamento di ghiandole ed organi interni. Alcuni di questi minerali possono essere somministrati ai nostri uccelli attraverso l'alimentazione o composti già preparati per tale scopo; il calcio sarà addizionato all'organismo dei nostri pappagalli preferibilmente attraverso forme facilmente assimilabili biologicamente (glutammato di calcio) o in forma minerali (conchiglie per l'animella, guscio di uovo triturato o il fosfato di calcio) il fosforo anche attraverso il fosfato di calcio, le verdure e le proteine animali, il potassio con la somministrazione di frutta. La banana è molto ricca in questo minerale, presente anche nel formaggio mentre il magnesio è presente nel grano e nelle noci, il ferro nei legumi.
Minerale Fonti più comuni.......
Calcio: Formaggio, yogurt, broccoli, spinaci, in genere molti ortaggi a foglia verde. 
Fosforo: Pollame, pesce, formaggio, noci, mandorle, noccioline, cereali, legumi. 
Ferro: Pollo, legumi, cereali integrali, ortaggi a foglia verde, frutta secca. 
Iodio: Tonno, alici, ed in genere in tutti i pesci azzurri 
Potassio: Cereali, ortaggi, frutta, legumi, pollo. 
Magnesio: Noci, noccioline, mandorle, cereali, legumi. 
Rame: noci, noccioline, mandorle, legumi, cereali.
 
N.B: Non finirò mai di dire che in natura l’alimentazione dei Pappagalli è condizionata dall’ambiente e alla fatica per procurarselo, pertanto è diversa da quella che deve essere loro somministrata in voliera, dove si muovono meno e non manca mai cibo e acqua a portata di becco. Una voliera per quanto grande sia è sempre una voliera  e non potrà mai riprodurre una boscaglia africana, il primo passo per chi decide di allevare pappagalli, è capire che la vita in natura è una cosa, quella in voliera un’altra. Ogni animale ha bisogno, per vivere e riprodursi, di proteine, zuccheri,grassi, vitamine e Sali minerali, esiste una dieta per il periodo riproduttivo, più ricca di proteine, vitamine e calcio; una per quello di riposo, con meno grassi e proteine. Una variabile degli uccelli è legata allo spazio a disposizione; se grande, potranno muoversi di più e bruceranno maggiori energie, se piccolo avranno bisogno di minori energie, la loro dieta sarà qualitativamente identica , ma nel primo caso sarà più abbondante e nel secondo sarà ridotta. La dieta che forniamo ai nostri cenerini, si basa su una buona miscela di semi secchi, con l’aggiunta di Estrusi circa il 20% che sono un alimento completo, oltre che quelli  più equilibrati dal punto di vista nutrizionale, integriamo con alimenti freschi che la completano e la arricchiscano di sostanze che i semi non possono garantire. La frutta e la verdura sono gli alimenti freschi necessari a garantire ai cenerini una vita sana, grazie al loro contenuto di vitamine e sali minerali.  Bisogna dare pure cicoria, carota, finocchio, pomodoro, zucchina , peperone, broccolo, cetriolo. Come frutta mela, kiwi, arancia, mandarino, more, lamponi, anguria, fichi. Il Pastone, va fornito soprattutto nel periodo riproduttivo. E' necessari mettere nell'acqua da bere delle vitamine. 
 
Dopo aver parlato dell'alimentazione, a questo punto bisogna osservare la linea del mostro "Amico" uccello..... 
L'obesità è una condizione comune agli uccelli da compagnia e si verifica quando essi assumono più calorie di quante ne possano bruciare, per un lungo periodo di tempo. La mancanza dell'attività fisica il volo e una dieta ricca di semi grassi sono le cause più comuni dell'obesità. Il nostro uccello può dirsi obeso se il suo peso supera il normale peso della sua specie con le normali variazioni del 15% o più.
 
COME CONTROLLARE SE IL NOSTRO PAPPAGALLO E' IN SOVRAPPESO.........
Prendete un minuto per effettuare un piccolo esame in casa. Iniziate osservando la figura del vostro uccello. Se fosse più larga del normale potrebbe essere un segno di obesità. Poi controllate se c'è un piccolo rotolo di grasso, un "doppio mento", visibile sotto il becco. Osservate se ci sono piccoli depositi gialli o bianchi di grasso sull'addome, lungo i fianchi, nella parte alta delle cosce, nella parte superiore del torace e nella zona del gozzo. Infine controllate si vi sono piccole chiazze nude che separino i tratti delle piume causati dal grasso sottocutaneo.
 
SI PUO' ANCHE PESARE IL NOSTRO PAPPAGALLO.....
Per farlo in casa usate una bilancia elettronica che misuri i grammi, non le once, per rilevare anche piccole variazioni. Naturalmente il miglior modo per essere sicuri è pesare ed esaminare l'uccello dal vostro veterinario.
 
I RISCHI ASSOCIATI ALL'OBESITA'.....
L'obesità incrementa il rischio che il vostro uccello sviluppi molte serie malattie incluse quelle cardiache ed epatiche, ed inoltre la formazione di tumori del tessuto adiposo (Lipomi) e difficoltà respiratorie durante l'esercizio e il gioco. All'obesità sono associati anche l'infertilità e il piumaggio anormale.
 
COSA POTETE FARE........
Se sospettate che il vostro uccello sia obeso, il vostro veterinario attraverso una completa visita, vi potrà dare consigli su come modificare la sua dieta per renderla più salutare. Più esercizio fisico, una dieta non più basata sui semi ma su una bilanciata alimentazione estrusa, può essere una risposta.
Ricordate che qualsiasi dieta dimagrante deve essere fatta sotto la supervisione e la guida del vostro veterinario.
ALIMENTI TOSSICI O VELENOSI...............
Alcuni alimenti che possiamo offrire al nostro pappagallo, possono contenere delle sostanze tossiche o velenose, ma allo stesso tempo alcune nostre azioni di tutti i giorni posso creare problemi ai nostri amici pennuti.
Vediamo ora alcuni cibi potenzialmente tossici: Avocado, frutto e seme - Caffeina - Alcol - Cioccolata - Miele -
I Noccioli di Ciliegie, Albicocche, Pesche, Prugne. Cachi , Alimenti zuccherini, Bevande gassate coca cola sprite, Thè, Latte, Sale, ecc.
 
Vediamo alcuni comportamenti o azioni che dobbiamo evitare davanti ai nostri Pappagalli:
Non fumare. Non usare deodoranti e incensi. Non usare pentole antiaderenti in teflon. Usare con attenzione l'aria condizionata  può provocare sbalzi di temperatura. I ventilatori, anche se la protezione metallica e sufficiente a non far entrare un nostro dito, non è sufficientemente stretta per le zampe dei pappagalli. Non tenere pentole sul fuoco mentre il pappagallo è libero per la casa, ricordiamoci di chiudere la macchina del gas una volta usata, i fornelli rimangono caldi ancore per molti minuti. Le finestre devono essere chiuse o comunque provviste di zanzariere. Non lasciare in giro materiali pericolosi, come ad esempio: Aghi, forbici, coltelli, pile, ecc... Attenzione a fili elettrici, e ai carica batteria dei vostri cellulari. Non usare detergenti irritanti come ammoniaca o varechina.
 
Bene detto tutto questo ora possiamo passare alla riproduzione di questi bellissimi Pappagalli. Quindi per prima cosa si devono distinguere i sessi, i soggetti adulti presentano lievi differenze morfologiche. Il maschio ha la testa leggermente più grossa e piatta, ed è di 2-3 cm più grande della femmina. Nel maschio l’iride è più rotonda, nella femmina più ellittica. Nella sottospecie P. e. erithacus  nel maschio ci sono alcune penne rosse intorno alla cloaca e le ali sono più scure. Poiché queste differenze possono essere molto lievi o incostanti, il metodo più sicuro per stabilire il sesso è tramite l’esame del DNA, che si può eseguire su alcune penne del Pappagallo. Se si desidera tenere un Cenerino singolo come animale da compagnia, la determinazione del sesso non è essenziale.
Se il nostro "amico" si vuole tenere il voliera, la voliera deve essere abbastanza ampia e posizionata in un luogo riparato, il nido deve avere dimensioni di 30 x 30 x 60 cm, il foro d'ingresso deve avere un diametro di circa 15 cm. l'interno del nido deve essere riempito con uno strato di 10 cm. di truciolato. Nel quale normalmente vengono deposte da 3 a 4 uova, e incubate  per 28-30 gg. Cova soltanto la femmina che viene nutrita dal maschio per tutto il periodo in cui rimane sulle uova, il periodo di svezzamento dei giovani è di 11 settimane, l'involo avviene a 90 gg. d'età e vengono ancora alimentati dai genitori per altri 60 gg. 
 
Per chi volesse tenerli nelle gabbie deve sapere che i Cenerini non presentano particolari difficoltà di gestione, ma richiedono molte attenzioni e tanto tempo da passare interagendo con loro carezzarli, parlare, giocare. Per la loro intelligenza, si annoiano facilmente andando incontro a problemi comportamentali anche gravi. I Cenerini devono restare confinati dentro la gabbia per meno tempo possibile. Sono preferibili le gabbie che si possono aprire in alto e che hanno un posatoio nella parte più alta, in modo che l’animale interagisca meglio con l’ambiente. La gabbia deve essere più spaziosa possibile, per permettere al Pappagallo di muoversi, fare esercizio, contenere diversi posatoi, molti giocattoli sicuri, vari oggetti da esplorare e distruggere con il becco. I posatoi devono essere in legno naturale, preferibilmente dei rami di diametro variabile, in modo che le zampe possano fare ginnastica. Il diametro deve essere tale da permettere alle dita di circondare il ramo senza che si tocchino. Il fondo della gabbia può essere ricoperto con fogli di giornale, materiale economico e facile da sostituire. Il cambio deve essere effettuato tutti i giorni. L’igiene della gabbia, dei posatoi e dei recipienti di cibo e acqua come già citato più volte è essenziale per la salute dei Pappagalli. La collocazione della gabbia è un fattore importante. I Cenerini sono particolarmente esigenti per quanto riguarda il contatto umano e la compagnia, pertanto la sistemazione ideale è in una stanza in cui vi sia la presenza di persone per buona parte del tempo, ad esclusione della cucina perché è un ambiente che può essere pericoloso per gli uccelli in gabbia per le emissioni delle pentole antiaderenti di teflon, o i vapori dei prodotti per la pulizia del forno, ad esempio. La notte l’ambiente deve essere silenzioso e buio, per consentire ai pappagalli di dormire indisturbati. 10 ore di sonno continuo ogni giorno sono indispensabili per il benessere dei Cenerini. La gabbia deve essere al riparo da correnti d’aria e dalla luce diretta del sole, che può provocare un colpo di calore, e non raggiungibile da potenziali predatori o animali che possono spaventare il Cenerino, come cani e gatti.
I Cenerini hanno bisogno di passare alcune ore fuori dalla gabbia ogni giorno; tuttavia, quando sono lasciati liberi, possono andare incontro a molti pericoli, per la loro natura curiosa e l’abitudine a esplorare gli oggetti con il becco, pertanto è opportuno preparare con attenzione una stanza e non perderli di vista mentre stanno fuori dalla gabbia. Le finestre devono essere chiuse, con i vetri coperti (ad esempio con una tenda) per evitare che l’uccello vi vada a sbattere contro. In alternativa, se ci sono zanzariere si possono abbassare. Anche le porte vanno tenute chiuse.
I vari pericoli a cui può andare incontro un pappagallo libero nella stanza sono:
1) annegamento (bacinelle o pentole piene d’acqua).
2) ustioni (caminetti, stufe, fornelli, candele o piastre elettriche accesi).
3) folgorazione (fili elettrici).
4) avvelenamento (sigarette, farmaci, cioccolata, prodotti per la casa, piccoli oggetti di zinco o piombo).
 
Il taglio delle penne delle ali può servire a limitare l’estensione del volo, ma non va inteso come un modo per impedire al Pappagallo di volare. Il taglio delle penne può avere effetti molto dannosi se mal eseguito, sia dal punto di vista dell’incolumità (l’uccello può cadere o sbattere e fratturarsi) che dal punto di vista psicologico (renderlo insicuro).
La limitazione del volo va effettuata solo quando il giovane Pappagallo ha già imparato a volare correttamente, cosa che lo rende sicuro e fiducioso delle sue capacità. Se gli si tagliano subito le ali, prima che abbia imparato a volare, non imparerà più a farlo correttamente. Il taglio va eseguito in modo graduale, poche penne per volta, in modo che l’uccello impari ad adattarsi alla nuova condizione. Il risultato finale deve essere una limitazione della capacità di volo, mantenendo intatta la capacità di atterrare correttamente. È importante ansi direi IMPORTANTISSIMO che le prime volte l’operazione sia eseguita con la guida di un veterinario esperto in medicina aviare.
Il taglio delle penne va ripetuto regolarmente dopo ciascuna muta, quando le penne tagliate cadono e vengono rimpiazzate da nuove penne. Occorre fare molta attenzione a non tagliare le penne prima che abbiano completamente terminato la crescita, perché mentre stanno spuntando possiedono nel calamo dei vasi sanguigni che possono sanguinare profusamente.
E non dimentichiamo che il Cenerino deve poter interagire con il proprietario in modo regolare e poter passare tutti i giorni del tempo fuori dalla gabbia. Non è quindi un Pappagallo da acquistare con leggerezza, dal momento che non tutti possono occuparsene in modo tanto assiduo; inoltre non è molto adatto a chi non ha alcuna esperienza nella gestione dei Pappagalli.
Ricordo ad ognuno di voi che il Cenerino è in Appendice II del CITES.
 

 

 
 
                    
 
                                                                   
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