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Ciao a tutti, in questi bellissimi anni di allevamento ho ricevuto tantissime E-mail dicendomi se avessi esperienza con dei vari Esotici……Bene io voglio accontentare tutti gli amici…..con questi articoli....., saluto l'amica Anna e l'amico Mark e Alessio  e li ringrazio per questi bellissimi articoli. Buona giornata concludo dandovi un caloroso abbraccio e augurandovi 
BUON ALLEVAMENTO…………….di      
 
Ecco a voi......I vari articoli su questa pagina.......
1) il Passero del Giappone;
2) Il Diamante di Goold; 
3) Il Padda;
4) Il Diamante di Bicheno;
5) Il Diamante mandarino;
6) L'Amadina a testa rossa;
7) Il Diamante Quadricolore; 
8) L'Erythrura; Il Diamante Pappagallo; 
9) La Nonnetta.
 
 
 
 
  
 
1) La specie allevate dall'amica Anna...........
                                   
                                                    
     
 
IL PASSERO DEL GIAPPONE:  (Lonchura striata domestica) non esistono in natura, sono stati creati artificialmente incrociando varie specie di lonchure, allo scopo di ottenere soggetti tranquilli, simpatici e soprattutto con spiccate doti allevatorie. E’ noto da molti allevatori  che questo uccello si adatta così con estrema facilità a covare le uova e ad allevare i piccoli di tutte le specie di Astrildidi a becco grosso ed anche alcune di quelle a becco sottile che pure gli sono filogeneticamente meno vicine.  I Passeri del Giappone vengono usati da molti anni come genitori adottivi. La maggior parte di allevatori di  Gould sono allevati dai Passeri del Giappone, e poi i giovani di Gould vengono alloggiati in una gabbione con altri Gould indipendenti, per poi essere usati per la stagione riproduttiva dell’anno seguente. Ritornando al Passero del Giappone l’unica condizione per il positivo esito dello svezzamento è che si tratti di uccelli che nei primi giorni di vita non richiedano tassativamente un'alimentazione strettamente insettivora. Anche in questo caso però il risultato può non essere compromesso se si dispone di soggetti preventivamente abituati ad alimentarsi almeno in parte con prede vive, che somministreranno così ai nidiacei loro affidati. Dalla mia esperienza posso dire con certezza che il Passero del Giappone alleva in qualunque nido, è certo che però alcuni nidi sono decisamente scomodi sia per noi che per loro. Secondo me i pennuti devono avere un minimo di spazio per poter svolacchiare soprattutto quando ci sono novelli. Quindi prego tutti coloro che non sono molto esperti se volete uccelli robusti ed evitare stress e liti, date modo agli uccelli di muoversi. Metterli in gabbie più capienti (almeno 90 Cm) significa anche dare loro modo di rispettarsi senza picchiarsi per conquistare un minimo di spazio vitale. Meglio pochi uccelli con un po' di spazio a disposizione che tanti uccelli stipati in gabbie poco più grandi di un trasportino. Non bisogna mai dimenticare che alleviamo uccelli, esseri viventi, non dobbiamo fare collezionismo o riproduzione sfrenata. Se si ha poco spazio si tengono pochi uccelli ma in modo dignitoso! Importantissimo è la qualità non la quantità. Notai per esempio in voliera si riproducono pochissimo, la cassetta semiaperta di 10 cm cubi va benissimo, materiale, fibre di cocco e sisal, vanno alimentati con un buon misto per Esotici e verdure in fase di allevamento, Pastone e verdure, Centocchio o Bieta. Spighe di Panico rosso sono graditi di più perché stanno più spesso sulle sbarre che sui posatoi. Riprendendo il materiale del nido i  Passeri del Giappone bisogna lasciare il materiale a portata di mano e provvederanno da soli ad imbottire il nido. Il canto del maschio è un trillo molto delicato. Non esiste dimorfismo sessuale  tranne per il flebile canto di corteggiamento del maschio. Essendo un animale selezionato in cattività è in grado di riprodursi in ogni periodo dell'anno. Il maschio corteggia la femmina cantando e facendo una danza caratteristica. Quindi per visualizzare il maschio bisogna vedere chi canta in maniera articolata. Purtroppo chi non canta non è detto che sia una femmina potrebbe essere un maschio che non ha voglia di cantare. Si potrebbe tentare per accelerare il processo, metterli in gabbia singola e un pò lontani, di solito se sono maschi adulti cantano subito. Ci sono alcune teorie anche guardando l'attaccatura sopra del becco, la V che si forma tra becco e testa, nei maschi si dice sia con angolo più profondo e meno aperto, nelle femmine sia il contrario, più corto in particolare, ma come detto non ci sono i presupposti per dichiararlo sicuro. Quindi non bisogna mai dimenticare che l'unica differenza tra maschio è femmina è il canto il maschio ha un caratteristico canto sommesso ma che ripete spesso oltre al canto non vi è differenza. Chi a svezzato centinaia di piccoli  un po' l'occhio se lo può fare  ma, a volte, ma bisogna fare molta attenzione, senò si rischia di  prendere pure delle cantonate clamorose! Ma se si vuole una coppia di Passeri del Giappone per riprodurli, ci serve necessariamente un maschio e una femmina, ma se ci servono per fare da balia, è assolutamente indifferente. 
I Passeri del Giappone covano e allevano di tutto. Hanno delle capacità allevatrici impressionanti……… 
Ma attenzione dipende anche da come le prepari.  Per l’accoppiamento si può accoppiare tra consanguinei ma non bisogna farlo per più generazioni (cioè riaccoppiare tra di loro figli di genitori già imparentati) si rischia che emergano malattie genetiche o debolezza nella prole. I Passeri del Giappone depongono mediamente 6 uova e non c'è bisogno di sostituirle con quelle finte. La schiusa avviene dopo 15- 16 giorni di cova assidua, cioè giorno e notte. Bisogna contare da quando covano assiduamente. I pulli sono svezzati verso i 45 giorni.  Possono essere messi nella stessa voliera con i Canarini ma sicuramente l'alimentazione sarà diversa, bisogna mettere più vaschette, magari che contengano le stesse quantità di cibo, ma in posti molto distanti l'una dall'altra, se ci sarà qualche piccola rivalità, ognuno andrà a cercarsi il suo anche se vedrete Passeri del Giappone frugare nelle mangiatoie dei Canarini e viceversa. I Passeri del Giappone sono molto tranquilli, difficilmente li vedrete azzuffarsi tra loro e ancora meno con i Canarini. Ma voglio ritornare all' ALIMENTAZIONE ricordando che è però indispensabile che l’allevatore controlli lo stesso la composizione di queste miscele ed orienti la  sua preferenza a quei miscugli che hanno una base di Panico, Miglio  e Scagliola. Diciamo che un 30% di Panico, un 20% di Scagliola ed un 40% di Miglio nelle varietà giallo, bianco, giapponese e rosso (quest’ultima in misura minore) è la composizione essenziale per il buon mantenimento della nostra Lonchura.  Il restante 10% può essere tranquillamente composto da Niger, Canapuccia, Panico rosso, Risone vestito, Avena e Lino (quest’ultimo seme è poco gradito ma non mettiamo neanche lontanamente in discussione le qualità organolettiche e l’apporto benefico alla salute dei volatili) somministrare pure cibo per Insetti, Pastone all’uovo, alimentazione ad alto tenore proteico, multivitaminici, minerali, ecc…... Per gli anelli  consiglio di mettere l anello regolamentare di tipo A ad una zampa e quello di tipo Y all' altra, cosi' dopo la muta ci possiamo regolare su quale dei due tagliare. Se per caso dovessi lasciare l' Y e trovi un giudice competente non dovresti comunque avere problemi in sede di giudizio perché  contesterà  l inadeguatezza del tipo A.
 
                                                   



IL DIAMANTE DI GOULD:  (Chloebia gouldiae) è un piccolo uccello appartenente all'ordine dei Passeriformi e alla famiglia degli Estrildidae, l'unica specie appartenente al genere Chloebia. Venne scoperto e descritto dal naturalista John Gould nel corso dei suoi viaggi in Australia fra il 1838 e il 1840. La denominazione originaria, da lui proposta, suonava Poephila Gouldiae, che valeva "amante dell'erba" (dal greco poe, "erba" e phila, "amante" in quanto avvistato, le prime volte, tra l'erba alta-) "della signora Gould"; quest'ultimo elemento voleva essere un omaggio alla moglie di recente scomparsa, che aveva sovente illustrato i lavori del marito con disegni realizzati all'acquerello e da lui teneramente amata. è uno degli uccelli come si può notare più colorato. Sono in genere molto tranquilli e tolleranti in voliera. In cattività può essere alimentato il 50% misto Esotici e 50% Scagliola.  Se si vuole si possono miscelare queste dosi: Niger 5 kg; Cardinal Spinus 500 grammi; Perilla 500 grammi; Avena decorticata 1 kg; Girasole micro 500 grammi.
 
Si possono dare anche la spighe di Panico rosso che sono gradite moltissimo, e sono molto utili per lo svezzamento dei piccoli. Le Verdure a mio avviso vanno date ma poco. Il carbone Vegetale, il Grit con l’osso di seppia vanno tenuti sempre a disposizione. Anche il pastone va dato ma a condizione che non sia molto proteico per evitare pericolose infiammazioni intestinali. Per la riproduzione se la coppia è affiatata si può anche provare, se invece è una coppia nuova c'è il rischio che prima che comincino a fare qualcosa sia già arrivato il periodo della muta. I Gould si riproducono bene da settembre ad aprile, l'esatto contrario dei canarini e, quindi, consiglio di fornirgli almeno 12-14 ore di luce in inverno (provocando problemi nei canarini) pena il fallimento delle cove e la mancanza d'estro del maschio e della femmina. Per chi alleva all'interno fornisci prima delle cove sali minerali e calcio. Per chi vuole allevare i Gould  all'aperto si possono riprodurre, il momento migliore è dopo agosto, le coppie completano la muta e il rosso del becco che è indice di fase amorosa, preferiscono i nidi a doppia camera, come materiale si può utilizare fibre di cocco, unico problema, a fine estate, gli sbalzi di temperatura sono frequenti, quindi si potrebbe perdere qualche covata, consiglio di usare semi germogliati per invogliare i genitori ad imbeccare, un buon misto per esotici ,verdure e semi allo stato lattiginoso, pastone secco e osso di seppia. Per chi volesse provare a farli riprodurre in primavera, dico in base la mia esperienza che porta a scarsissimi risultati, in inverni particolarmente rigidi è bene portarli all'interno in quanto non sopportano il gelo. Come nido  come già citato va usato quello a doppia camera che garantisce la giusta oscurità. Volendo raggiungere risultati riproduttivi numerosi consiglio di utilizzare delle Balie e a mio avviso i migliori sono i Passeri del Giappone. Per quanto riguarda la costruzione del nido bisogna usare fibra di cocco, fili d’erba, ecc…..Dovendo mettere i Gould a Balia, le uova andranno affidate ai Passeri del Giappone ad inizio cova, dopo aver tolto le loro.  I Gould sono perfettamente in grado di tirare su 3 covate. Se sono all'esterno, chiaramente, saranno limitati dalla temperatura e dalle ore di luce. 3 covate in ambiente protetto e con fotoperiodo di 14-16 ore.  Il ciclo è: riproduzione - muta - riposo.
Pertanto se si inizia la riproduzione in primavera, tutto il resto è a seguire.
Bisogna tenere presente alcune cose: 1) quando ai Gould sopraggiunge la muta, interrompono la riproduzione; 2) bisogna capire in che periodo sono abituati a riprodursi le coppie che acquisterete, perché, se il loro periodo delle riproduzione è da settembre in poi, avrete dei "problemi" in quanto tenderanno a ripetere l'accoppiamento in quel periodo (settembre è un mese ancora "caldo"), a meno che non avete la possibilità di dividere maschi da femmine. In ogni caso, soprattutto in esterno, è meglio provare la riproduzione in primavera.
Ora parliamo delle mutazioni del Diamante del Gould sono 3; la Blu, la Petto Bianco e la Pastello. Dobbiamo dire che selezionare il Gould non è per niente facile a fare coincidere disegni, colori, con quanto previsto dai criteri di giudizio. Per l’Ibridazione l’accoppiamento del Gould  avviene nel nido, solitamente si usa la femmina del Gould.  Anelli Uso il G (AOB) 2,7 mm, come l'Y della FOI.Tenere i Gould con i canarini non è una buona idea.                                   
 
N.B: Prima di prendere dei Diamanti di Gould fatevi le ossa con delle specie meno esigenti, meno delicate, che non soffriranno per i vostri errori, che vi daranno la gioia di vedere dei piccoli nel nido, senza particolari problemi di alimentazione o integratoti vari solo dopo che avrete fatto questa esperienza, solo dopo qualche anno che avrete riprodotto alcune specie (diamante mandarino, passeri del Giappone, becchi di Piombo ecc......) potrete tentare con i Diamanti di Gould, ma prima informatevi bene, di tutto ciò di cui hanno bisogno, e non fare le domande quando già li avete a casa e non sapete nemmeno cosa mangiano.............
 
 
IL COLORE DELLA TESTA
 
 
Testa rossa:
La testa nel diamante di Gould puo' essere rossa, nera o gialla (arancio).
 

 
Testa nera:
E' un carattere di tipo sessolegato recessivo, ed è recessivo sia nei confronti del testa rossa che del testa gialla.

 
Testa gialla:
E'un carattere autosomico recessivo nei confronti del Testa rossa ma dominante col Testa Nera.
                                       ACCOPPIAMENTI E RISULTATI:
 
 
 
                                                          
 
                                                         
                                                                   IL COLORE DEL PETTO 

Può essere di 3 colori: Viola, bianco e lilla.

PETTO VIOLA:
è un carattere autosomico dominante, quindi si manifesta sempre, sia sul lilla che sul bianco.

 
PETTO BIANCO:
è un carattere autosomico recessivo nei confronti di viola e lilla. Per ottenere dei petto bianco, dovremmo accoppiare due petto bianco, un petto bianco per un portatore di petto bianco o ancora due portatori.


 
PETTO LILLA:
è un carattere autosomico dominante sul bianco ma recessivo sul viola. per ottenere dei petto lilla dovremmo accoppiare dei petto lilla, oppure dei petto lilla con petto viola/lilla, o ancora 2 petto viola/lilla.
 
 
                                                         
                                                                      I COLORI DEL CORPO
 

Dal Diamante di Gould ancestrale la selezione ha permesso di ottenere esemplari dalle colorazioni più disparate.
Possiamo distinguere 4 tipologie di colore per le femmine e ben 6 per i maschi.
Vediamo un po' più in dettaglio.
 
 
 
COLORE VERDE:
 Il corpo di colore verde è tipico della specie in natura; con la selezione e la comparsa di nuove mutazioni abbiamo un totale di 18 combinazioni ottenibili combinando i colori di testa e petto con quelli del corpo, il verde in questo caso.
 
Il corpo di colore verde è tipico della specie in natura; con la selezione e la comparsa di nuove mutazioni abbiamo un totale di 18 combinazioni ottenibili combinando i colori di testa e petto con quelli del corpo, il verde in questo caso.
Il verde del corpo è un carattere sessolegato a dominanza incompleta sul giallo, mentre c'è dominanza completa nei confronti del blu.
 
COLORE GIALLO:
Il carattere 'Giallo' è anch'esso un carattere sessolegato a dominanza incompleta, in questo caso sul verde, mentre è dominante sul blu.
VERDE PASTELLO O PASTELLO SINGOLO FATTORE:
Questa mutazione combina il cromosoma Z 'giallo' (sessolegato) con uno 'verde'.
Teniamo presente che per i cromosomi sessuali nei Gould non si parla di XY e XX come negli esseri umani ma di ZZ (maschi) e WZ (femmine).
Per far sì che questa mutazione si manifesti è necessaria quindi l'unione di un cromosoma giallo Z con uno Z verde, per cui si avranno solo individui maschi.
Giallo e verde non riescono a dominarsi, per cui avremo una colorazione dall'effetto 'diluito'.
COLORE BLU:
Il carattere 'Blu' è autosomico recessivo. 
 
Sia i maschi che le femmine possono essere a doppio fattore ed esprimere il colore blu o a singolo fattore 
 
BLU PASTELLO O PASTELLO A SINGOLO FATTORE
In questa mutazione si verifica un po' la stessa cosa che per la verde pastello, e cioè l'unione tra i cromosomi Z 'giallo' e 'verde' più la presenza di geni recanti i Doppio Fattore blu.
Anche in questo caso l'unione di due cromosomi Z darà solamente individui maschi.
ARGENTO O BLU PASTELLO A DOPPIO FATTORE
L'argento si manifesta quando i geni codificanti il colore giallo del corpo si combinano con i geni del colore blu.
Il giallo impedisce al nero di manifestarsi, il blu invece inibisce i colori rosso e giallo, per cui la colorazione apparirà di un bianco opaco. Il viola del petto invece non ne risente.
 
 


                              
                                              
 


IL PADDA:  Esistono due correnti di pensiero: una classica che vuole queste specie appartenenti al genere Lonchura in quanto del tutto simili a questo per struttura e comportamento e una moderna che le vuole appartenenti ad un nuovo genere in quanto il P. oryzivora ha caratteristiche peculiari come la struttura anatomica del becco. A rafforzare la prima tesi c'è ilP. fuscata che presenta caratteristiche intermedie e potrebbe rappresentare l'anello di congiunzione tra le Lonchure e l'altro Padda che si è invece specializzato maggiormente. Il Padda Oryzivora, noto anche come Fringuello di Giava, uccello del riso di Giava, Padda o Padda comune, è un piccolo uccello Passeraceo. I luoghi di origine del Padda sono Giava e Bali dove è ancora presente in natura. Questo Fringuello estrildide è una specie stanziale che vive sulle isole indonesiane di Giava, Bali e Bawean. È un popolare uccello da voliera ed è stato introdotto in un gran numero di altri Paesi. Il Padda è lungo 17 cm compresa la coda. L'adulto è inconfondibile, con il dorso, petto e remiganti grigi, il ventre rosato, coda nera, testa nera con le guance bianche, l'anello oculare rosso, i piedi rosa e il robusto becco rosso. Entrambe i sessi sono simili, ma gli immaturi hanno il dorso bruno e il ventre e le guance bruno pallido. Il resto della testa è grigio scuro, invece che nero, e il becco è grigio con la base rosa.  Il nido viene costruito sui rami di un albero, piuttosto voluminoso e grossolano e vi vengono deposte da 3 a 8 uova. La coppia si alterna nella cova e dopo 17 giorni le uova si schiuderanno e usciranno dal nido dopo 4 settimane; i piccoli saranno comunque assistiti dai genitori per altre 3 settimane nelle quali torneranno durante la notte nel nido. In natura la sua alimentazione è costituita prevalentemente da Riso e semi di Bambù. Il Padda è un uccello molto gregario che si nutre soprattutto di granaglie e di altri semi. Frequenta le praterie aperte e le coltivazioni e nei tempi passati arrecava molto danno ai campi di riso, da cui il suo nome scientifico. Il Padda è considerato una seria minaccia dai coltivatori di riso. A causa sia della distruzione dell'habitat, e in alcune aree della caccia, il Fringuello di Giava è ora raro nel suo areale originario. Sulla Lista Rossa IUCN delle Specie Minacciate è classificato come vulnerabile e la CITES lo protegge in Appendice II. Viene allevato e riprodotto con successo in cattività come uccello ornamentale. L’alimentazione in cattività il riso ai Padda va dato crudo, si può tranquillamente dare quello per uso alimentare, ma va bene anche quello per i cani che è riso spezzato, cioè chicchi scartati dal confezionamento alimentare perchè rotti, quindi costa meno ed più facile da ingoiare, consiglio comunque di sceglierne un tipo con chicchi piccoli ed economico, oltre al riso consiglio di dare il misto per Esotici, misto per Ondulati di colore, misto per Canarini, Avena decorticata, pastone all'uovo e quando capita verdure e frutta. I Gould sono un pò spreconi, perchè gettano il cibo sul fondo e poi non lo mangiano, quindi se possibile bisognerebbe usare delle mangiatoie antispreco, amano molto fare il bagno e sono un pò rozzi, nel senso che sono robusti ma poco gentili, qualche beccata fra consimili ci scappa sempre. A mio avviso i semi più appetiti siano l'Avena e la Scagliola, infatti la miscela per i Canarini è molto apprezzata, mentre nel misto per Ondulati cercano proprio l'Avena!
Come pastone accettano di tutto, da quello all'uovo, a quello alla frutta, e persino quello per Insettivori, ma non è che abbiano grosse pretese è che sono onnivori! Apprezzano molto anche i semi Germinati.
 
 
 
                                                        Ecco come distinguere i sessi:
 
                                                     
                    Maschio                                                                                          Maschio
 
 
 
 
 
                                                     
                  Femmina                                                                                            Femmina
 
 
 
 
                                 
 
 

Per la riproduzione Non ho mai riscontrato alcun problema d'aggressività del maschi nei confronti della femmine. Il periodo riproduttivo iniziava dalla metà di settembre, sino alla fine di maggio, poi iniziavano la muta e si riposavano durante i mesi più caldi. Per la muta  bisogna mettigli a disposizione una vaschetta per il bagno, che loro fanno molto volentieri, e delle vitamine. Quando sarà ora bisogna mettergli il nido una cassettina, come quella per gli Ondulati di colore, e mettiamo a disposizione del materiale fili di iuta, striscioline di cotone, erba fresca, paglia, fieno, rametti di salice, fibre di sisal e di noce di cocco…da evitare l’ovatta. E mettiamo a disposizione Calcio e Sali Minerali. La gabbia è meglio che non sia troppo piccola, da un minimo di 50 cm in su, bisogna tenere d'occhio le unghie, che in questa specie hanno la tendenza ad allungarsi, quindi o si accorciano ogni tanto, o si fa in modo che almeno uno dei posatoi sia più grosso e ruvido, così da consumarsele, andrebbe bene anche un pezzo di ramo. Non ho mai riscontrato alcun problema d'aggressività del maschi nei confronti della femmine. Sono, uccelli sottoposti a regolamentazione C.I.T.E.S., quindi il consiglio che posso dare è quello d'indirizzarvi verso un allevatore serio al fine d'acquistare le vostre coppie riproduttrici. Le coppie vanno prese sempre giovani d'annata, così avrete risultati riproduttivi migliori. I maschi e le femmine sono quasi identici nell'apparenza, ma esistono diverse caratteristiche che permettono di distinguere il maschio dalla femmina. Come la maggior parte dei membri della famiglia dei Lonchura, i maschi cantano ed effettuano piccoli balletti. Il maschio, inoltre, presenta sulla parte superiore del becco un piccolo rigonfiamento e il colore alle estremità del becco è di un rosso più profondo. C’è chi dice che anche l'anello perioftalmico sia di un colore rosso più intenso ma quello del becco è più facile da osservare. Le differenze fisiche sono maggiormente visibili in un grande gruppo di uccelli piuttosto che in pochi esemplari. Malgrado la loro grande taglia (per essere Estrildidi) e il becco massiccio, i Padda sono uccelli pacifici, tuttavia a mio avviso è opportuno evitare di alloggiarli con volatili più piccoli.
Varietà: nell'allevamento amatoriale sono state selezionate numerose mutazioni di colore.
Bianco: completamente candido con occhi neri.
Pezzato: le varietà di base si presentano macchiate di bianco.
Feomelanico: testa e coda ruggine scuro, guancie bianche. Petto, dorso e remiganti beige. Ventre color nocciola.
Topazio: testa e coda marroni, guancie bianche. Petto, dorso e remiganti beige-grigio. Ventre color nocciola scuro.
Opale: testa e coda argento scuro, guancie bianche. Petto, dorso e remiganti argento chiaro. Ventre bianco sporco.
Pastello: agisce dimezzando l'intensità dei colori delle varie mutazioni che risultano diluiti.
Il richiamo consiste in un chip e il canto è costituito da una rapida serie di chipchipchipchipchipchip
Gli Anelli per la FOI bisogna usare il C (3,4mm), per l'AOE il J (3,3mm).
 
 
 
                                   
 
 
DIAMANTE DI BICHENO  (Taeniopygia bichenovii) 
 
Originario dell'Australia settentrionale, è anche chiamato Diamante gufetto (owl finch) per la somiglianza con il gufo data dal disegno dei colori della testa, è lungo 10 centimetri. In natura il Diamante del Bicheno, preferisce costruire il nido nei cespugli o in fitti arbusti, conferendogli una forma circolare e mettendo all’interno, un piccolo corridoio discendente. Le uova, generalmente 4 - 6, vengono covate dalla coppia con assiduità per 11-13 giorni ed i pullus allo stato libero, vengono alimentati con Semi Immaturi e piccoli Insetti. Per la riproduzione in cattività avviene durante il nostro inverno con temperature intorno ai 20 gradi. Notai che questi uccelli che sono molto instabili e paurosi. Nel senso che fanno e disfano il nido mille volte e quando lo fanno non è nemmeno un gran che dato che a volte capita che le uova cadano in un angolo non imbottito, inoltre quando depongono e covano le uova al minimo rumore escono dal nido, come già citato in media  depongono  5 - 6 covate per 2 settimane a stagione con l'ausilio in cattività di balie (Passeri del Giappone) ma possono fare molte uova anche 8-9 per covata tranquillamente, quando hanno i piccoli bisogna dare molte Spighe di Panico rosso e Tarme della farina che però vanno tagliate a pezzetti e loro ne succhiano l'interno, i piccoli i primi giorni crescono piano piano ma poi iniziano a chiedere a gran voce l'imbeccata. Se allevati con le balie non ci sono grossi problemi se si riesce a riconoscere maschio o femmina, in purezza la cosa è un po' più difficile. Una coppia può allevare con facilità anche per 3 covate all’anno.  Sono uccelli che piacciono molto consiglio a chi li vuole allevare di selezionarli per bene per avere qualche risultato positivo. Va bene il nido a cassettina (meglio se di plastica per igiene), che imbottisce con copioso materiale, adattandosi anche alla comune juta. Si alimentano con classico misto semi per Esotici semi di Scagliola, Miglio bianco, Panico, Niger e semi Prativi, fondamentale è l'osso di Seppia e Grit, non disprezzano gli Insetti quindi fornire anche qualche Tarma della farina, frutta e verdura. Come altri Esotici australiani anche il Diamante Bicheno (viene chiamato anche così) ama fare il bagnetto, è quindi consigliato fornirlo loro spesso.  Non fanno molto casino nel chiedere cibo, nulla a che vedere coi Mandarini. Ormai  questo uccello è abbastanza facile da fare, quasi perfettamente domesticato. Anche nel Diamante di Bichenow ho notato la facilità di vedere femmine con seri problemi nella deposizione, dalle uova con gusci molli o non completamenti formati fino alla ritenzione dell'uovo. Bisogna rimediare, con un trattamento pre-cova a base di Calcio Solubile in acqua, oltre ai classici osso di Seppia e Grit. È indispensabile che la femmina abbia a disposizione una buona dose di Sali minerali, gritt e ossi di Seppia, atti a favorire una buona formazione del guscio d’uovo. In mancanza, non sarà raro assistere a deposizioni con uova fragili o formate solo dal tuorlo, oppure, nei casi più gravi, veder debilitare l’uccellino per questa mancanza d’integrazione calcica. In gabbia si ciba ben volentieri al Pastone morbido all’uovo ed ai comuni Semi Germinati che si forniscono agli Estrildidi. Il Diamante del Bicheno è indole tranquilla e timida in relazione con gli altri uccelli si dimostra socievole, pertanto non crea problemi di convivenza all’interno delle voliere anche se ne sconsiglio la convivenza col Diamante Mandarino che risulta troppo territoriale; nel tempo può familiarizzare con l’allevatore non dimostrando alcuna paura dell’uomo. 
 
 
 
 
 
 
                                                       
 
 
 
 
 
 
 
 
IL  DIAMANTE  MANDARINO: (Taeniopygia (Poephyla) Ha una sottospecie: Taeniopygia guttata guttata o Diamante Mandarino di Timor che si presenta di taglia più piccola e con il petto con un'unica banda nera invece delle zebrature. È errore di molti Ornicoltori inesperti, chiamare questo uccello Bengalino nome che si riferisce in realtà, ad un altro estrildide che abita la zona del Sud-Est Asiatico e dell'India e che a differenza del Diamante presenta una livrea più scura e meno variegata. Abita le zone umide dell'Australia e l'isola di Timor, dove vive una sottospecie, il Diamante Mandarino di Timor. È stato inoltre introdotto in Portogallo ed in Italia. Il Diamante Mandarino, misura tra gli 8 - 10 Cm. Grazie alla sua robustezza e rusticità resiste anche a temperature inferiori agli 0 °C purché riesca a trovare un riparo da correnti d'aria e sbalzi di temperatura. Il disegno che nei maschi è costituito da due macchie di colore acceso (dal rosso terra di siena al rosa salmone, ma anche nero) sulle guance, da due lacrime nere che si conducono dagli occhi e dal petto striato di nero che degrada sui lati in fasce  di piume rossastre macchiate di bianco; il dorso è più scuro dell'addome. Negli esemplari di sesso femminile si mantiene il contrasto di tonalità tra dorso e addome e la lacrima dell'occhio mentre sono assenti il disegno della guancia, le zebrature del petto e i caratteristici fianchi picchiettati di bianco.  A partire da fine '800, da quando è stato introdotto in Europa come animale da compagnia, gli allevatori hanno individuato 19 diverse mutazioni che coinvolgono soprattutto le gradazioni di colore delle varie parti del piumaggio. Caratteristiche è la mutazione Guancia - nera, in cui anche le femmine mostrano il colore delle guance. Il Diamante Mandarino è un uccellino che si riproduce con facilità, anzi è l’ideale per chi vuole cominciare a coltivare la propria passione ornitologica. E’ un uccellino molto resistente sia al caldo che al freddo, ma quello che bisogna assolutamente evitare è di esporlo a correnti d’aria fredda, o a continui sbalzi di temperatura, che sono assolutamente dannosi alla loro salute. Evitiamo quindi di spostare la gabbia in continuazione da un luogo all’altro e di alloggiarla in luogo riparato ma areato. Ma attenzione sono facili di allevare ma a patto che si trovino in un ambiente tranquillo. La cova vera e propria avviene dopo la deposizione del 2-3 uovo, e possono arrivare a deporre fino a 8 uova nella stessa covata, e per questo motivo la schiusa delle uova non è contemporanea ma avviene ad 1 giorno di distanza l’una dall’altra. Quando nascono sono implumi, piccoli e di colore bruno. All’interno della gola hanno un particolare puttern, che permette ai genitori di identificarli come loro. Dopo circa 4 settimane abbandonano il nido, ed a 30-32 giorni è possibile separarli dai genitori dato che mangiano autonomamente. Anzi se non li si separa i genitori potrebbero attaccarli e scacciarli poiché devono prepararsi ad un’altra covata. Durante il mantenimento dei piccoli, le gabbia e accessori si devono tenere il più puliti possibile, in speciale modo il nido. I novelli possono essere separati dai genitori non prima del 30º giorno dalla schiusa. Mentre per la distinzione fra maschio e femmina è possibile dal secondo mese di vita. A mio avviso meglio separare il genitore più aggressivo, e tenere i piccoli con l'altro fino a quando non saranno completamente autonomi. Come già citato e non finirò mai di dire che in alcuni casi i genitori possono diventare aggressivi nei confronti dei figli, poiché tendono ad allontanarli violentemente una volta cresciuti, in modo da potersi preparare alla prossima covata. Oppure può accadere che il maschio, o entrambi i genitori, tolgano le piume ai piccoli per foderare il nido. La scelta del nido consiste: in quello classico a pera, a loro molto gradito ma poco funzionale per il controllo delle uova, dei nascituri e per la pulizia in generale; e quello a cassetta di plastica, apribile superiormente, ma a loro poco gradito. All’imbottitura del nido si fornisce alla coppia materiale (fibre di iuta,ovatta, fibre di cocco e paglia sterile) in modo da distrarla dal piumaggio dei novelli che, in certi casi, può essere temporaneamente rovinato anche in modo serio. Provvedono attivamente entrambi anche se di solito è il maschio che lo prepara a velocità record, per poi effettuare la sua danza di corteggiamento verso la femmina a cui seguirà l’accoppiamento. Per quanto riguarda la gabbia, qualcuno consiglia dimensioni minime di almeno 42x24x33 (cm), Io preferisco utilizzare le gabbie da cova, così posso selezionare le mutazioni che preferisco e li alloggio in comode gabbie da 90 x 40 x 44 cm. Una volta che le uova sono state deposte, è consigliabile togliere dalla gabbia il materiale rimasto inutilizzato, perché i genitori instancabili, potrebbero continuare a costruire il nido ricoprendo le uova. Mi raccomando i posatoi, devono essere della dimensione giusta e devono permettere come già citato una facile pulizia sia interna che esterna, è importantissimo. Dico anche interna perché può capitare che se la trascurate, internamente possano formarsi Acari, che attaccando i nostri amici potrebbero portare a conseguenze molto serie se non mortali. Per controllare basta guardare se sono presenti piccoli puntini rossi sui posatoi o quant’altro nella gabbia. Per fondo gabbia, consiglio tutolo di mais in vendita in tutte le uccellerie, o in alternativa lettiera specifica per Ondulati di Colore (si tratta di piccole pietrine). Assolutamente da evitare giornali o carta stampata, poiché i Diamantini sono amanti del becchettare tutto ciò che trovano sul fondo della gabbia e potrebbero ingerirne; l’inchiostro presente su di essa è tossico per i nostri piccoli amici. Un'altra cosa fondamentale è il bagnetto! Infatti amano l’acqua. Bisogna quindi fornire loro una vaschetta con acqua pulita, in cui loro si divertiranno a tuffarsi dentro e lavarsi. Cambiate l’acqua tutti i giorni. I Diamanti Mandarino posso Ibridarsi con altri soggetti della stessa specie, come i passeri del giappone, il diamante codalunga, diamante guttato, diamante fetonte e zebrato etc… L’alimentazione del Diamante Mandarino non è particolarmente critica; la normale miscela per Esotici di piccola taglia. A mio avviso è consigliabile adottare 2 diversi tipi di miscele in base al periodo dell’anno: Al normale mangime per Esotici aggiungo (5kg di mangime per esotici):1 kg di Scagliola; 2 pugni di risone vestito; 1 pugno di Perilla; 2 pugni di semi della Salute; 1 pugno di Avena decorticata.
Nel periodo invernale aggiungo: solo 1 pugno di Niger.
Oltre alla miscela di cui sopra non devono mai mancare: Osso di Seppia, Grit marino a base di gusci d’Ostrica triturato e durante il periodo riproduttivo Pastone. Quest’ultimo va somministrato sempre ma soprattutto durante la deposizione, la nascita e lo svezzamento dei piccoli, accompagnato da Pastone per Insettivori. Sono anche ghiotti di spighe di Panico rosso. Si può fornire anche rosso d’uovo sodo, bollito. Attenzione però che le uova provengano da allevamenti sani perché potrebbero essere state trattate con antibiotici. Per quanto riguarda le Verdure e la Frutta, vanno bene: Spinaci, Lattuga, Borsa di Pastore, Carota, Mela, Mandarino ecc.. Da evitare il Peperone e non somministrare assolutamente il Prezzemolo, che è tossico. Esistono inoltre preparati polivitaminici da somministrare nell’acqua o in polvere, “spruzzato” sui loro semi. Io consiglio la somministrazione solo in caso di patologia e mai per periodi superiori a 10gg consecutivi, poiché un eccesso di vitamine può causare più problemi che non una mancanza. Una dieta sana ed equilibrata, senza squilibri ed eccessi fornisca loro tutto ciò di cui hanno bisogno senza dover ricorrere a questi prodotti.
 
                                                   
                                                                     Le varie mutazioni......
Grigio:
Mutazione di carattere genetico “dominante”. È la principale livrea del diamante mandarino. Il maschio presenta il corpo grigio, ventre bianco, gola zebrata con fascia terminale nera, segni neri sotto l’occhio e a fianco al becco diviso da uno spazio bianco. Guance arancioni, fascia sotto l’ala marrone con pallini bianchi, coda nera a scacchi bianchi. La femmina presenta il corpo grigio, il ventre e la gola beige, i segni neri nel capo con lo spazio bianco e la coda a scacchi bianchi sul fondo nero. Su questa linea è possibile sostenere qualsiasi mutazione.
 
Guancia nera:
Mutazione di carattere genetico recessivo”. E’ una mutazione che come il petto nero colpisce le eumelanine. Nei maschi il colore delle guance anziché essere color arancio è nero, idem per i fianchi che sono neri con pallini bianchi, mentre la femmina si distingue dalle normali solo per la presenza delle guance di colore nero come il maschio.
 
 

Faccia nera:
Mutazione di carattere genetico “dominante”. Questa mutazione provoca nei maschi il cambiamento di colore della zona tra le due strisce dell’occhio e del becco che anziché essere bianca è nera diventando un tutt'uno con la striscia dell’occhio e del becco, la barra del petto deborda in buona parte verso il ventre e le piume del sottocoda sono screziate di nero. Nella femmina invece l’unica differenza dell’ancestrale è il colore tra la striscia dell’occhio e del becco che anziché essere bianca è grigia. 

Petto nero:
Questa mutazione è di carattere genetico “recessivo”. E’ una mutazione che colpisce le eumelanine del petto, espandere la banda nera del petto fino all’attaccatura inferiore del becco, elimina le strisce dell’occhio, i pallini dei fianchi diventano di forma ovale, il disegno della guancia si allarga leggermente, ed il disegno della coda anziché essere a quadrati e di base crema con striscia nera che corre lungo la rachide. Invece nella femmina viene a mancare la striscia dell’occhio ed il disegno della coda diventa come scritto prima per il maschio. 

Bruno:
Mutazione a carattere genetico “legato al sesso”.Nel bruno si ha la non completa ossidazione delle eumenaline.La struttura delle eumenaline si modifica (da forma di bastoncello ad una più ovalizzata);la colorazione da grigia diventa bruna e non vi è la possibilità di manifestare il colore nero nel fenotipo.Infine il bruno presenta le stesse caratteristiche del grigio come disegni,variando, quindi,solo nel colore.
 
 

Dorso chiaro:
Mutazione di carattere genetico “legato al sesso”. Questa determina una parziale riduzione della melanine contenute nelle barbe e barbule delle piume del mantello. In questa mutazione si denotano differenze che colpiscono entrambi i sessi che però mantengono invariati i disegni distintivi. Il capo e la nuca sono di colore grigio perla, sulla cervice è presente una leggera picchettatura scura e il dorso e le ali sono di colore crema scuro uniforme sfumato di grigio, la differenza fra capo- nuca e dorso- ali deve essere netta. 

Mascherato occhi rossi:
Mutazione a carattere genetico “legato al sesso. Questa mutazione determina una fortissima riduzione delle eumelanine. Il corpo diventa color crema, tutti gli altri segni rimangono immutati anche nella femmina, scolorendo di poco . I piccoli nascono con gli occhi rossi ma poi diventano neri crescendo.
Mascherato occhi neri:
Mutazione a carattere genetico “legato al sesso. Questa mutazione determina una fortissima riduzione delle eumelanine. Il corpo diventa color crema, tutti gli altri segni rimangono immutati anche nella femmina, scolorendo di poco. La coda invece non rimane nera ma scolorisce diventando di un bel grigio perla.

Pinguino:
Mutazione a carattere genetico “recessivo”. Questa mutazione determina la riduzione dell’eumelanina in alcune zone ed in minima parte delle feomelanine. Nei maschi di questa varietà la striscia dell’occhio, del becco, del petto e del codione è assente. Capo e nuca sono di colore grigio, dorso ed ali sono di colore grigi con le penne delle ali che presentano l’orlo depigmentato, ed il disegno della coda è di colore grigio/bianco a quadri alterni (deve essere sempre visibile e regolare). Queste descrizioni valgono anche per le femmine che però, ovviamente, non presentano il disegno della guancia e dei fianchi. 

Petto arancio:
Mutazione a carattere genetico “recessivo”. In questa mutazione nei maschi le eumelanine delle strisce dell’occhio, del petto, del becco, del codione e della coda sono sostituite dalle feomelanine, e la stessa cosa vale per le femmine che però non presentano ne la striscia dell’occhio ne la striscia del becco. 
 

Diluito:
Mutazione a carattere genetico “dominante”. Questa mutazione determina una forte riduzione delle melanine (eu e feo) contenute su tutto il piumaggio, trasformando il comune grigio in grigio argento, i disegni distintivi grigio chiaro, e nel caso dei maschi il disegno della guancia in bianco crema e dei fianchi in crema arancio chiaro con pallini bianchi. 


Ino:
Mutazione a carattere genetico “sessolegato recessivo”. Questa mutazione determina una tale riduzione delle melanine (feo e specialmente eu) da fare apparire il corpo bianco e gli altri segni distintivi scoloriti.
 
 

Becco-giallo:
Mutazione a carattere genetico “recessivo”. Il soggetto deve presentare il becco e le zampe rispettivamente di colore giallo e giallo chiaro. I disegni ed il colore sono i medesimi richiesti per le varietà abbinate al becco-giallo.


Pezzato:
Mutazione a carattere genetico “recessivo”. Questa mutazione conserva come standard di base quello del D. M. grigio, o nelle varietà in cui viene introdotta, dove però tutti i disegni devono essere interrotti da pezzature di colore biancocce devono essere simmetriche e coprire piu o meno il 50% dell’intero piumaggio.

Isabella:
Mutazione a carattere genetico recessivo.Questa mutazione tende ad eliminare tutte le eumelanine presenti nel piumaggio compreso i disegni distintivi, quindi nella mutazione isabelle è presente solo la feomelanina. Un buon soggetto isabella deve avere una buona uniformità nel colore del piumaggio che è di colore crema nella femmina, senza alcun disegno nella femmina e di colore crema anche nel maschio che mantiene però il disegno della guancia e del fianco. Nell’Isabella è impossibile sapere se la livrea è bruna o grigia.
 
 
Bianco:
Mutazione a carattere genetico “recessivo”. Questa mutazione non ha alcun disegno ed il colore del piumaggio è totalmente bianco. Il maschio e la femmina si distinguono dal colore del becco che nel maschio è piu acceso. 

Guancia:
Mutazione di carattere genetico “dominante”. Questa mutazione provoca una forte riduzione della melanina sia nel maschio che nella femmina. I maschi scoloriscono un po’ il colore della guancia, dei fianchi e del petto, perdendo le zebrature del petto, del codone e della coda. La femmina invece è bianca crema con sole strisce dell’occhio e del becco presentando anche la guancia di colore grigio
Ciuffato:
Mutazione di carattere genetico "dominante". Questa mutazione permette l'apparizione di un grazioso ciuffo circoncentrico sul vertice del soggetto.
 
 
2) Da qui iniziano le specie allevate dell'amico Mark.......
 
 
 
  AMADINA A TESTA ROSSA (AMADINA ERYTHROCEPHALA)
 
 
                                                 
 
 
 
Fra gli astrildidi che destano sempre interesse quando si ha l'occasione di esaminarli esposti ad una mostra o presso qualche allevatore di uccelli esotici, l'Amadina a testa rossa pur non avendo piumaggio tra i più appariscenti riscuote particolare attenzione essendo un uccello non molto comune alle esposizioni, poco studiato ed allevato, che però potrebbe riservare all'appassionato notevoli soddisfazioni. Specie appartenente alla famiglia degli Astrildidi Estrildidue ed originaria del continente africano, proviene dalle regioni interne ed occidentali del Sud Africa dove la si incontra sino nei territori costieri dell'Angola. Simile al Gola tagliata Amadina fasciata se ne differenzia, a parte le altre caratteristiche, soprattutto per le maggiori dimensioni (lunghezza cm 14). Il maschio presenta capo e gola di colore rosso, dorso bruno-grigio, ventre bruno con toni rossastri tenui e con una barratura trasversale bianco-nera sulla punta di ciascuna penna, becco di colore corneo rosato. Nella femmina è assente la colorazione rossa del capo e della gola, mentre per il resto è simile al maschio ma con una tonalità più chiara su cui risultano più marcate le striature. Nel paese d'origine la specie si è partico]armente adattata alle zone più aride spostandosi, a parte il periodo riproduttivo, nelle vicinanze delle piccole sorgenti dove possibile reperire sementi di erbe selvatiche che ne costituiscono il principale alimento. Per la riproduzione, legata come gli altri abitanti delle zone aride alle situazioni metereologiche, approfitta del periodo delle piogge per procedere alla nidificazio- ne, dato che solo in questa circostanza ha la possibilità di alimentare i propri piccoli. Uccello piuttosto rustico è fra quelli che si adattano ai fori delle muraglie o alle cavità degli alberi, oppure si insedia nei nidi appartenenti ai Passeri repubblicani (Philetairus socius) inserendosi nelle loro comunità dove, approfittando della notevole socievolezza di questi, è facile trovarlo in camerette affiancate a covare con loro. Non è certo molto esigente in quanto si limita ad un rinnovo generico del rivestimento interno ed al massimo restringe il foro d'accesso. Le uova, deposte in numero variabile da 3 a 5, sono di colore bianco pallido, covate in prevalenza dalla femmina sostituita solo nelle assenze dal maschio che le fà compagnia nel nido durante la notte. L'incubazione si protrae per 13 giorni e i piccoli alla schiusa sono molto simili a quelli del Gola tagliata: hanno pelle scura, largo becco con vistoso bordo bianco, disegno interno delle fauci costituito da punti bianchi che servono ad individuare il becco e ad identificare la specie nel buio dei "meganidi" dei Passeri repubblicani o nelle cavità in cui il nido è posto. I giovani raggiunta l'indipendenza si radunano in folti gruppi come molti altri granivori africani, seminando distruzione quando nelle loro migrazioni giungono in prossimità di zone coltivate. In cattività è di difficile reperimento forse per lo scarso successo che gode tra gli allevatori non avendo "mantello" adatto per fare mercato; certamente però a torto in quanto essendo specie resistente si adatta bene particolarmente se alloggiato in gabbia medio-grossa o meglio ancora in ampíe voliere fornite di abbondante vegetazione, dove per altro reca notevole disturbo, avendo, come già accennato, l'abitudine di occupare i nidi altrui. L'alimentazione dell'Amadína a testa rossa non presenta particolari difficoltà: è sufficiente un buon misto per esotici, spíghe di panico, osso di seppia, salí minerali e l'immancabile grit. Apprezzata qualche larva di Tarma della farina e, nei soggetti da più tempo in gabbia, ho notato una predilezione per i semi immaturi di erbe comuni in particolare Tarassaco (dente di leone). Nel caso di uccelli in possesso di allevatori, che manífestino evidenti segni di forma amorosa con l'intenzione di nidificare, conviene fornire alla coppia un nido a cassetta con foro d'ingresso rotondo, in precedenza già imbottito per metà con erba essiccata. Le dimensioni variano da 8,5 cm per il peso di 8 g della specie più piccola (Estrilda troglodytes) ai 17 cm e 28 g della più grande (Padda oryzivora). La colorazione può essere composta solamente da melanine, lipocromi o dalla combinazione dei due pigmenti. Il periodo della riproduzione va da settembre ad aprile, in questo periodo si formeranno le coppie che costruiranno insieme un nido di forma per lo più sferica e piuttosto rudimentale con erba e peli di animali; le femmine deporranno a seconda della specie 3-10 uova e la prole sarà allevata da entrambe i genitori. Questa famiglia ha per caratteristica il fatto che i maschi delle varie specie fanno una danza tenendo nel becco per un'estremità uno stelo di paglia, anche se ormai in cattività questa abitudine tende a scomparire.
 
                                                                  Esperienza.........
 
Ecco la mia esperienza, mi è stata chiesta dal grande amico Antonio, sono contentissimo di mettere la mia esperienza in questo sito per poter aiutare a crescere chi volesse allevare queste specie citate.  Dalla mia esperienza con questa specie posso dire che sono uccelli vivaci, molto interessanti, allegri compagni. Sono di facile allevamento, divertenti, e resistenti. Sono tranquilli e possono vivere in una zona abbastanza piccola, si possono allevare pure in appartamento. Il cibo deve essere fornito ogni giorno e l’acqua deve essere sempre fresca.  L’alimentazione va arricchita particolarmente quando il tempo è freddo o durante la loro muta. I supplementi sono molto importanti e possono essere messi in una mangiatoia e ruotati per varietà. Per le proteine, è cosa buona da dare sono gli integratori alimentari come per esempio uova, latte pane inzuppato di grano integrale, insetti come vermi e moscerini e della frutta. L’olio di fegato di Merluzzo da vitamina D ottimo per gli uccelli che non hanno la luce diretta del sole. Il grit con carbone è essenziale per aiutare la digestione e contiene preziosi minerali. Fornire l’osso di seppia, perché ricco di calcio, per la pulizia del becco, e l’osso di seppia aiuta anche i nostri amici nella digestione.  Bisogna dare pure spinaci, carote, crescione, tarassaco, lattuga,  mela e pera. Non sarebbe male dare anche semi con miele, frutta e verdura. È inoltre possibile aggiungere vitamine e minerali solubili in acqua. Mettere un bagno almeno una volta alla settimana e ogni giorno durante il periodo estivo. La gabbia deve essere di almeno (30 cm x 45 cm)  per una coppia, hanno bisogno di spazio per i voli brevi. Tenere la gabbia lontano da porte e finestre, dove l'esposizione diretta alla luce solare può rendere eccessivamente caldo. Le temperature medie durante il giorno può variare da tra i 60 gradi a 70 gradi, con temperature notturne fino a 40 gradi. La gabbia dovrebbe essere coperta durante la notte per evitare correnti d'aria. Per la riproduzione generalmente la femmina dovrebbe avere almeno un anno di età e il maschio non deve avere più di cinque anni. Sia il maschio che la femmina devono essere molto ben nutriti e in ottima salute. 
Non finirò mai di consigliare di dare proteine, calcio e vitamine A e D.  
La stagione riproduttiva come avviene con tantissimi uccelli  inizia con l'arrivo della primavera. Per quanto riguarda i nidi si possono mettere a disposizione sia quello  aperto di vimini, sia il nido a cassetta o un tipo di erba chiuso e lasciare alla coppia la decisione di quale nido scegliere. Come materiali per i nidi, bisogna mettere a disposizione erba, piume, o preparati commercialmente. Come avviene per molti Fringillidi la femmina deporre un uovo al giorno. Le uova si schiudono a circa 12 a 16 giorni, i giovani lasciano il nido a circa tre settimane, con lo svezzamento fino a prendere un altro mese. Come già citato sono uccelli molto resistente, ma questo non significa che non possono avere delle patologie, quasi tutte le malattie possono essere ricondotte a una dieta scorretta, gabbie sporche, ecc….  Alcuni segni di malattia sono: occhi chiusi, le piume arruffate, la mancanza di appetito, respirazione irregolare, mantengono la testa nascosta sotto la sua ala, ecc….Se vedete questi segnali consiglio di  prendere l'uccello  e portarlo da un veterinario aviario per la diagnosi e il trattamento.
 
 
 
 
 
 
                                        Diamante quadricolore (Erythrura prasina)
 
 
                                              
 
 
I Diamanti quadricolori sono originari del sud-est asiatico. La specie tipica, prasina, vive in natura in Tailandia, nord e centro del Laos e Malaysia fino a Sumatra e Giava. La sottospecie coelica, è presente nel Borneo. Comune, abita le macchie, le risaie, le foreste fino a 1500 metri d’altitudine sempre però in presenza di fonti d’acqua. Gregario, a volte in stormi numerosi, frequenta i dintorni delle fattorie soprattutto quelle nelle quali è coltivato e lavorato il riso del quale si nutre. Apprezza anche i germogli del bambù ed i semi immaturi delle graminacee. La specie presenta un evidente dimorfismo sessuale. Il maschio ha pileo, nuca, dorso e ali di colore verde erba, fronte guance e gola di un bel blu elettrico, petto e ventre di color camoscio. II becco e le zampe bruno-grigio, le timoniere centrali della coda sono molto allungate. La femmina non presenta il blu della testa e l’addome è color ocra. In genera  comunque ha tutti i colori del piumaggio più sbiaditi. I giovani somigliano alle femmine, ma con il becco più chiaro. La sottospeciecoeltica si differenzia perché nel maschio il blu della testa si estende a tutto il petto e nella femmina le stesse zone del corpo sono di colore grigio azzurrino. Il richiamo è simile a quello dette altre Erythrure. Il canto è simile a quello del Diamante bamboo (Erythura hyperythra), anche se con note più squillanti. La riproduzione di questa specie richiede un po’ di attenzione, prima dì tutte l’adeguatezza delle attrezzature. Una voliera interna la temperatura non deve scendere sotto i 16° nonché la presenza di più coppie sono consigliabili. Affinché la riproduzione proceda positivamente è necessario che la muta prenuziale il diamante quadricolore muta due volte l’anno, in primavera ed in autunno avvenga in modo equilibrato. Una volta deposte, le uova sono covate per circa 14 giorni. I genitori hanno la tendenza ad abbandonare i piccoli circa dieci - dodici giorni dopo la nascita, è pertanto utile avere a disposizione qualche coppia di buone balie consiglio i Passeri del Giappone.  Per quanto riguarda l’alimentazione il riso è necessario. Nonostante ciò, la base dell’alimentazione è composta da una buona miscela di semi per Esotici con più percentuale di scagliola e panico, in una mangiatoia a parte un po’ di frutta e di legumi. I semi germinati e quelli immaturi sono ottimi.  Gli insetti nel periodo riproduttivo non sono necessari. Il Diamante quadricolore ha la tendenza ad ingrassare e per  tale motivo è bene limitare l’apporto di pastone all’uovo e favorire il volo all’interno della voliera.                                 
 
                                                              Esperienza........
  
Ho avuto l'opportunità di mantenere e allevare questa specie. Questi uccelli vengono alimentati con i semi citati. Come già citato hanno mostrato alcun interesse per il cibo vivo.  Invece ho notato che consumano  grandi dimensioni di pastone all’uovo .  Entrambi i sessi, fanno la muta due volte all'anno. Il ciclo di muta deve coincidere per loro con il periodo di preparazione della coppia per prepararsi poi all’accoppiamento. Ciò può essere ottenuto separando i gruppi di maschi e femmine e poi l'accoppiamento degli uccelli quando hanno completato la muta. Io attualmente a casa li tengo in una voliera all'aperto.  Hanno scelto di nidificare in grandi nidi di vimini. Questi sono attaccati con il filo e sono nascosti con pannello. Il materiale di nidificazione di scelta è in fibra di cocco Riproduzione Il nido di forma sferica foderato con fibre di cocco viene costruito su dei tronchi; al suo interno vengono deposte 4-6 uova che verranno covate da entrambe i partner per 15 giorni circa Descrizione Esiste dimorfismo sessuale: il maschio si presenta con un'estesa maschera facciale blu cobalto, dorso verde coda rossa e ventre giallo-arancio; la femmina si presenta con maschera meno estesa e ventre verde. Le dimensioni: maschio 15 cm e femmina 12 cm compresa la coda.
 
Accoppiamenti per anno: 3; uova: 3-6;  incubazione: 13 a 14 giorni ;  uscita dal nido: 21 a 23 giorni;  indipendenti: giorni 28;  lunghezza: 5-6 pollici (13 a 15 cm). 
 
Identificazione del Maschio: la fronte, lati della testa e della gola è blu cobalto. Il piumaggio nuca e la schiena è verde. Le penne delle ali sono bruno nerastro. La groppa e piume della coda centrale sono di colore rosso. 
 
Femmina: è meno colorata e manca molto alla colorazione blu nella maschera viso e ha una coda più corta.
 
 
 
 
 
 
                                                                         Erythrura
 

                                                


Erythrura è un genere appartenente alla famiglia degli Estrildidi. Sistematica Questo genere comprende le specie : Aspetti morfologici Uccelli di piccole dimensioni dai colori sgargianti, infatti diversamente dalle Lonchure di cui sono parenti stretti la loro livrea è costituita da pigmenti lipocromici (Lipocromi) responsabili dei colori rosso, verde e giallo e melanine rifragenti (viola, turchese e blu).
Il genere Erythrura è presente principalmente in Malesia e Australia. Sono prevalentemente granivori, si nutrono di semi di erbe prative e di graminacee (Miglio, Scagliola, Panico) e fruttivori (Ficus vitiensis) ma occasionalmente possono nutrirsi anche di insetti (termiti volanti) Per quanto riguarda la  riproduzione il periodo della riproduzione è legato ai monsoni che con la pioggia garantiranno vegetazioneè un genere appartenente alla famiglia degli Estrildidi. Questo genere comprende le specie: Aspetti morfologici Uccelli di piccole dimensioni dai colori sgargianti, infatti diversamente dalle Lonchure di cui sono parenti stretti la loro livrea è costituita da pigmenti lipocromici (Lipocromi) responsabili dei colori rosso, verde e giallo e melanine rifragenti (viola, turchese e blu).
Il maschio durante il corteggiamento si esibisce nel "rituale del filo d'erba" cioè una caratteristica danza con oscillazioni del capo tenendo un filo d'erba nel becco come offerta per la femmina. Purtroppo la colonizzazione da parte dell'uomo di questi territori Indopacifici ha messo a dura prova l'esistenza di queste specie che si sono dovute adattare; L'uomo a disboscato per coltivare tali areali e vi ha introdotto nuovi predatori specialmente gatti e topi. Comunque dato il loro fascino sono allevati in tutto il mondo in cattività.
        
                                                 
                                                                        Esperienza...........
 
 
                                  IL DIAMANTE PAPPAGALLO.

                                       

 
Il Diamante Pappagallo (Erythrura psittacea), E’un uccellino di modeste dimensioni, fra i 12cm e i 13 cm di lunghezza, forme armoniose e piumaggio aderente al corpo e serico, con una colorazione decisamente vivace e con uno sfondo verde brillante molto intenso su tutto il corpo, tranne che nelle zone dell’alto petto e della testa dove spicca uno splendido cappuccio rosso. Lo stesso colore rosso si trova anche su tutta la lunghezza della coda fino all’attaccamento della stessa al corpo. Questi disegni, nei soggetti altamente selezionati sono molto estesi e hanno dei contorni netti e ben definiti.  E’ un bellissimo rappresentante della vasta famiglia degli Estrildidi, in particolare del genere Erythrura, cioè i cosiddetti diamanti di foresta. Infatti assieme  al diamante di Kittlitz, al diamante di Tanimbar, al diamante Coloria, al diamante di Peale, al diamante bambù,e ad altre specie non presenti in cattività forma questa omogenea branca degli estrildidi, come già citato caratterizzati dal colore di fondo verde, dalle ali corte per volare nel fitto delle foreste pluviali e da varie parti colorate della testa e della coda che caratterizzano ciascuna specie. Il dimorfismo sessuale è poco accennato, il maschio in età adulta ha intorno alla cloaca alcune piumette rosse che sono anche segno distintivo della differenza di sesso in questa specie. Altre differenze tra i due sessi sono il colore generale solitamente più intenso nei maschi, con maggiore estensione delle zone rosse rispetto alle femmine. Il becco e’ di colore nero corto e tozzo, tipico dei piccoli granivori. Le zampe sono rosa scuro solitamente poco squamose, soprattutto nei soggetti più giovani. Infatti le femmine si distinguono dai maschi per una maschera più piccola, per i colori meno brillanti in generale , per il sopraccoda meno rosso e se ci troviamo con animali in estro, i maschi cantano molto e  come già citato si differenziano anche per aver la cloaca sporgente un po’ come i canarini maschi, cosa che non troviamo in molti altri estrildidi. Con animali giovani però, il sessaggio risulta arduo, in quanto non si notano quelle differenze che si possono avere solo in esemplari adulti. Il diamante pappagallo è endemico dell’isola della Nuova Caledonia, al largo delle coste australiane nell’Oceano Pacifico, infatti come si diceva innanzi è un animale che predilige le zone boschive tipiche di quest’isola, anche se chiaramente di frequente si trova anche nelle radure e nei campi coltivati dove si nutre anche di coltivazioni tipo il riso e altri cereali. Il Diamante Pappagallo e’ un uccellino che non richiede un’alimentazione particolare, solitamente un buon misto per Esotici con aggiunta di scagliola e grani di panico è più che sufficiente per mantenerlo in buona salute.
 
 
Ovviamente oltre al misto ci vuole un buon pastoncino non troppo grasso né secco, grit sempre a disposizione come anche l’osso di seppia come integratore di calcio soprattutto per le femmine. Se lo si abitua con pazienza mangia un po’ tutte le verdure e la frutta, cosa molto utile soprattutto in estate per recuperare vitamine e sali minerali persi per il caldo. Almeno una settimana al mese bisogna fornire le classiche vitamine idrosolubili per mantenerlo sempre in buona forma. 
 
Comunque anche se non è abbondante , per fortuna non è ancora in pericolo di estinzione, dato la scarsa presenza umana ed il territorio naturale ancora per la maggior parte intatto. In cattività è ormai ben presente con ceppi domestici di parecchie generazioni dato che come molti altri esotici di origine australiana, non viene più catturato per l’esportazione di soggetti vivi dai lontani anni sessanta. Nonostante questo la sua indole vivace ed irrequieta non lo rendono così adatto alla gabbia come il suo parente diamante di Gould, che possiamo ben definire uccello domestico a tutto tondo. Il diamante pappagallo ama molto fare il bagnetto, per mantenere sempre in ottima il soffice piumaggio verde e rosso. Di indole molto vivace ma docile convive tranquillamente con altre specie in voliera, ma durante il periodo della riproduzione e’ meglio dividere le coppie per evitare che si disturbino a vicenda.
 
Se tenuto in gabbie da cova le dimensioni minime consigliabili sono 55 cm di larghezza in modo da permetter loro un adeguato movimento; nel caso di sistemazione in gabbie troppo anguste il maschio tenderà ad ingrassare facendo poi fatica a fecondare la femmina. Grande amante dell’acqua non deve mai mancare, soprattutto d’estate, la vaschetta per il bagno. 
 
E’ senz’altro un uccello pacifico, adatto anche a voliere miste di esotici, ma non è facile far convivere parecchi maschi, che tendono un po’ a litigare per il territorio ed il possesso delle femmine, ciò nonostante questi scontri non portano mai alla morte del soggetto più debole, ma semmai ad una  deplumazione della zone della nuca. Come esperienza di allevamento posso consigliare di provare ad allevare questa stupenda specie a tutti gli allevatori di esotici che vogliono cimentarsi in specie meno comuni del mandarino, del Gould o del coda lunga. I risultati anche se numericamente inferiori come soggetti, saranno però ricompensati dalla soddisfazione di aver riprodotto un animale così bello e dal comportamento così interessante e vivace. Come tutti gli uccelli esotici dell’emisfero australe il periodo riproduttivo di questa specie corrisponde al nostro inverno, anche se ormai i soggetti presenti negli allevamenti europei sono tutti nati in cattività da generazioni e per questi la regola ha meno valore…
 
Con adeguati accorgimenti si riescono ad avere deposizioni sia in primavera molto inoltrata che a fine estate. Per sperare di avere dei buoni esiti riproduttivi bisogna partire da soggetti totalmente maturi , sani ed in perfetta forma. Si dovrebbero sistemare i due soggetti da accoppiare in una gabbia con divisorio, in modo che si conoscano e che si accettino a vicenda; dopo un paio di settimane si toglie il separé e si controlla che i due vadano d’accordo.
 
Una decina di giorni dopo aver unito i due partners si può mettere il nido, solitamente a cassetta in plastica o legno classico per esotici. Assieme al nido mettere del materiale per la costruzione dello stesso. Per esperienza personale i materiali perfetti per questo piccolo Esotico sono le fibre di cocco o il fieno ben secco, mentre la juta viene ignorata, forse per via della non rigidità delle fibre.
Il maschio del Diamante Pappagallo solitamente e’ un ottimo architetto, crea nidi molto complessi e ben intrecciati, normalmente a palla con ingresso con foro anteriore, tanto che è difficoltoso riuscire a vedere la camera di cova senza scostare alcune fibre del nido. Se la coppia è affiatata e in forma le uova non tarderanno ad arrivare, solitamente da 3 a 5 uova deposte una al giorno, di discrete dimensioni (molto simili a quelle del Diamante guttato) e di un colore bianco rosa molto caratteristico. La cova, della durata di 13 giorni, spesso parte subito dal primo uovo e può essere utile, nel caso si cerchi di realizzare la riproduzione in purezza, la sostituzione delle uova con quelle finte. La riproduzione in purezza comunque non e’ molto semplice, come spesso accade per la maggior parte dei piccoli esotici più rari e poco allevati. Se si volesse cercare di seguire questa strada la coppia va messa in una zona molto tranquilla e riparata dell’allevamento, riparando con delle finta frasche parte della gabbia dove c’è il nido ed evitare di disturbare spesso i riproduttori. Al termine della cova, solitamente effettuata dalla femmina ma aiutata anche spesso dal maschio, nasceranno i pullus, totalmente nudi, piccolissimi e con macchie iridescenti molto simili a quelli presenti anche nei pullus di Diamante del Gould. Per invogliare i genitori all’imbeccata dei piccoli si può mischiare delle tarme della farina o piccoli insetti nel pastoncino, che così diventerà particolarmente nutriente facendo crescere in fretta i pullus. Nel caso invece che si vogliano utilizzare delle balie per la cova e l’allevamento dei pullus, basta affidarsi a delle buone coppie di balie, siano esse Passeri del Giappone o Diamanti mandarini Ancestrali. I pullus, una volta nati, cresceranno molto in fretta e già tra i 17 e i 19 giorni di vita cominceranno ad avventurarsi fuori dal nido. Una curiosità, intorno agli 8/9 giorni di vita i novelli cominciano a fare una specie di sibilo molto caratteristico quando si mettono le mani nel nido per la consueta ispezione giornaliera. I novelli usciti dal nido hanno una livrea con colore uniforme verde su tutto il corpo con già un velo di rosso nelle zone che poi si coloreranno completamente di rosso rubino. Il becco dei novelli sui 20 giorni è a due colori, parte superiore nera e parte inferiore gialla, mentre le zampe sono rosa carnicino. Solitamente si riesce ad avere 2 o 3 deposizioni per stagione; far deporre più volte la femmina in una stagione porterebbe ad un suo deperimento precoce con rischio di morte per debilitazione. Infatti mentre per la cova in genere i Diamanti Pappagallo non hanno problemi, possono invece insorgere cattive sorprese alla nascita dei piccoli, cioè piccoli scaraventati dal nido, oppure non nutriti fin dalla nascita o dopo qualche giorno in cui le cose sembravano procedere per il meglio. Questo lo dico specialmente per chi alleva in gabbie da batteria, dove è facile che gli animali si stressino o si spaventino per poco o niente, dato che ancora non sono affatto domestici come altri esotici più comuni. In voliera è probabile, ma non ne ho la prova diretta che invece riescano a portare a buon fine da soli l’allevamento dei piccoli, specie se nutriti con pastone altamente proteico e anche prede di tipo animale, in particolar modo le tarme della farina, di cui sono molto ghiotti. Sia chiaro che in voliera è meglio tenerli con specie non invadenti tipo il mandarino, altrimenti anche se volessero non riuscirebbero a riprodursi dato che i nidi sarebbero già tutti occupati. Come tutti gli altri esotici adorano la spiga di panico appesa alla gabbia, che non deve mai mancare come pure i sali minerali e il carbone vegetale in linguette portasali. In cattività oltre al tipo ancestrale, sono presenti due  mutazioni : la verdemare e la pezzataLa prima è tipo la pastello del Gould, al posto del rosso della maschera vi è un arancio  salmone, mentre il verde smeraldo dell’ancestrale vira in un verde acqua cioè un verde più smorto e con un certa percentuale di azzurro , da cui appunto la nomenclatura della mutazione verdemare. La seconda è la pezzata, dove per l’appunto vi sono delle penne lipocromiche gialle che prendono parzialmente il posto di quelle verdi. In genere quando nascono i soggetti pezzati lo sono poco o nulla, ma col tempo e negli anni via via cresce l’intensità della pezzatura e l’animale si presenta con gli anni sempre più giallo. Questo fatto lo accumuna con la famosa razza estinta dai canarini inglesi Fancy, che nascevano scuri e che poi con la muta prendevano il caratteristico piumaggio giallo con le ali nere. E’ un peccato che non siano ammessi alle esposizioni come tutti gli altri soggetti pezzati, perché probabilmente se si potessero esporre , la selezione di questa mutazione sarebbe più approfondita e non è escluso che col tempo si arrivi ad animali totalmente gialli e rossi, che sarebbero senz’altro molto appariscenti. Concludo ribadendo la mia soddisfazione nell’allevare e poter osservare questi piccoli splendidi uccelli, che allietano sia col canto, che col loro dinamismo  e soprattutto con la loro bellezza i nostri allevamenti, dobbiamo infatti fare di tutto perché in Italia vi sia sempre un ceppo forte e cospicuo di questi soggetti, dato che ormai anche se lo volessimo non si potrebbero più importare dal paese d’origine, visto il blocco totale delle importazione d’esotici nel nostro paese. 
 
NB: Essendo un uccellino che non ha ancora conosciuto una distribuzione capillare nei vari allevamenti, le mutazioni riconosciute e fissate sono poche e tutte di standardizzazione recente:
 
- Ancestrale (verde erba brillante con zone rosse)
 
- Verde Mare (verde mare con zone arancione, mutazione SESSOLEGATA)
 
- Pastello (verde sbiadito con zone di rosso spento, mutazione RECESSIVA)
- Panaché o Arlecchino (verde con pezzature giallo brillante su tutto il corpo zone rosse, mutazione DOMINANTE)
 
 
 
                                                         
 
 
 
 
 
                                                             3) Esperienza di Alessio....................
 
 
Allevare, una passione che coinvolge e travolge persone di qualsiasi età come  Alessio, un adolescente di 14 anni che ha un allevamento di uccelli. Ha iniziato con qualche coppia di Canarini, e a mano a mano  si  è innamorato di altri volatili più GRANDI: i Pappagalli,  e di altri uccelli. Oggi  alleva Fringillidi,  Pappagalli e Quaglie di tutti i tipi. Questi uccelli vivono in gabbie spaziose.  Li nutre in modi diversi a seconda delle stagioni; dando loro  frutta e verdura come lattuga ed altro.  Per esempio durante il periodo di cova somministra  pastoni  specifici all’uovo ricchi di vitamine. Durante il resto dell’ anno li alimenta  con miscele che contengono girasole e niger  in particolare durante la stagione invernale. Alleva  questi uccelli da quasi 5 anni, anni che sono serviti per accumulare molta esperienza sul campo. Allevare questi splendidi animali è  una bellissima passione che pervade la propria vita occupando parte del pomeriggio in quanto li tiene bene, puliti e ordinati tanto da non  far mancare mai niente altrimenti è meglio non allevarli.
 
Ringraziando Alessio con quanta  gioia ed impegno alleva; auguro ad altri giovani di immettersi in questo “sentiero” dell’allevamento  che porta verso un raccordo che è la CONDIVISIONE. 
 
 
 
 
 
                             La NONNETTA  (Lonchura cucullata).
 
 
                                     
 
 
 
Questo Uccello (un fascino Africano) è diffuso in Africa subsahariana e in Porto Rico dove è stato introdotto con il nome di DiablitoLa sua misura è di 9 cm compresa la coda. Frequenta campi coltivati e aperta campagna ma non teme di avvicinarsi a zone abitate e giardini. Vive in stormi abbastanza numerosi tanto da diventare pericolosa per le colture di cereali. Comunica continuamente tramite vocalizi. Si nutre principalmente di semi di erbe spontanee, cereali specialmente Miglio, durante la cura dei piccoli anche di Termiti alate che cattura in volo. La stagione riproduttiva inizia con quella delle piogge, la femminea depone da 3-6 uova che verranno covate da entrambe i partner per 13 giorni, i piccoli che ne nasceranno, lasceranno il nido dopo altre 2 settimane. È una Lonchura piccola e tozza, di colore bruno-grigio sul dorso, ventre bianco con striature nere sui fianchi e riflessi verde bronzato ai lati del petto. In prossimità dell'equatore esiste una sottospecie L. cucullata scutata (Nonnetta chiara) dai colori meno brillanti, fianco più colorato e che presenta riflessi violocei al posto di quelli verdi a lato del petto. È diffuso in tutti i paesi d'origine e viene anche allevato in cattività. 

I suoi cugini Africani sono: 1) Nonnetta Maggiore (Lonchura fingilloideo) la quale è facilmente distinguibile per la taglia superiore e il becco grosso e massiccio. 2) Nonnetta Nana ( Lonchura nana) la quale è presente solo nell'isola di Madagascar è l'unica che ha una colorazione bruna con totale essenza di bianco. 3) Nonnetta bicolore (Lonchura bicolor) affascinante proprio per il suo mantello fra il bianco del ventre ed il nero lucido  del resto del corpo. 4) Nonnetta dorso nero (Lonchura bicolor poensis). 5) Nonnetta dorso bruno (Lonchura bocolor nigriceps). 6) Nonnetta chiara (Lonchura cicullata scutata).
 
 
 
 
                                                  
 
In Cattività..... tanti  hanni fa ho allevato questo uccello, oggi non lo allevo più. E' un uccello facile da tenere. Diciamo subito che mangia di tutto. Va bene qualunque seme, ma preferisce il Panico, quindi si può usare il classico miscuglio di semi per Esotici. I semi Ammollati e Germinati e anche il Grano vanno forniti nel periodo della riproduzione. Va agiunto anche il Pastone secco che va miscelato con quello insettivoro. Perchè questo uccello durante il periodo di svezzamento della prole ha bisogno di proteine d'origine animale. Non è difficile riprodurre la coppia, l'unica "difficolta" sta nel formare la coppia perchè non vi è alcun dimolfismo sessuale, quindi consiglio per l'identificazione facendo un esame dei 2 soggetti.
 
                                                      
 
 
Il Maschio farà presto la sua danza, saltellando sul posatoio, facendo ripetuti "inchini" e "gonfiandosi" emettendo un clessico cicaleccio ritmato che contradistingue la specie. La femmina, ha un attegiamento un pò meno irrequieto del maschio.
Il nido da fornire è quello a cassetta per Esotici, come materiale bisogna mettere Juta.
 
 
                                                        
 
Le uova deposte sono 5-6 l'incubazione incomincia subito dopo la deposizione del 1° uovo. Quindi se si vuole si possono cambiare le uova con quelle finte come avviene nei "Canarini". Questo per fa si che l'incubazione ciminci contemporaneamente nello stesso giono.
 
 
 
La schiusa delle uova avverrà tra il 12° e il 14° giono.
La gabbia da usare va bene quella di 60 Cm. 
 
Per l'ibridazione la Nonnetta si accoppia facilmente con tutti i tipi di Lonchure.
 
 


 
 
 
 
 
 
 
 
 E non dimenticate mai che Allevare è AMARE  E  PROTEGGERE........ In bocca al lupo  
 
 
 
 
 
 
                                                         
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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