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La mia esperienza con il Verdone (Carduelis chloris) della famiglia dei Fringillidi  risale a un paio di anni fa.
 Tra tutti gli uccelli indigeni esso è stato quello che mi ha affascinato particolarmente, specialmente i verdoni mutati.
Non nego che ancora oggi sono affascinato da questo uccello. Possiedo delle coppie mutate di verdone/bruno che sono meravigliosi.
Per molti allevatori, è considerato quasi come un canarino, dato che si riesce ad allevare senza problemi,
ed a riprodursi con facilità.
Ma non è così, infatti se non si ha molta esperienza , le mortalità dei nidiacei sono molte, per non parlare degli adulti durante la muta.
Ora voglio descrivere il Verdone in natura: il Verdone è lungo 14-15 cm, con una colorazione originale verde oliva intenso cosparso in tutto il corpo, da cui deriva il suo nome Verdone, c'è pure un pò di giallo. Il maschio ha un colore verde molto più marcato della femmina, così come pure sulla barra alare, infatti quest'ultima negli individui maschi si presenta di un bel giallo carico. I Verdoni maschi con il loro canto cercano di attirare le femmine, che si avvicinano solo quando sono pronte. I maschi sono dotati di un forte carattere, grazie al quale riescono ad imporsi anche a femmine molto aggressive come le Fringuelle e le Messicane. Le femmine, depongono con facilità anche in gabbie purchè spaziose. La femmina è caratterizzata da colori molto più scialbi, direi quasi viranti al bruno.Le femmine sono abbastanza docili verso i maschi di altre razze. Gli Ibridi di Verdone sono molto particolari in virtù della forma inconfondibile che ereditano. Nonostante l'aggressività dei maschi, i nidi in natura vengono costruiti a brevi distanze (addirittura su alberi contigui) tra loro, su una corifera o su un albero da frutto abbastanza frondoso da garantirne l'occultamento. Le uova deposte sono 4-5 di colore bianco gessato con macchie brune sul polo maggiore.
I piccoli nascono dopo 13 gioni di incubazione, vengono alimentati da entrambi i genitori con semi allo stato lattiginoso e dopo 4 settimane si svezzano. I giovani appena usciti dal nido somigliano molto alla madre, avendo pure le caratteristiche striscie metalliche sul petto. Il Verdone vive in tutte le regioni a clima temperato dell'Europa, dell'Africa del Nord, e del Medio Oriente. Abita in boschi ai margini delle zone coltivate, dove ci sono i frutteti, i parchi,ed i giardini. Ama molto i semi oleosi ed in particolare quelli di girasole. Nel periodo invernale sono gradite anche le pacche ed i semi posti nelle mangiatoie artificiali, delle quali è uno dei frequentatori più comune.
La Muta
I soggetti novelli, devono affrontare la muta in contenitori la cui lunghezza permetta loro di volare ed irrobustirsi; pessima è l'abitudine di chi già prima della muta alloggia i soggetti in gabbie da mostra per abituarceli, senza considerare che soltanto la robustezza permette al soggetto di raggiungere il massimo splendore ( anche dal punto di vista del colore perchè nel contempo le penne in crescita risultano meglio irrorate dal sangue). La muta inizia quando i giovani hanno circa 50 giorni e per il primo anno riguarda esclusivamente le copritrici e non remiganti e timonieri che vengono sostituite dal secondo anno in poi; il periodo della muta si protrae per quasi 3 mesi nei novelli e per 2 negli adulti che la compongono al termine del periodo riproduttivo (prima inizia il maschio che comunque continua ad imbeccare i piccoli dell'ultima covata fino a quando non si svezzano). L'aumento della ore di luce stimola la riproduzione, la diminuzione delle stesse stimola la crescita delle nuove penne con relativa espulsione delle vecchie. In questa fase i soggetti amano stare tranquilli. Durante la muta l'alimentazione dovrà essere formata esclusivamente da semi bianchi ed in particolare dalla scagliola, (altrimenti c'è il rischio di problemi intestinali) anche se io consiglio gli estrusi per Carduelis,(il motivo degli estrusi lo spiego più avanti ) con integrazione di semi immaturi, a tutto vantaggio del lipocromo del piumaggio, soprattutto fate attenzione per i giovani soggetti, allo svezzamento e muta, non è molto facile da affrontare, il mio consiglio e di somministrare per 3-4 giorni alla settimana aceto di miele in 50 ml/litro d'acqua; oltre ciò lasciare a disposizione se decidete di alimentarli con semi un misto più digeribile. Nei soggetti molto anziani o ammalati la muta è lenta e difficoltosa per cui può accadere che le penne ricrescano male, chiaramente la stessa cosa vale per i giovani che a causa della Pica sono soggetti allo strappamento continuo delle timoniere e delle remiganti. L'animale che supera con difficoltà la muta, normalmente muore a causa dei rigori dell'inverno, o all'inizio della successiva stagione riproduttiva. Durante la muta l'ambiente ideale è quello fresco, con poca luce, ma molto più importante è che non ci siano sbalzi di illuminazione e temperature che contribuirebbero a rallentare il ricambio delle penne, in particolare negli adulti appena usciti dalla fase riproduttiva. Un fenomeno conosciuto è quello della falsa muta, che colpisce i soggetti quando sono sottoposti a sbalzi di temperatura e di luce che si protraggono per alcuni giorni. In fine volendo dare dei suggerimenti in merito alla muta, c'è da dire che oltre all'acqua per il bagno che deve essere rinnovata almeno 2 volte al giorno, è bene fornire anche una ciotola con della sabbia per i soggetti che sono soliti farsi le pulizie. Non dimenticate mai che la muta del piumaggio viene compiuta al termine del periodo riproduttivo, anche durante la muta avviene una selezione naturale in cui i soggetti più deboli muoiono.
N.B: Il Verdone  se il soggetto non è anellato, potrebbe essere di cattura, ma pure raccolto nidiaceo in Natura o nato ed allevato in cattività da allevatore sprovvisto di RNA FOI. Il soggetto senza anellino non potrebbe essere detenuto, in quanto appartenente a specie indigena il cui possesso esige la dimostrazione - documenti alla mano - di nascita in cattività ( nel suo caso: anellino inamovibile e dichiarazione di cessione da parte di allevatore autorizzato ). Il Verdone può essere accoppiato con diversi altri uccelli indigeni ( Cardellino, Fanello, Ciuffolotto, Peppola, Fringuello, Organetto, ecc. ), esotici ( Canarino del Mozambico ) e con il Canarino. I migliori ibridi di Verdone x Canarino originano da canarini melaninici ( a fondo scuro ). A mio avviso risultano esteticamente molto pregevoli  gli ibridi di Mozambico x Verdone, anche se difficili da ottenere a causa delladiversa epoca di riproduzione delle due specie. L'accoppiamento con il canarino è relativamente facile, tuttavia non sempre la verdona cova ed alleva in cattività, pertanto potrebbe trovarsi nella condizione di dover affidare ad una balia canarina, uova o pulli abbandonati. I due soggetti devono svernare nello stesso contenitore. Inizi a fornire l'alimentazione stimolante ( pastoncino all'uovo, semi germinati, semi immaturi, integrazioni vitaminiche ) a partire da fine febbraio - inizio marzo. Il nido va collocato in gabbia ( meglio se schermato con frasche ) ad inizio aprile ( i verdoni entrano in estro più tardi del canarino ). Migliori risultati si ottengono collocando la coppia in una volieretta o gabbione della lunghezza minima di 90 cm.. Gli ibridi ne parleremo dopo di verdone per canarino del Mozambico e cardellino sono sterili, tranne rarissime eccezioni, ma siamo su frequenze statistiche infinitesimali. Anche gli F1 di canarino x verdone sono sterili!
L'anello della F.O.I da mettere al verdone è di tipo “B”.
L'anello della F.O.I. da mettere al Verdone testa nera è di tipo “Y”.
La genetica cominciamo a dire che genetica, ereditarietà e mitazione viaggiano praticamente sullo stesso vagone. Dobbiamo dire che i colori delle piume degli uccelli generalmente sono specie-specifici cioè ogni uccello ha un determinato colore. Bisogna però dire che in realtà, anche in natura vediamo soggettiappartenenti alla stessa specie di diverso colore. I motivi sono moltissimi, si può trattare di diverse varietà, oppure siamo in presenza di un particolare incrocio spontaneo con altri soggetti di razza, o ancora cosa più probabile, stiamo osservando una mutazione. Quest'ultima è facile da capire in quanto è determinata molto spesso dalle condizioni ambientali e dall'alimentazione disponibile. Infatti alcuni soggetti quali il Cardellino,il Fanello,il Ciuffolotto,ecc...,tenuti in gabbia,dopo la 1° mita mettono un piumaggio di un rosso slavato proprio perchè l'alimentazione è carente quelle particolari sostanze reperibili in natura ed a noi per lo più sconosciute. Se noi portiamo degli uccelli in un'isola sperduta e quindi li costringiamo ad alimentarsi con quello che trovano sll'isola, probabilmente il piumaggio ne risentirà. Ma la stessa cosa può avvenire se si perdono le prerogative del colore del piumaggio. Ad esempio se i maschi non devono più attrarre la femmina con i loro sgagianti colori, molto probalbimente avranno un piumaggio più diverso. Questo già avviene in molte razze di uccelli che cambiano il loro piumagio rendendolo più vivace, solo nella stagione degli accoppiamenti. Lo stesso accade se un uccello vive di notte e quindi non ha alcun bisogno di avere colori evidenti. Dobbiamo tenere presente che proprio il canarino ha avuto una delle prime mutazioni spontanee, è bene precisare, vanno sempre verso la perdita do qualcosa ovvero verso lo schiarimento del piumaggio, proprio perchè, probabimente manca qualcosa nell'alimentazione. Infatti, dobbiamo sapere che i canarini selvatici sono verdi! Di conseguenza i canarini bianchi o gialli sono della mutazioni spontanee, cioè sono nati all'improvviso da canarini verdi che nel corso dei secoli si sono riprodotti in cattività. Infatti la pratica di allevare è molto antica. Diverso è il caso del rosso che si è ottenuto con l'ibridazione del Cardinalino del Venezuela che ha donato al patrimonia ereditario del Canarino,il fattore rosso. Tornando al Canarino giallo può trasmettere il colore bianco perchè il Canarino in questione possiede tutti e due i fattori di colore ma che il giallo domina sul bianco che recede nei confronti del giallo che si manifesta visivamente, a differnza del bianco che x manifestarsi deve incontrarsi con lo stesso colore da parte dell'altro genitore. Si può spiegare meglio dicendo che il colore dominante è un intero mentre il recessivo è una metà e che quindi per formare un intero ha bisogno di trovare un'altra metà! Ce da dire che alcuni colori sono dominanti e altri sono recessivi. In pratica il giallo è solo dominante, non esistono infatti gialli recessivi. In realtà nei bianchi esistono due varietà una dominante e l'altra recessiva ma la prima di fatto non è un bianco puro in quanto sulle remiganti, che sono le penne delle ali troviamo tracce di giallo. Questo fatto naturalmente avviene anche nei Canarini cosiddetti metaninici, quelli scuri per intenderci, in alcune varietà. In conclusione, come tutte le cose, la virtù sta nel centro. Quindi dosiamo le cose a secondo dell'uso che dobbiamo farne secondo scienza e sapienza.
Gli Ibridi con il Verdone tende ad essere più irruente, volendoli accoppiare si dovrà tenere conto di questa caratteristica scegliendo i soggetti più o meno focosia secondo della femmina a cui accoppiarsi. Ad esempio per una femmina di Fringuello va prefenito un maschio di carattere, che non si lasci scoraggiare dalle sonore beccate che riceverà; per una femmina di Verzellino, che peraltro è di taglia minore, si dovra usare un maschio più tranquillo che la corteggi imbeccandola, senza pretendere di accoppiarsi a tutti i costi. L'Ibridazione in gabbia L'accoppiamento inizia da metà di Aprile primi di Maggio, fino a Luglio. I Verdoni (Fringillidi) anno bisogno di spazzi come la voliera, io però tento sempre in gabbie da 90 cm circa. Questo per 2 ragioni: 1°) perchè lo spazio a mia disposizione è poco, quindi mi devo adattare. 2°) perchè la loro gestione in gabbia a mio parere viene molto più facile, rendendo possibile il controllo di tutte le fasi dei genitori e niovi nati. È poi le gabbie sempre a mio parere permettono un più stretto contatto fra uccello ed uomo. La gabbia va tutta chiusa con cartone e con i fili di finto pino, escluso il frontale. I soggetti devono sentirsi protetti. Ci deve essere un divisorio perchè la femmina è gelosa delle uova, quindi se ci sono litiggi è buono dividerli il nido lo metto ben nascosto con del filo verde, poi si deve attendere 3 anni circa per i Verdoni x accoppiarsi, il materiale per il nido deve essere all'interno piume e lanuggini di animali,all'esterno foglie secche,meglio se si mette un nido trovato in natura facendolo bollire e asciugare, il nido deve essere più nascosto possibile.
Alimentazione del Verdone=  Scagliola 40%, Perilla Bianca 20%, Cicoria o Lattuga bianca con girasole nano 10%,  Canapa 4%, Semi selvatici 5%, Niger 4%, Bella di notte 3%, Estrusi 8%, lino 5% e gusci di ostriche 2% . (Nel periodo di riproduzione: Canapuccia bollita 5%, Niger bagnati x 24 ore, Piantaggine e Centocchio 3%, Uovo sodo, Pastone molto proteico, Erbe prative, Afidi, Larve). Capita che nel perido dell'accoppiamento quanche soggetto non è in forma "amorosa", a questi soggetti fornire alimenti stimolanti: Pastone, Canapa, e stimolanti adatti alla riproduzione. Misto semi durante la cova: uova di formiche, larve messicane e mosche. Scagliola bianca 200g, Perilla bianca 200g, Lattuga bianca 200g, Sesamo 100g, Cicoria 100g, Canapuccia o Girasole nano 100g, Cardo 50g, Lino 50g.   3 o 4 volte alla settimana  bisogna dare buoni semi oliosi: Girasole, Lino, Perilla.  Im piccole quantità dare: Girasole, Papavero, Lattuga bianca, Canapa. A mio parere bisogna acquistare i semi in commercio di ottima qualità (facendo la prova germinazione e non deve esserci polvere) i semi non buoni  danno problemi intestinali, ecc... Bisogna sempre fare attenzione alla linea dei nostri uccelli, perchè facilmente tendono ad ingrassare. Ecco perchè a mio parere è consigliabile dare come alimentazione gli Estrusi per Carduelis,(anche se devo dire che non e facile che i verdoni si abbituano con gli estrusi) per il semplice motivo che sono ricchi di vitamine, sali minerali, ecc.... e i nostri amici non anno bisogno di niente agiunto nell'acqua, se invece si alimentano con i semi, è facile che si instaurino carenze di vitamine e di amenoacidi, possono essere carenze di vitamina A. Le vitamine vengono  facilmente distrutte durante la raccolta dei semi, disseccamento e stoccaggio. Quindi è buono somministrare un buon completo di vitamine. Per compretare la dieta possiamo agiungere a parte del pastoncino (vedi articolo alimentazione del Canarino) se si vuole si può aggiungere 100g di polline d'api, e camelina sativa quest'ultime 2 per una settimana, larve, frutta, verdura di vario genere (2 volte alla settimana). Le Erbe prative rappresentano un'ottima integrazione nella dieta di tutti gli uccelli. Se propio volete dare i semi consiglio di abituare gli uccelli alla loro assunzione in modo graduale e di fornire piante con semi ancora immaturi, stato in cui contengono il massimo valore di vitamine, minerali ed enzimi. Per semi immaturi si intendendono quelli di piante selvatiche o coltivate, che non si sono ancora seccati e che normalmente vengono forniti come leccornia, o per innumidire i pastoncini secchi. È buona norma lavere tutte le erbe raccolte e fornirle appena asciutte. Se le erbe prative vengono fornite di tanto in tanto, queste vengono letteralmente divorate a danno della salute dei soggetti, che non si nutrono di soli semi, ma di tutta la pianta, per cui tali erbe o si forniscono sempre ed in abbondanza in modo che gli uccelli si cibino dei soli semi, o è meglio non dagliene mai. Altra cosa importante è rappresentata dal fatto che una volta che gli uccelli si abituano a cibarsi dei semi di una determinata pianta, sono piuttosto restii a cambiare e se questo avviene quando i piccoli si debbono svezzare è un dramma. Per evitarlo è opportuno abituare i riproduttori al cambiamento passando gradualmente dalla varietà che comincia a scarseggiare a quella nuova che diventa disponobile. Se non volete usare queste erbe, usatele almeno in tutto il periodo di riproduzione. Io utilizzo costantemente il Centocchio, ora voglio parlare di questa pianta a me poco conosciuta fino a quando un giorno facendo delle ricerche sul'alimentazione ho scoperto questa pianta che si chiama il “Centocchio” un ottimo integratore vitaminico naturale, influenza in modo benefico la circolazione, è una pianta ricca di sali minerali, soprattutto potassio e silicio, ha proprietà dietetiche e toniche. I suoi fiori crescono liberamente in qualsiasi epoca dell'anno, producendo numerosi e minuscoli semi bruni. Fiorisce tutto l'anno a 2000 metri, tranne che nei mesi invernali: non essendo un sempreverde, perde le foglie per alcuni mesi dell'anno. Riporre tutto il terreno che trova a disposizione con un ciclo di sviluppo annuale o biennale. Teme le temperature al di sotto dello zero e i luoghi ventosi. In onitocoltura fu la 1° pianta ad essere offerta ai canarini in allevamento e , da allora, non esiste canaricoltore o allevatore di uccelli ornamentali, soprattutto esotici e di fauna nostrana, che risparmi fatica nelle ricerca del quantitativo minimo indispensabile perchè le sue nidiate superano l'età critica, calcolata intorno alle 2 settimane di vita. Quando ne trovano a disposizione quantitativi elevati, i nostri uccelli riforniscono i gozzi dei nidiacei in modo, direi, quasi esagerato. Questi semi sono in grado di fornire all'organismo un elevato potere nutritivo, tanto che gli uccelli si scordano del pastoncino, del biscotto, e di ogni altro alimento prezioso, quando possono cibarsi di questa pianta. Il Centocchio, comunque, è di grande pregio poichè se ne utilizzano sia le foglieline tenere, sia i minuscoli semi contenuti nelle capsule generate dai piccolissimi fiori bianchi stellati che lo caratterizzano e, se usato nei giusti dosaggi, e certamente un valido ausilio nell'allevamento. A parer mio, ogni allevatore deve trarne un utile insegnamento: la salute dei nidiacei e la loro vitalità dipendono unicamente dal cibo che viene messo a disposizione. Seguendo questo concetto, le difficoltà nell'allevamento dei piccoli saranno totalmente eliminate. Il Centocchio lo si trova dal mese di Febbraio e prosegue sino all'autunno inoltrato (con pausa estiva), in un continuo germogliare così per molti mesi un alimento idoneo a tanti uccelli. Questa pianta si può coltivare anche in vaso per poterla usare in pieno inverno, come verdura per i nostri uccelli, ma, allo stato naturale, la si può mescolare anche nel pastoncino. Nelle regioni Italiane è chiamata in svariati modi: Stellaria, Paverina, Gallinella, Erba paperina, Erba de puddas, Beccagallina, Marviglia, ecc..., ma noi allevatori la conosciamo col nome tradizionale di “ Centocchio”. LaPiantaggine questa Erba infestante diffusissima in Italia nei terreni aridi e incolti. Nell'antichità questa pianta era considerata preziosa per le sue proprietà curative. I semi raccolti allo stato lattiginoso o maturi sono il cibo preferito per gli uccelli da gabbia. I contenuti di mucillagine,sali minerali, glucidi li rendono depurativi, diuretici, espettoranti e risolventi.
Nell'acqua bisogna mettere ACETO DI MELE: 3 ml di Aceto ogni litro di bevanda.
L'acqua così trattata, acquisisce una leggera acidità che la rende benefica alla salute dei nostri uccelli.
Per la carenza di minerali, bisogna aggiungiungere anche 5 gocce di TUTTOSALI ogni litro d'acqua.
Una volta che l'acqua di bevanda é stata preparata, al momento della sua somministrazione nei beverini, possono essere aggiunti i prodotti vitaminici preferiti.

Mutazioni Ad oggi nel verdone sono apparse sei mutazioni che sono:
L’Agata – La Bruno – La Lutino – La Mascherato - La Pastello  –  La Topazio
Dalla combinazione della mutazione Bruno con la mutazione Agata si è ottenuto il fenotipo Isabella,
dalla mutazione Bruno con la mutazione Lutino si è ottenuto il fenotipo Satinè.
 
 
                                                                                                                                       
 

 

  1. fringilla: viene abrogato l'ibrido FRINGUELLO e PEPPOLA; votazione: per non toglierlo: a favore Belgio, Francia e Italia, gli altri cinque paesi, Olanda, Spagna, Svizzera, Germania e Austria sono stati contrari e quindi viene tolto;
  2. SERINUS: è possibile ibridare tutti i serinus con il nostro canarino, ma ne è vietata l'ibridazione nello stesso genere: è vietata anche l'ibridazione tra il canarino selvatico (S. Canaria) e i canarini domestici;
  3. CARDUELIS: vietati i seguenti ibridi:
  4. Tra fanelli (cannabina, jhoannis, flavirostris, e anche il fanello dello Yemen, yemenensis)
  5. Tra spinus (il nostro lucherino con tutti gli spinus esotici e questi fra loro)
  6. Tra verdoni (il nostro chloris e i verdoni asiatici, sinica, spinoides, monguilloti, ambigua
  7. Tra organetti (flammea e hornemanni)
  8. Il cardellino può essere ibridato con tutti i generi di cui sopra, mentre i componenti di uno stesso genere si possono ibridare con i componenti dell'altro; è possibile quindi fare lucherino x verdona, fanello x organetto, lucherino testa nera x organetto, ecc.
  9. RHODOPECHYS: vietati gli ibridi fra loro (sanguinea, obsoleta, githaginea, e mongolica);
  10. MONTIFRINGILLA: vietati gli ibridi fra loro (nivalis, adamsi, davidiana, taczanowski, ruficollis, blanfordi, theresae)
  11. LEUCOSTICTE: vietati gli ibridi fra loro (nemoricola, brandti, arctoa)
  12. CARPODACUS: vietati gli ibridi fra loro compresi anche tra asiatici e americani, e vietato anche l'ibrido con la pyrrhoplectes epauletta fringuello a nuca d'oro:
  13. PINICOLA: vietati gli ibridi fra loro (enucleator e subhimachata)
  14. COCCOTHRAUSTES: vietati gli ibridi fra loro (tra il nostro frosone e tutti gli altri sia asiatici che americani, pur appartenenti a generi diversi, ma considerati troppo vicini filologicamente tra loro)
  15. HAEMATOSPIZA: unico appartenente il SIPAHI, può essere ibridato con tutto;
  16. UROCYNCHRAMUS: unico appartenente il PYLZOWI, può essere ibridato con tutto;
  17. PYRRHULA: vietati gli ibridi fra loro (pyrrhula, nipalensis, erythrocephala, erythaca, aurantiaca, leucogenys)
  18. CALLACANTHIS: unico appartenente il BURTONI, può essere ibridato con tutto;
  19. URAGUS: vietati gli ibridi fra loro (sibiricus e lepidus)
  20. LOXIA: vietati gli ibridi fra loro (curvirostra, scotica, pytyopsittacus e leucoptera);
  21. NESOCHARIS: vietati gli ibridi fra loro (shelley, ansorgei, capistrata);
  22. NIGRITA: vietati gli ibridi fra loro (fusconota, bicolor, luteifrons, canicapilla);
  23. CATAMBLYRHYNCHINAE: permesso l’ibrido con tutti gli altri generi;
  24. EMBERIZINAE: vietati gli ibridi fra loro, tutti gli zigoli, ma anche lo Junco americano e i Paroarae:
  25. CARDINALINAE: vietati gli ibridi fra loro, tutti i cardinali, ma anche tutti i Papi, tutti i saltator e il Vescovo brasiliano;
  26. THRAUPINAE: vietati gli ibridi tra tangare, tanagre, euphonie, botton d’oro, guit guit, sporophile;
  27. TURDUS: vietati gli ibridi tra tutti i componenti la famiglia. Ho fatto presente che almeno i monticola e i cossipha dovrebbero esserne esclusi. Favorevole Italia e Francia. Problema non messo a votazione, bensì rinviato alla prossima riunione;
  28. STURNUS: vietati tutti gli ibridi tra loro ed anche con le Maine e i Martin asiatici;
  29. LIGURNUS: unico appartenente L’OLIVACEUS, in teoria può essere ibridato con tutto;
  30. CORVIDAE: ibridi vietati tra loro;
  31. PYTILIA: vietati gli ibridi nello stesso genere (phoenicoptera, hypogrammica, afra e melba);
  32. MANDINGOA: unico appartenente nitidula, astrilde verde punteggiato, in teoria può essere ibridato con tutto;
  33. CLYTOSPIZA: unico appartenente monteiri, in teoria può essere ibridato con tutto;
  34. HYPARGOS: due componenti l’amaranto fiammante H niveoguttatus e l’amaranto rosa H. margaritatus, ibridi vietati tra loro;
  35. EUSCHISTOSPIZA: due componenti, astro di Dybowski E. Dybowski e astro fuligginoso E. cinereovinacea, ibridi vietati tra loro;
  36. PARMOPTILA: ibridi vietati tra I due componenti Astrilde di Woodhouse P. Woodhouse e astrilde a fronte rossa P rubifrons:
  37. CRYPTOSPIZA: ibridi vietati tra i componenti il genere (reichenovii, salvadorii, jacksoni, shelleyi);
  38. PYRENESTES: ibridi vietati tra i componenti il genere (sanguineus, ostrinus, minor);
  39. SPERMOPHAGA: ibridi vietati tra i componenti il genere (haematina, ruficapilla e poliogenys);
  40. LAGONOSTICTA: ibridi vietati tra i componenti il genere;
  41. AMANDAVA: ibridi vietati tra i componenti il genere (formosa o bengalino verde, amandava, subflava o astrilde ventre arancio);
  42. ESTRILDA: ibridi vietati tra i componenti il genere
  43. ORTYGOSPIZA: ibridi vietati tra i componenti il genere (astrilde quaglia O. atricollis, gabonensis, O. locustella);
  44. URAEGINTHUS: ibridi vietati tra i componenti il genere (bengalus. Cordon blu, angolensis, cyanocephalus, granatina granatino e ianthinogaster granatino violaceo);
  45. AMADINA: esclusi gli ibridi tra golatagliata (A. fasciata) e amadina a testa rossa (A. erythrocephala;
  46. LONCHURA: permessa l’ibridazione di tutti i componenti la famiglia con il passero del Giappone, meno che la munia striata; vietata tutta l’altra ibridazione interspecifica in cui non ci sia il Passero del Giappone; La munia striata è l’unica specie che non è ibridabile con niente (di questa famiglia). Proposta Germania: non permettere più neanche l’ibridazione con il Passero del Giappone; ai voti è risultata sconfitta in quanto favorevoli all’ibridazione sono stati: Francia, Spagna, Svizzera, Belgio e Italia, contrari: Germania, Austria e Olanda:
  47. ERYTHRURA: vietata l’ibridazione conspecifica. Ho fatto presente che per l’ibridismo è una vera sconfitta togliere questi ibridi dalle mostre, ma mi è stato risposto che in Italia c’è una vera ammirevole cultura dell’ibrido, ma che questa scelta era categorica. Nell’eventuale votazione, che non c’è stata perché tutti si erano espressi a favore dell’eliminazione;
  48. OREOSTRUTHUS: D. di Montagna O. Fuliginosus, unico componente;
  49. NEOCHMIA: non si possono più ibridare insieme Codarossa N. Ruficauda e Fetonte N. Paethon. Proposta Italia di votazione in quanto non d'accordo. Proposta non accolta in quanto con l'Italia sono state favorevole solo Francia e Spagna;
  50. AIDEMOSYNE: solo una specie A. Modesta e quindi ibridabile con tutto;
  51. EMBLEMA: non si possono ibridare tra loro E. Oculata, E. Bella, E. Picta e E. Guttata. Proposta Italia di votazione in quanto non d'accordo. Proposta bocciata perché a favore solo Italia e Spagna, contrari tutti gli altri;
  52. AEGINTHA: solo una specie A. Temporalis e quindi ibridabile con tutto;
  53. CHLOEBIA: solo una specie C Gouldiae e quindi ibridabile con tutto;
  54. POEPHILA: nel gruppo P. Guttata D. Mandarino, P. Cincta, P. Personata, P. Acuticauda e P. Bichenowii. Mentre per il diamante mandarino è stata fatta eccezione ed è quindi ibridabile con tutto per il Bicheno no e quindi non si sarebbero potuti più fare ibridi con P. Cincta, P. Personata, P. Acuticauda. Proposta Italia di votazione in quanto non d'accordo. Favorevoli: Francia, Svizzera, Spagna, Belgio e Italia, contrari Germania, Olanda e Austria e quindi il Bichenow può essere ibridato con tutti gli altri componenti dello stesso gruppo;
  55. PASSER: Non si possono fare più ibridi tra passeri, sia indigeni che esotici;
  56. PETRONIA: Non si possono fare più ibridi tra passere lagie, sia indigene che esotiche;
  57. PADDA: non si possono ibridare tra loro i due conspecifici: P. Oryzivora e P. Fuscata;
  58. NEOSPIZA: Beccogrosso di Sao Tomé, unico rappresentante del genere, che però non si può ibridare con Vedove, Combassu e tessitori ;
  59. MELIPHAGIDAE: vietati ibridi tra melifagidi e nectarinie e fra di loro;
  60. ZOSTEROPS: vietati tutti gli ibridi tra zosteropodi Uccelli dagli occhiali;
  61. PLOCEIDAE: vietati tutti gli ibridi tra ploceidi tessitori, vedove, combassu e neospiza;
  62. PARIDAE: vietati tutti gli ibridi tra paridi;
  63. RAMPHASTIDAE - MEGALAIMIDAE: vietati tutti gli ibridi tra tucani, aracari, barbet ed anche nell'ambito dello stesso gruppo;
  64. ALAUDIDAE: vietati tutti gli ibridi tra Allodole, calandre, ecc:
  65. MUSCICAPIDAE: vietati tutti gli ibridi tra pigliamosche sia indigeni che esotici;
  66. BOMBYCILLA: vietati gli ibridi tra i tre rappresentanti del genere: garrulus, japonica e cedrorum;
  67. TIMALIDAE: vietati ibridi tra timalidi, yuhinas, garruli, sibie, minla e leiotrix.

 

                                                                                                                 

 


                                        

 Il Verdone testa nera ( Carduelis ambigua).

                                                                                                        

                                                                                                                   Verdone Testa Nera

Descrizione:Lunghezza 13-14 cm. Il maschio ha la testa tutta nera con infiltrazioni brune eccetto la gola che si presenta bruno giallognola; il collarino è giallo verdastro. Entrambi i sessi sono caratterizzati da un evidente disegno dorsale di colore nero che stacca dalla tonalità bruno verdastra del groppone. Il codione è verde oliva con la parte superiore della coda tendente al grigio; la coda è nera con i bordi dello stesso colore delle barre alari ovvero giallo intenso. Il petto e l’alto ventre si presentano bruni con infiltrazioni gialle a differenza della zona sottostante la cloaca (basso ventre) che è giallo opaco o biancastra. Le ali sono nere così come l’alula anche se quest’ultima è bordata da un giallognolo pallido; l’estremità interna delle remiganti (primarie, secondarie e terziarie) presenta delle orlature tendenti al grigio biancastro. Il becco così come gli arti è di colore bruno rosato. La specie palesa un evidente dimorfismo sessuale: la femmina rispetto al maschio manifesta un colore generalmente opaco con tinte più smorte e il cappuccio (in alcune addirittura spezzato e poco regolare) è verde nerastro tendente al grigio. Va precisato che nella selezione di questo Verdone asiatico si dovranno preferire quelle femmine che più di altre evidenziano un cappuccio molto ossidato e un evidente disegno sul dorso e tra i maschi andranno scelti quelli con cappuccio nero brillante con poche o nulle infiltrazioni brunastre. I giovani hanno le parti superiori ampiamente striate di bruno scuro, il groppone è giallo opaco pallido e le coperture delle ali sono orlate di giallo brunastro. Le parti inferiori quali gola, ventre e fianchi sono striati di bruno e presentano un colore giallo opaco. Infine, il basso ventre è biancastro. Una considerazione va fatta sul Verdone del Vietnam, da alcuni confuso con il testa nera: a differenza di quest’ultimo, infatti, il Carduelis monguilloti ha il colore della testa nerissimo con il collarino giallo intenso e il dorso nero verdastro molto scuro.

Habitat e riproduzione: Il Verdone testa nera popola le zone dell’Asia orientale quali: il Nord della Birmania, il Nepal, il Tibet, il Laos settentrionale, il Sud-Ovest della Cina e il Nord del Vietnam. Parzialmente migrante si sposta in piccoli gruppi durante il periodo invernale svariando fra montagne, pianure, margini di boschi e giardini. Conduce una vita gregaria alla ricerca di cibo che si procura sul terreno, tra gli alberi e sulle erbacce. La riproduzione avviene nel mese di Aprile. In questo periodo gli uccelli si scindono in coppie e in un lasso di tempo abbastanza breve le femmine si accingono alla costruzione del nido che è costituito da radici, muschio, rametti e rivestito con peli, fibre vegetali e lanugini. La coppa è collocata su arbusti dal fitto fogliame o su grandi cespugli di conifere; le uova deposte sono mediamente quattro di colore celeste-biancastro picchiettate di bruno sul polo maggiore. L’incubazione dura tredici giorni, alla scadenza dei quali nascono i pulli ricoperti da un fitto piumino grigiastro. Entrambi i genitori si adoperano ad alimentare i piccoli nutrendoli con erbe prative e semi allo stato lattiginoso, I giovani testa nera al tredicesimo giorno dalla nascita escono dal nido e si rendono indipendenti dopo altri diciassette. Terminato il periodo riproduttivo, che consiste in due covate ed eccezionalmente anche tre, ha inizio la muta. Da questo punto di vista, l’unico Verdone a differire è il Carduelis spinoides che effettua due mute: una parziale, interposta tra la prima covata e la successiva, e l’altra totale, al termine della seconda covata.

Allevamento: Vengono sistemati per coppie in gabbie da 90 cm, preventivamente foderate ai lati con del nailon, onde evitare agli uccelli di ferirsi fra le sbarre, e collocati all’aperto. L’alimentazione loro fornita si basa su di un misto di semi composto da: scagliola 40%, perilla bianca 20%, girasole nero piccolo 10%, panico 5%, cicoria 5%, lattuga bianca 5%, canapuccia 5%, in dosi minori, lino 2%, avena e nijer 2%, Estrusi 8%. Inoltre, pastoncino fatto a casa (vedi articolo alimentazione e allevamento del Canarino), 2 volte a settimana mela e lattuga e sempre a disposizione del grit unito a sali minerali in granuli e osso di seppia con sabbia di mare sterelizzata. L’acqua per il bagno viene fornita almeno due volte a settimana anche nel periodo invernale. Quando si avvicina il periodo della riproduzione, si preparano i soggetti con del polline d’api mischiato al pastone (10% di polline per kg di pastone) con l’aggiunta di camelina sativa per una settimana circa, e al contempo vario la miscela aumentando le dosi e aggiungendo quei semi più inclini a favorire l’ estro dei soggetti, come il papavero blu e la canapuccia. Semi durante la cova: Uova di formiche, mosche e larve messicane. Scagliola bianca 200g, Perilla bianca 200g, Lattiga bianca 200g, Sesamo 100g, Cicoria 100g, Canapuccia o Girasole nano 100g, Cardo 50g. Lino 50g. I soggetti tenuti all'aperto devono essere alimentati con miscele molto proteiche dove la percentuale della perilla bianca è abbastanza elevato; Il Verdone testa nera si può considerare un uccello piuttosto robusto e, a differenza dei nostri Verdoni indigeni, nel periodo autunnale non soffre di turbe intestinali ed è meno soggetto alla coccidiosi. Nella fase invernale sono rimasto sorpreso nel vederli svolazzare nella gabbia con piumaggio attillato senza risentire minimamente della temperatura abbastanza rigida, non dimostrando alcun problema neanche di fronte all’eccessiva umidità. Nonostante si tratti di soggetti dal facile mantenimento, come tutti gli animali, vanno mantenuti nel migliore dei modi fornendo loro l’optimum di cui si dispone, sia da un punto di vista alimentare che ambientale. Molte volte Trattandosi di uccelli di cattura e di fresca importazione, non avendo effettuato alcuna muta in gabbia, tante volte ci sono dubbi sulle loro possibilità riproduttive, ma come i più temerari allevatori bisogna tentare così verso la fine di Marzo bisogna infrascare l’angolo alto destro del frontale della gabbia con piante finte e rametti di pino ed inserire il cestino di vimini da 10 cm. Se vi riesce durante la cova il maschio non interferisce minimamente, anzi è solito imbeccare la compagna sul bordo del nido mentre questa è accovacciata. L’atteggiamento molto pacato del maschio ne ha evitato la separazione dalla femmina; questo comportamento sereno si manifesta anche negli altri maschi, a differenza dei Verdoni indigeni sia ancestrali (soprattutto), che mutati (leggermente meno), i quali non si creano scrupoli a molestare le compagne alle volte sino a scondizionarle o a distruggere intere nidiate. Il corteggiamento, così come il canto, è del tutto simile a quello del Verdone europeo, l’unica differenza consiste nel timbro più acuto delle note emesse da quest’ultimo. L’incubazione dura 13 giorni e non si rende necessaria la speratura in quanto le uova feconde all’ottavo giorno circa assumono un colore più scuro. Per abituare i soggetti a nutrirsi dei vari alimenti necessari allo sviluppo dei nidiacei, bisogna iniziare la somministrazione prima della deposizione. Alla nascita, bisogna alimentare gli adulti con uovo sodo unito a del pastone secco, canapuccia bollita  e una fettina di mela; il pomeriggio dadini di semola, nuovamente della canapa bollita e un po’ di lattuga. Si può dare un pò di insetti e si riesce a svezzare. Al quattordicesimo giorno circa abbandonano il nido e intorno al trentesimo giorno si rendono indipendenti. Una volta svezzati, gli uccelli sono si possono sistemare in volierette da 120 cm ed alimentati con una miscela di semi con prevalenza di scagliola, con della canapuccia bollita (rinnovata due volte al giorno), spighe di panico, perilla bianca in una vaschetta a parte e saltuariamente mela e lattuga. Una considerazione importante, anche se potrebbe sembrare scontata, sta nel fatto che i migliori soggetti nascono da genitori molto tipici; all’uopo andranno ricercate quelle femmine che più di altre manifestino un cappuccio evidente con disegno sul dorso molto marcato e una barra alare giallo intenso. I maschi invece dovranno avere un cappuccio molto netto provvisto di nero lucido con la minima presenza di brinature come invece spesso accade. Un difetto ricorrente, riscontrato nei vari esemplari di allevamento, è la presenza di piumette acianiche che si localizzano soprattutto all’altezza del capo.

Nell'acqua bisogna mettere ACETO DI MELE: 3 ml di Aceto ogni litro di bevanda.
L'acqua così trattata, acquisisce una leggera acidità che la rende benefica alla salute dei nostri uccelli.
Per la carenza di minerali, bisogna aggiungiungere anche 5 gocce di TUTTOSALI ogni litro d'acqua.
Una volta che l'acqua di bevanda é stata preparata, al momento della sua somministrazione nei beverini, possono essere aggiunti i prodotti vitaminici preferiti.

                                                              
 
 
 
                                Gli anellini - Ibridi

La grande fantasia degli ibridatori, non permette di stilare una lista di tutte le possibilità realizzabili in ibridazione. Per dare comunque la certezza agli allevatori di anellare a norma di legge le commissioni preposte anno stilato un semplice ma efficace regolamento.

L'ibrido nato da parentali con lo stesso tipo di anello (Per esempio Y), andrà anellato con lo stesso tipo di anello dei genitori (Y)

L'ibrido nato da parentali con anello di tipo diverso, ma consecutivo, andrà anellato con lo stesso tipo del parentale più piccolo. ( Esempio: Cardellino Anello "A"  x Canarino di colore Anello "B" = Ibrido Anello "A").  Questa regola non si applica all'anello "Z", in quanto troppo piccolo.

L'ibrido figlio di parentali con anelli diversi ma non consecutivi, andrà anellato con un anello di tipo intermedio (Esempio: Crociere Anello "C" x Canarino di colore Anello "B" = Ibrido Anello  "X"

 
 
Amico mio fatti coraggio, che la vita è come un fiore; lo disse un giorno un vecchio saggio : è proprio quando tu la cogli che lei muore.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                                                                                                                                                                                
 
                                                                            Saluti.........
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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