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                                                        Canarina riproduttrice Pastello rosso-arancio
 
 
                             
 
 
                                  
 
Il Canarino Selvatico
Allo stato selvatico il Canarino (serinus canarius) vive nelle Isole Canarie, a Madera e nelle Azzorre. E' un Passeraceo granivoro di circa 12 cm di lunghezza con la testa verdastra, la fronte gialla come pure le guance, il petto e la gola, le parti superiori verde-grigio, il ventre biancastro, le ali e la coda brune e gialle, il becco color corno e le zampe brunastre. Furono gli Spagnoli che per primi si interessarono all'allevamento di questo uccello, verso la fine del XV sec.
Qualunque sia stata la modalità di diffusone del canarino, è certo che si propagò rapidamente, dall'inizio del XVII sec. a tutta l'Europa. Inizialmente fu allevato dalle classi più ricche ma ben presto si diffuse presso ogni ceto sociale, contemporaneamente nacquero anche Società Ornitologiche che si dedicarono alla creazione delle varie razze oggi esistenti e alla definizione dei caratteri specifici di ogni razza. Dal canarino selvatico attraverso numerosi incroci e selezioni si sono ottenuti esemplari anche molto diversi per taglia, colori, forma e qualità canore rispetto all'uccello originario.  
 
 
           
                                                                         Tipografia
            
            
                                                                        Piumaggio
 
Il Canarino Domestico
I Canarini si dividono in 3 categorie:
 
                                                                             
 
1) Canarini di forma e posizione (vengono per lo più distinti in Arricciati ed Inglesi); La cui caratteristica è costituita dalla loro sagoma e dala posizione particolare che assumono sul posatoio.
Gli inglesi sono: Lizard, Norwich, Norwich Crested, Crested, Crest-bred, Yorkshire, Border, File Fancy, Gloster, Scotch Francy, Lancashire, London Francy.
Gli Arricciati sono: Arricciato di Parigi, Arricciato del Nord, Arricciato del Sud, Arricciato Svizzero, Gibber Italicus, (Arricciato Gigante Italiano si tratta di un Canarino allevato solo in Italia che non viene riconosciuto come razza dalla Federazione Internazionale) Fiorino, Padovano, Gibboso, Parigino.
Forma e posizione sono: Bernois, Hoso, Bossu, Munchener, Columbus, Ciuffato Tedesco, Razza Spagnola. 
 
                                                                 
 
2) Canarini da canto; nei quali la voce è l'elemento caratteristico. I quali sono: Harzer Roller, Malinois, Timbrado Spagnolo.
 
 
                                                                   
 
3) Canarini di colore; nei quali l'elemento dominante è la colorazione del piumaggio. (Vedi articolo Canarino nero e Canarino di colore).
 
 
                                                        
 
 
 
 
 
Come scegliere le razze?
La scelta è vastissima, ma inizialmente è meglio cimentarsi con quelle più “facili” ed anche fra queste non c’è che l’imbarazzo della scelta. Fra i Canarini di Colore è meglio cominciare con i verdi, bruni, agata, isabella, o anche coi Lipocromici: gialli e bianchi; i rossi richiedono la colorazione artificiale, non sempre facile da ottenere correttamente.
Fra i Canarini di Forma e Posizione Lisci detti anche “Inglesi” si evitino le Razze giganti le quali spesso richiedono l’uso delle  “balie”. Fra gli Arricciati si cominci con l’Arricciato del Nord o il Fiorino, al più con l’Arricciato del Sud. Con i Canarini da Canto c’è una sola soluzione: rivolgersi ad un unico allevatore di fiducia in modo da cominciare con un solo “indirizzo di canto”. Iniziando con Razze “difficili” potrebbe succedere che la delusione degli iniziali insuccessi ti induca ad abbandonare l’ornicoltura.
 
 
 
 
 
Con quante coppie bisogna iniziare?
 
Se, disponendo di vasto e adatto locale, hai intenzione di crearti in futuro un allevamento “importante”, formato da molte coppie ed eventualmente da più di una Razza, già dalla gestione delle poche coppie iniziali imparerai molte nozioni che ti saranno preziose in seguito, soprattutto quando accadranno eventi imprevisti e di difficile valutazione.
 
Quanto più numerose sono le coppie in uno stesso locale, tanto minore è la proporzione dei successi numerici. Fra le varie ragioni, alcune delle quali facilmente intuibili, la principale è l’affollamento che altera il normale equilibrio dei cicli riproduttivi, a causa del canto dei numerosi maschi. Quest’ultimo eccita e distoglie le femmine dalle corrette cure parentali e più ancora distoglie i maschi che, interpretandolo come una ingerenza competitiva nel loro “territorio”, controbattono con altrettanti canti. Tutto ciò accade anche se fra gabbia e gabbia ci sono gli indispensabili divisori che impediscono alle coppie di vedersi fra loro, ma, chiaramente, non di udire il canto degli altri. Questa realtà può indirizzarti verso la scelta di un locale, piuttosto che di un altro di differente dimensione.
 
 

 
Per preparare dei semi germinati esistono degli appositi germinatoi  con le dovute istruzioni, per i semi bolliti, basta far bollire, per circa 20 minuti, in parti uguali, i semi che si trovano in commercio o semi di niger, ravizzone e colza o canapuccia. Scolate per bene asciugate e messe a disposizione, il resto dei semi può essere conservato ben chiuso in frigo. Qualunque siano i semi utilizzati, bolliti o germinati, consiglio di metterli nelle varie mangiatoie che potrànno essere utilizzate nel giro di 1-2 ore . Questo per evitare lo sviluppo di muffe, specie nella stagione calda.
L'alimentazione base del Canarino è costituita da una miscela base di grani.
Bisogna assicurarsi però che siano completamente puliti e non contengano residui polverosi facilmente rilevabili versando la miscela stessa da un sacco all'altro; se durante tale operazione si alza della polvere significa che i grani non sono ben puliti e quindi dannosi per i canarini.
L'alimentazione deve essere varia comprendendo pure frutta, verdura, pastone, l'osso di seppia ecc.....
Non vanno somministrati prodotti scaduti o vecchi; per evitare disturbi intestinali.
Ogni giorno andranno eliminati i resti di frutta, verdura ecc..
Il nostro amico può vivere senza frutta e verdura, ma a mio parere rimane più debole, quindi più esposto alle malattie.
Ogni allevatore nutre i propri uccelli con una particolare alimentazione determinata da accurati studi sui propri soggetti.
Pensando che sia quella giusta.
L'alimentazione da me usata e così composta: scagliola 40%, perilla bianca 20%, ravizzone 10%, chia 10% niger 6%, lino 5%, avena decorticata 5%, semi selvatici 2%, chia 2%, estrusi 8%, gusci di ostrica 2%  (nel periodo di riproduzione semi cotti e germinati; inoltre nella miscela bisogna aggiungere un cucchiaino ( da caffè) di olio di fegato di merluzzo in un litro di semi).
Si consiglia di acquistare sempre semi freschi non scaduti o mal conservati, possibilmente confezionati sotto vuoto. Poi bisogna prendere i semi e metterli ammollo per 24 h se germogliano sono di ottima qualità (almeno l'80%); altrimenti bisogna comprare altri semi e ripetere l'operazione finchè si troveranno quelli buoni. Una volta trovati non bisogna più cambiare la marca dei semi.
I semi vecchi non hanno alcun valore proteico e vitaminico e, specie se irranciditi, provocano seri problemi all'apparato digerente dei piccoli volatili; non acquistare mai granaglie sfuse, delle quali non si conosce la scadenza e la provenienza (rabbocchi di semi scaduti e invenduti).
Di recente altri semi sono stati immessi in commercio, per lo più al fine di soddisfare le esigenze di allevatori di spinus e di carduelis; il cui allevameto si sta diffondendo in questi ultimi anni.
La chia, il foniopaddy e la camelina sativa ne sono un esempio.
Di questi semi se ne decantano le proprietà probiotiche, curative, rinfrescanti, energizzanti etc..; sono ottimi semi ma di certo non fanno miracoli.
Consiglio di mettere a libera disposizione scagliola, perilla e se volete la chia. Mentre per quanto riguarda gli altri semi la somministrazione deve essere in dosi misurate. Il punto di forza dell'alimentazione è il pastoncino.
 
Il pastone
Una delle composizione per me ideale per gli uccelli è la seguente: un Kg di pastone bianco fiore secco, 6 cucchiai da tavola di farina di mandorle, 6 cucchiai da tavola di erbe prative, 200 g di Bella di notte, 200g di camelina sativa.
Se volete un ottimo pastoncino potete fare il pastoncino a casa  ( Quello riportato sotto è il pastoncino fatto dal grande Franco Monopoli. Per saperne di più potete visitare il suo sitohttp://www.francomonopoli.altervista.org/ )
Gli ingredienti:
  • Quattro uova grandi (del supermercato e mai da allevamenti rurali) da 70 gr. o 5 uova medie da 60 gr.
  • Un litro di latte parzialmente scremato a lunga conservazione
  • 250 grammi di pane grattugiato
  • da 10 a 20 grammi di un multivitaminico
  • 20 grammi di zucchero a velo (per migliorare il sapore del multivitaminico)
  • 4 grammi di sali minerali
Le uova le facciamo sode con bollitura di 10 minuti. Una volta sbucciate useremo i quattro bianchi e solo due rossi durante i periodi di riposo. Con anche gli altri due rossi durante le cove.
Del latte recuperiamo la parte solida (caseina e lattoalbumina). Mettiamo a bollire il latte e nel frattempo prepariamo in un bicchiere quattro cucchiaia (ml.75) d’aceto di mele (acidità 5- 6%) che verseremo sul latte nel momento in cui questo raggiunge i 100 gradi, cioè quando il bollore lo porta a salire nel pentolino e sta per fuoriuscire. Vedremo immediatamente raddensare la parte solida, aspettiamo il secondo bollore e quindi versiamo il tutto in un colino, sciacquiamo il prodotto, lo pressiamo per fare fuoriuscire il più possibile l’acqua, ed avremo quello che ci serve. Con questo sistema eliminiamo il "lattosio" il quale rimane nella parte liquida che buttiamo.
Sconsiglio di usare latte in polvere proprio per il fatto che contiene "lattosio", quindi molto pericoloso per l'intestino del cardellino. Sconsiglio anche l'acquisto di prodotti a base di caseina, perchè non sappiamo con quale processo industriale è prodotta.
I 250 grammi di pane grattugiato (anche un pò meno se le uova sono piccole) devono essere possibilmente in confezioni sigillate, perché è meglio non fidarsi di lavorazioni improvvisate o artigianali, magari fatte con scarti di pane vecchio.
Per il multivitaminico usare 10 gr. nei periodi di riposo e raddoppiare durante le cove.
Il tutto va messo nel tritatutto e amalgamato uniformemente. Si ricava un pastoncino morbido ed appetito quasi subito da tutti gli uccelli. Tenere in frigo e consumare in massimo 4 giorni. Unica controindicazione: va somministrato due volte al giorno, e la sera buttati gli avanzi per evitare che durante la notte si deteriori specie in ambiente umido.
Volendo si possono preparare tante piccole confezioni da tenere nel congelatore. Tirare fuori dal congelatore la sera prima il necessario per il giorno dopo. 
 
 
               
         
 
 
                                    
 
 
                   Questi prodotti da mettere nel pastoncino mi sono stati consigliati dal grande allevatore Franco Monopoli 
 
 
 
Ora spieghiamo la differenza tra Semi Bianchi e Semi Neri : I semi bianchi sono quelli delle Graminacee e rappresentano la base dell'alimentazione di tutti i Fringillidi, in particolare in cattività, dato che in natura quando disponibili prediligono i cosiddetti semi neri, o grassi. I cereali più famosi tra quelli comunemente usati per l'alimentazione degli uccelli in cattività sono: la Scagliola, l'Avena, il Panico, il Miglio, mentre in natura le preferite sono: La Poa, la Saggina, l'Erba Fienarola ed in genere tutte le graminacee con semi che abbiano raggiunto la giusta maturazione. I semi bianchi sono buoni purchè perfettamenti secchi. Gli unici inconvenienti possono consistere nel trovarli tarlati o polverosi, ciò può essere evitato se all'atto dell'acquisto si apre il sacco che li contiene verificandone il contenuto, oppure setacciandoli.
I semi neri o oleosi sono quelli normalmente utilizzati per estrarre olii da destinare agli utilizzi più disparati. Tra questi tipi di semi i più utilizzati dagli allevatori per il loro elevato contenuto proteico sono: il Niger, la Canapa, il Lino, il Ravizzone, la Perilla, la Rapa, il Cardo, la Lattuga, la Cicoria, ecc... Tutti vengono forniti sia secchi che ammollati o germogliati ed in ogni caso sono molto appetiti dai Fringillidi che hanno l'istintivo stimolo a cibarsene. Tra i semi grassi, in particolare per i Fringillidi di taglia maggiore, vanno sicuramente ricordati anche i semi di Girasole ed i Pinoli, molto appetiti da tutti gli uccelli,siano essi immaturi che secchi. E' inutile sottolineare che tutti i semi grassi per il contenuto di lipidi, se non ben conservati, tendono a irrancidire diventando tossici, per cui, per loro più che per quelli bianchi si rende necessaria la prova della germinazione.Allo scopo prima di acquistare tali semi, basta andare dal rivenditore, prenderne una minima quantità da un sacco appena aperto e metterne circa 100 nel germinatoio. Se ne germinano almeno 80% si torna dal rivenditore ad acquistare il quantitativo occorrente per il periodo prefissato, avendo chiaramente cura di conservarlo in luogo fresco e asciutto, o addirittura in frigo durante l'estate ed evitare che i semi irrancidiscono o si tarlino.
I semi misti: in alcuni casi, vanno considerati i nemici degli allevatori in quanto spesso vengono confezionati con semi scaduti (non germinabili)e nelle dosi non adatte alle esigenze degli uccelli a cui sono destinate. Le quantità e la varietà dei semi stessi dipendono sia dalle Specie a cui sono destinate, che dai periodi dell'anno (muta, riposo, allevamento). Lo stesso misto dovrà essere composto da una base di scagliola a cui unire i vari semi neri in quantità più elevate nel periodo riproduttivo ed in quello invernale e molto ridotte in quelle della muta. In ogni caso il miscuglio andrà rinnovato solo quando sarà completamente finito, altrimenti si perde l'equilibrio alimentare.
 
 
 
                                                     N.B:  ALIMENTAZIONE DEL CANARINO

Attenzione all’alimentazione perché essa è alla base dell’allevamento e ogni allevatore ha la sua miscela che viene fatta in base a dove è posto l’allevamento, all’aperto o al chiuso, in montagna o in pianura ed in relazione ad altri fattori che giocano un ruolo determinante.
Il fattore alimentazione a mio avviso è molto importante, gli alimenti che si forniscono ai nostri “amici” contengono: proteine, carboidrati, grassi, vitamine, minerali, sali. Tutti questi componenti devono essere dati, in dosi corrette e bilanciati, adatti ai vari periodi dell’anno. E buono somministrare: Semi di ottima qualità, Verdura, Frutta, Integratori minerali. L’osso di Seppia e il Carbone vegetale devono essere sempre a disposizione.
I semi si dividono in 2 gruppi: Semi Farinacei, ricchi di carboidrati: Scagliola, Avena, Panico, Miglio; e Semi Oleosi, ricchi di grassi: Niger, Canapa, Ravizzone, Lino, Girasole, Papavero, ecc….. Poi abbiamo i Semi Condizionatori sia farinacei che oleosi: Piantaggine, Sesamo, Cardo, Anice, Cicoria, Dente di Leone, Poa, Camelina Sativa, e semi di tante altre piante selvatiche. I semi oleosi, sono i più ricchi di proteine e di grassi rispetto a quelli farinacei. Per questo motivo i “mostri amici” preferiscono i semi oleosi, perché più nutrienti e più ghiotti, ma con questi semi i “nostri amici” ingrassano e danneggiano il fegato. Quindi non bisogna fare abusi. Durante la Muta in inverno sarebbe buono fornire una maggiore quantità di semi oleosi, viceversa in estate, periodo di riposo, ecc….. I semi, frutta, verdura, ecc…..sono alimenti che devono essere somministrati freschi. Inoltre , in questo periodo occorre dare un buon pastone a giorni alterni e tutti i giorni in prossimità della fine della muta, molta frutta e verdure che danno colore e lucentezza al piumaggio; fornire a giorni alterni vitamine del gruppo B, PP, H, A, K , acido pantotenico e folico e la colina, la metionina, la cistina e la listina nell’acqua da bere. Se in questa fase l’alimentazione non è ben bilanciata il volatile sarà debole, esposto alle malattie, il piumaggio scadente e scarsa fertilità o sterilità in primavera, stagione della riproduzione. Chiariamo subito che l’allevatore che cerca di risparmiare negli alimenti fornendo semi scarsi, non risparmia a fatto ma aumenta le spese dell’allevamento. Infatti alimenti ed integratori scadenti fanno ammalare gli uccelli. Non è possibile selezionare un buon ceppo con un’ alimentazione qualitativamente e quantitativamente scadente. Il pastone: un buon pastoncino deve avere i lipidi tra il 4-6%; se è al 3% è ottimo ed è secco; i protidi tra il 22-28%; i minerali 4% ; fibra grezza 1-2% e umidità (acqua):4-6%. E’ buona norma non usare pastoni con semi perché essi sono inquinati da miceti, micotossine ed enterobatteri che provocano spesso la morte dei nidiacei e dei novelli; inoltre non bisogna aggiungere uova sode, acqua, verdure tritate, semi germinati ed altro in quanto l’umidità favorisce la formazione di muffe e di micotossine che possono provocare l’insorgenza di Candidosi, Aspergillosi ed altre malattie.
Lo svezzamento dei novelli: ai giovani volatili è buono fornire una dieta molto nutritiva e digeribile, un ottimo pastone, molte verdure tenere, vitamine e aminoacidi nell’acqua da bere. E’ necessario aggiungere Sali minerali, grit siliceo e calcareo e carbone vegetale. Dopo 5-8 gg che i piccoli vengono svezzati; subiscono un dimagrimento quindi necessita mettere gli alimenti sul fondo delle gabbie negli appositi accessori e spighe di Panico. La prima settimana dal distacco dai genitori si fornisce pastone e verdure tenere. La seconda settimana e le successive si danno della fettine di mela e dopo la sesta settimana si riduce la quantità di pastone. Alimentazione colorante: Per il Canarino a fondo rosso si inizia a “colorare” verso i 40 giorni d’età. Per alcune razze di Canarini di forma e posizione ad esempio Norwich, Yorkshire, Arricciati di colore leggeri, ecc…. è consigliata la colorazione di rosso-arancio. Per altre razze la colorazione del piumaggio è vietata. Il colorante può essere messo nel pastone o nell’acqua da bere. Si inizia a somministrare il colorante poco prima l’inizio della muta, le dosi devono essere basse (ogni 3-4 gg) aumentandole gradualmente nel tempo (ogni 2-3 gg) e poi ogni giorno al culmine della muta. Solitamente si usa una miscela di CANTAXANTINA e CAROFILL ROSSO al 50%. di cui 5 grammi per kg. di pastoni. Altri allevatori mettono: 50% CAROPHILL ROSSO; 50% BOGENA ROSSO; 5% CANTAXANTINA. Altri ancora usano mettere il 50% di CAROPHILL ROSSO in 1 Kg di pastone.
Si è soliti aggiungere 8/10 gr. dei composti sopracitati per ogni kg di Pastone. L’alimentazione colorante deve continuare per tutto il periodo della muta. Dopo il periodo muta, il colorante può essere somministrato 1 o 2 volte la settimana per evitare la crescita delle piume di altro colore fino al termine del periodo mostre. La muta è un periodo molto delicato e l’allevatore deve evitare spaventi improvvisi e stress.
Le proprietà di alcuni semi usati per la miscela dei Canarini Scagliola Bianca: Cereale d'elezione per l'alimentazione degli uccelli granivori. Componente principale della maggior parte delle miscele per uccelli. Le percentuali analitiche la rendono molto simile ai cereali in genere, anche da un punto di vista dietetico e nutrizionale. Proteina greggia 13,6%; grassi greggi 5,2%; fibra greggia 7,4%; ceneri gregge 6,5%; estrattivi inazotati 55,7%. Indicata per Canarini, indigeni, esotici, ondulati, parrocchetti in miscela con altri semi.
Il Niger: Contiene una buona percentuale di proteina greggia e di lipidi.
è un seme di sapore gradevole ed è molto appetito dagli uccellini.
La frazione grassa ha un profilo di acidi grassi comparabile a quello del girasole e contiene circa il 65% di acido linolenico (Omega3). Molto apprezzato dalla maggior parte degli uccelli. Attenzione a non eccedere sulla quantità somministrata perchè può causare disturbi intestinali di varia gravità . Secondo alcuni ciò sarebbe dovuto alla presenza del "dodder" , il seme quasi identico a quello del niger, appartenente ad una pianta infestante.
E` uno dei rari grani per uccelli ad avere un buon rapporto calcio/fosforo.
E' opinione di molti ornitologi che i semi di niger abbiano un effetto positivo per stimolare la forma amorosa degli uccelli granivori. Proteina greggia 20%; grassi greggi 35%; fibra greggia 6,5%; ceneri gregge 5,5%. Indicato per Canarini, indigeni, esotici, ondulati, parrocchetti in miscela con altri semi.
Ravizzone: Pianta oleifera il cui seme essiccato viene utilizzato direttamente per l'alimentazione di volatili o usato come materia prima per l'estrazione dell'olio. Il seme, leggermente più piccolo, del colza ne condivide le medesime proprietà nutrizionali e dietetiche. Ha un gusto dolce, e ricco in proteine, ma anche di materie grasse e di conseguenza da utilizzare con moderazione. Significativo è l'apporto di sostanze tanniniche con i relativi effetti dietetici. Proteina greggia 20; grassi greggi 33-37%; fibra greggia 8-10%; ceneri gregge 6%. Indicato per tutti gli uccelli granivori, in particolare i canarini da canto in miscela con altri semi.
Lino: I semi sono ricchi di olio utilizzato soprattutto nell'industria farmaceutica e nella produzione di vernici.
Il seme dall'odore tipico e dal sapore caratteristico "da mucillagine" se bagnato in acqua si rigonfia e diviene viscido per la sostanza mucillaginosa presente nelle cellule del guscio (pentosani ed idrati di carbonio dell'episperma).
All'interno si trova una piccola mandorla bianco giallastra, oleosa, assolutamente priva di amidi. Il seme di lino noto da tempo dalla medicina tradizionale è dotato di peculiari proprietà dietetiche , grande appetibilità ed elevata digeribilità di tutte le componenti.
Gli usi più frequente sono:
• Regolatore delle funzioni gastroenteriche grazie all'effetto rinfrescante ;
• come antistipsico
• come energetico corroborante in casi di animali cagionevoli di salute o da recuperare dopo intenso lavoro.
• ricondurre in buone condizioni anche estetiche gli animali affaticati o depressi. (livrea più serica e lucida). Grani della pianta del lino contengono una grande quantità di acido grasso Omega-3, essenziale per la crescita del piumaggio.
E' nota la presenza di un fattore antinutrizionale (Linamarina)che indurrebbe carenza di vitamina B6. Proteina greggia 24%; grassi greggi 34-37%; fibra greggia 6,5%; ceneri gregge 3,5%. Indicato per Canarini, indigeni, esotici, ondulati, parrocchetti, pappagalli ed altri uccelli granivori ed onnivori in miscela con altri semi.
Avena decorticata: Cereale della famiglia delle Graminacee. Il seme, spogliato delle glumelle, si dice "decorticato". Contiene una percentuale di proteina greggia più alta con una composizione in aminoacidi essenziali più in equilibrio rispetto gli altri cereali.
Interessanti pure gli apporti di Tiamina, Ac. Pantotenico e Nicotinamide.
La frazione inorganica risulta ricca di oligoelementi, fosforo (fitinico) e potassio, ma carente di calcio.
La componente fibrosa è molto digeribile e con proprietà antistipsiche e rinfrescanti.
Per ragioni dietetiche e nutrizionali viene riconosciuta all'avena una netta superiorità alimentare rispetto gli altri cereali, superiorità non suffragata dalla mera analisi quantitativa dei componenti, ma dall'esperienza pratica e da prove scientifiche .
Il seme e di sapore gradevole ed è molto appetito dagli uccelli.
La forma e la consistenza lo rendono ottimo per l'imbecco dei nidiacei in svezzamento. Proteina greggia 12%; grassi greggi 5,5%; fibra greggia 2,2%; ceneri gregge 2%; estrattivi inazotati 72%. Indicato per Canarini, indigeni, esotici, ondulati, parrocchetti, pappagalli in miscela con altri semi.
Canapa: IL seme di canapa è uno dei più graditi agli uccelli granivori ed in particolare ai canarini. Una particolarità è rappresentata dalla marginale richiesta da parte del mondo ornitologico della "CANAPUCCIA" e della "CANAPUCCINA" che non sono altro che semi di canapa più piccoli e minuti (scarti e/o immaturi).
La richiesta risulta immotivata ed irrazionale non avendo il seme piccolo, alcun plus rispetto il seme normale. La parte corticale è più rappresentata rispetto la parte interna che alcune volte è addirittura assente (semi vuoti). La sua mandorla oleosa, che rappresenta circa metà della massa complessiva del seme, ha un contenuto di acidi grassi superiore al 60%.
La parte di acidi saturi, quelli meno digeribili, è un decimo del totale. Il resto è composto dagli acidi grassi insaturi, tra cui spiccano l'acido linoleico, precursore degli acidi Omega6, è l'acido linolenico, che sarà trasformato in acidi Omega3. E' ormai noto che gli acidi Omega 6 e 3 sono essenziali all'organismo per mantenere un equilibrio salutare, in particolare verso l'accumulo dei trigliceridi, i tristemente famosi grassi "cattivi". Gli acidi grassi sono inoltre i vettori in cui si dissolvono sia i caroteni sia le vitamine A,D,E e K, note come vitamine liposolubili. Un corretto equilibrio tra Omega 3 e 6 (di cui non si hanno dati per gli uccellini, ma stimato per l'uomo nel rapporto 1:5 circa) permette di mantenere lo stato di salute dell'animale in condizioni ottimali.
Seme è pure ricco di vitamina E, vitamine del gruppo B. I grani della pianta contengono una proteina di prima qualità.
Il seme di canapa avendo un azione stimolante ed eccitante va somministrato in piccole dosi giornaliere.
Ottimo nella preparazione dei soggetti alla riproduzione e per il canto, utilizzato anche in fase di muta.
Somministrazione non elevate in quanto, questo seme e' particolarmente riscaldante.
E` molto appetibile agli uccellini.
Stimola l`accoppiamento (attenzione: gli uccelli possono diventare troppo focosi). E' opinione di molti ornitologi che i semi di canapa abbiano un effetto positivo per stimolare la forma amorosa degli uccelli granivori. Proteina greggia 18%; grassi greggi 26-35%; fibra greggia 15%; ceneri gregge 4,5%. Indicato per Canarini, indigeni, esotici, ondulati, parrocchetti, pappagalli in miscela con altri semi.
Perilla: E' una pianta erbacea della famiglia della menta: l'erba viene usata spesso in erboristeria, per infusi. Ne esistono molte varietà anche ornamentali. Il seme e caratterizzato da un gradevole aroma può essere di colore chiaro o bruno.
Sembra che prima dell'importazione dall'oriente (Birmania, Himalaya, Cina , Giappone) il seme subisca una parziale tostatura poichè non germina. I suoi semi, grandi all'incirca come il miglio, hanno un discreto apporto proteico e contengono circa il 40% di sostanza grassa ricca di acidi grassi polinsaturi, in particolare degli Omega 3 (acido alfa-linoleico, ecc.)
E' molto gradita ai canarini, tanto che deve essere somministrata moderatamente per evitare eccesso di grassi ingeriti.
Contiene un olio essenziale molto ricco di acido linoleico e linolenico con proprietà, secondo la tradizione erboristica, antibatteriche, aromatiche, digestive e toniche. I benefici effetti sulla salute delle specie volatili sono testimoniate da molti utilizzatori. Proteina greggia 22%; grassi greggi 38-42%; fibra greggia 14%; ceneri gregge 4,3%. Indicato per tutti gli uccelli granivori ed onnivori ( Cardinalini, Organetti, Ciuffolotti, Canarini, Lucherini) in miscela con altri semi.
Chia: Un piccolo seme, con proprietà nutritive eccezionali, per tutti gli uccelli. E’ un piccolo seme ovale (2 mm di lunghezza), di colore marrone chiaro, del quale già gli Aztechi e gli Indiani, conoscevano le sue virtù stimolanti. Oggi, studi scientifici hanno dimostrato che “Chia” apporta innumerevoli sostanze nutritive molto interessanti, grazie alle quali questo piccolo seme “magico” sta diventando sempre più popolare all’interno del mondo dell’alimentazione sia umana che animale.
Chia contiene non meno del 23% di acidi grassi poli-insaturi, che ne fanno il seme con il più alto tenore di acidi grassi omega 3, di tutto il regno vegetale. L’olio di Chia è inoltre ricco di antiossidanti naturali.
Panico: (Panicum italicum L.) Cereale della famiglia delle Graminaceae.
La cariosside è molto piccola ricoperta da una buccia dura e lucente.
1000 semi pesano circa 2,5 gr.
Viene utilizzato come mangime pregiato per molte specie di uccelli. Le percentuali analitiche lo rendono molto simile ai cereali in genere, anche da un punto di vista dietetico e nutrizionale.
Il valore nutritivo del panico è abbastanza elevato: ricco di carboidrati e di minerali e povero di grassi, ma una frazione insatura che rappresenta il 50%, in particolare ac. linoico e linoleico.
Molto apprezzato da tutti gli uccelli come becchime per la piccolezza della cariosside.

BUON ALLEVAMENTO A TUTTI...............ANTONIO PAPANIA

 
 
 
L'acqua
 
L'acqua va cambiata giornalmente. Per un paio di mesi aggiungere all'acqua dell'acido citrico come disinfettante.
Inolte nel periodo di riproduzione  o di muta somministrare il "Tutto vitamine" che si trova in commercio.
 
Nell'acqua bisogna mettere ACETO DI MELE: 3 ml di Aceto ogni litro di bevanda.
L'acqua così trattata, acquisisce una leggera acidità che la rende benefica alla salute dei nostri uccelli.
Per la carenza di minerali, bisogna aggiungiungere anche 5 gocce di TUTTOSALI ogni litro d'acqua.
Una volta che l'acqua di bevanda é stata preparata, al momento della sua somministrazione nei beverini, possono essere aggiunti i prodotti vitaminici preferiti.

 
 
 
  
                                                          
                                                                                                                       Le varie fasi dell'accoppiamento.
 
La riproduzione: generalmente si comincia con l'acquistare un solo Canarino per finire poi facilmente a possedere una o più coppie. 
Dopo questo avvenimento dobbiamo preparare le coppie per l'accoppiamento quindi la riproduzione. Alcuni allevatori prima di arrivare a questa fase, fanno un cosiddetto trattamento precove. Consiste nel fatto che 2 o 3 settimane prima di introdurre i soggetti nelle gabbie da cova vengono somministrati, prima degli antibiotici, o altri medicinali, poi delle vitamine. Questa pratica, assurda diventata purtroppo una moda, a detta di qualcuno, si effettua a scopo preventivo. Si fanno quindi dei trattamenti contro le più temute malattie del Canarino come la coccidiosi o la colibacillosi. A merito di questi trattamenti a mio modesto parere sono del tutto inutile in un ceppo ben sano e che soprattutto l'anno precedente non ha dato nessun problema. Anzi, si rischia inutilmente di indebolire i soggetti. Diverso è invece l'uso delle vitamine che sicuramente ben predispongono i soggetti alla fatica dell'allevamento della prole, stimolando così anche la produzione di ormoni indispensabili che portano al naturale superamento di questa fase critica della vita dei vari soggetti. Generalmente si usa un solo mix composto di vitamine, questo è bene somministrarlo, sul pastoncino. Il pastoncino all'uovo, alimento altamente energetico che contribuirà anch'esso alla perfetta tenuta della forma amorosa dei riproduttori e costituirà l'alimento principale utilizzato dalla femmina per imbeccare i piccoli. Perché i piccoli vengono nutriti, ad intervalli regolari, con il rigurgito del pastoncino, semi, frutta, verdure e quant'altro avremo fornito alla coppia, che la femmina dapprima ingerisce e poi rigurgita predigerito e impastato con i propri succhi gastrici direttamente nelle bocche dei piccoli.
In realtà devo dire che l'allevamento di Canarini non presenta molte difficolta se si tengono presenti alcune norme essenziali. Incominciamo dalla distinzione dei sessi,nei maschi la zona che circonda la cloaca e più turgida e le piume circostanti appaiono più lunge che nella femmina, la femmina presenta tale zona più arrotondada. Quando la differenza non è chiara è opportuno tentare di riconoscere il maschio dalla qualità canora. La femmina, infatti, non possiede un vero canto, ma emmette solo cinguettii. Un'altro modo per individuare il sesso dell'uccello è quello di prendere con la mano destra l'uccello da sotto il ventre in modo tale che il pollice e l'indice sono chiusi; notiamo che il maschio metterà la coda in direzione verso il basso mentre la femmina verso l'alto. L'età dei riproduttori deve essere adeguata (femmina da 1 a 5 anni, maschio fino a 7 anni) io onsiglio usare soggetti giovani. I Canarini scelti saranno sottoposti al taglio delle unghie, facendo attenzione a non tagliare il vaso sanguigno presente alla base dell'unghia. Poi si mette a disposizione il nido di vimini, fissato all'apposito porta nido mettendo del materiale per la costruzione del nido, come materiale io uso la juta. Sara opportuno effettuare gli accoppiamenti, ma prima si devono affiatare io uso mettere la coppia nella stessa gabbia mettendo un divisorio per toglierlo quando la femmina ha iniziato a costruire il nido e dimostra di accettare la corte del maschio passandosi del cibo tramite il divisorio. Appena il maschio sarà con la femmina inizierà il suo canto prolungato e a piena gola, e la femmina si porre subito in posizione di accoppiamento, esistono diversi modi di accoppiare i Canarini tra i quali Femmine sole: significa che un maschio serve per molte femmine. Il metodo consiste nel tenere ogni femmina sola in una gabbia. Essa riceverà il maschio solo al momento  dell'accoppiamento e rimarrà poi da sola fino al'avvenuto svezzamento. Il maschio verrà introdotto nella gabbia della femmna alla sera per corca 30 minuti, tutti i giorni, fino alla fine dlla deposizione dele uova. Ogni maschio può servire contemporaneamente per 3 femmine. Altri metodi: E' possibile anche accoppiare un maschio con più femmine tenendoli tutti nella stessa gabbia, in questo caso il maschio si dedicherà però ad aiutare solo la femmina preferita. Si possono ancora mettere maschi e femmine in una stessa voliera. Ma a mio parere con questo metodo si verificheranno facilmente lotte, distruzioni di nidi, abbandono del nido proprio e invasione del nido altrui, abbandono precoce dei piccoli. L'altro metodo che io consiglio  a coppie singole: significa che un maschio serve per una sola femmina, la coppia rimane sempre insieme a mio avviso è il sistema che rispetta maggiormente le regole della natura avendo buoni risultati. 
 
 
 
 
                                                             
 
                                                             
 
Il carbone vegetale (vedi foto) per ornitologia va usato in caso di intossicazioni o avvelenamenti, per evitare il loro assorbimento da parte dell'organismo. La sua assunzione impedisce l'assimilazione di alcune importanti vitamine; quindi bisogna usarlo solo nel periodo in cui si manifesta il problema; dopo va tolto. E' indicato anche nei casi di diarrea o feci molli.
 
 
 
La deposizione e la cova: dopo qualche giorno della definitiva preparazione del nido la Canarina inizia la deposizione delle uova, 1 al giorno per un totale di 3/5 uova. Si levano le uova vere e si sostituiscono con quelle finte fino alla fine della deposizione,poi si rimettono le uova vere facendoli covare per 13 giorni questo sistema viene attuato per ottenere delle schiuse simultanee come avviene in natura. Per la schiusa occorre che nell'ambiente ci sia un 'umidità del 70- 75 %. Talora tra il 1° e il 2° uovo trascorrono 2 giorni,in tal caso il 1° uovo sarà con tutta probabilità non fecondo, la deposizione di 1 uovo solo è segno di imperfetta salute. Talora è fatto occasionale ed è seguito dopo un 10 giorni circa da una deposizione regolare. Può accadere che la Canarina alla prima esperienza deponga le uova sul fondo della gabbia, pur avendo preparato il nido, questo comportamento anomalo tende a scomparire alle successive deposizioni. Qualche volta si trovano nel nido dei frammenti di guscio al posto delle uova, se è la femmina che se li mangia a  cadenza di sali minerali, se è il maschio va separato. Dopo la deposizione segue la cova per 13 giorni, affidata solo alla femmina. Al 14° giorno avviene la schiusa se ciò non accade bisogna attendere 1 o 2 giorni prima di concludere che la cova è fallita. Io alla femmina metto a disposizione pastone e biscotti (pavesini) bagnati con acqua, questo sistema serve a stimolare la femmina a nutrire i nidiacei, poi metto semi di Canapa bollita e semi da germogliare messi in acqua x 24 ore, poi se vedo che ci sono problemi di salute nell'acqua metto l'antibiotico (ambramicina 250 mg) in un litro di acqua per 4 giorni. La sera e la mattina presto nutro i nidiacei con un mangime specifico in polvere che viene miscelato con un pò di acqua calda; mi servo di un pennellino, fatto di peli di bue n° 0, per dargli da mangiare.
Dopo 12-14 giorni dalla deposizione dell’ultimo uovo, i pullus inizieranno e rompere il guscio e venire alla luce. Capita a volte che qualche piccolino non riesca a rompere il guscio e finisca per morire, ma di solito se c’è stato un giusto apporto nutritivo e non ci sono state contaminazioni batteriche, tutto va liscio. Dopo diverse ore e spesso, il secondo giorno di vita dei nostri pullus, inizia la fase dello “svezzamento”: la madre inizia a nutrire i suoi piccoli portando loro del cibo già sminuzzato e in parte digerito. Infatti l’imbecco da parte della mamma è fondamentale in quanto solo lei riesce a trattare i cibi con sostanze che li rendono più digeribili. Il maschio all’inizio non si occupa dell’imbecco dei figli proprio per questo motivo, ma nel frattempo aiuta la femmina portando a lei del cibo. Per renderci conto se i piccoli vengono nutriti dobbiamo monitorare la situazione almeno due o tre volte al giorno, controllando il “gozzo” che, se pieno di cibo, appare come una protuberanza giallastra o verdastra a seconda del cibo ingerito. Se il gozzo non è visibile vuol dire che è vuoto e allora dovremmo allarmarci, ma non capita quasi mai; dipende anche dalla bravura della neo mamma.  Durante questa fase estremamente importante dobbiamo somministrare i seguenti cibi: Scagliola bianca, perilla bianca, pastoncino con uovo fatto a casa e un po’ di mela per i liquidi. All’inizio è bene evitare assolutamente alcune cose: mai lasciare il Grit nella gabbia. Evitare se possibile, di dare altri semi a parte la scagliola, e la perilla, in quanto alcuni di essi sono troppo grassi e potrebbero portare i piccoli alla morte, come nel caso del grit. Meglio non mettere l’insalata i primi tempi, perché è un alimento che non dà un adeguato apporto nutritivo. Infine bisogna lasciare in pace i canarini, evitando visite inopportune o rumori e correnti fredde: spesso le mamme sono gelose dei piccoli e non danno loro da mangiare se ci sono persone che la disturbano.  L'imbecco dura più o meno un mese: dopo i primi 4 giorni circa i piccoli aprono gli occhi; dopo 14 giorni mettono quasi tutto il piumaggio; dopo 21 giorni iniziano a uscire dal nido e imparano a saltellare e svolazzare per la gabbia e fino a 30 giorni sono nutriti ancora dai genitori. Solo dopo questo termine iniziano ad essere autonomi, ma bisogna fare i conti con l’istinto riproduttivo dei nostri genitori i quali ben presto iniziano a sentire il bisogno di iniziare una nuova cova nel momento in cui notiamo che i piccoli vengono spennati dai genitori possiamo fare due cose: se è il maschio a spennarli lo togliamo; se è anche o solo la femmina poniamo tra la coppia e i piccoli una griglia di separazione, attraverso la quale possono imbeccare ancora. Forniamo quindi la femmina di un nido nuovo e nuovo materiale; questo ovviamente se vogliamo affrontare una seconda cova, altrimenti togliamo solo il maschio e forniamo comunque il materiale per il nido (l’istinto è forte!), per evitare la pica.
 
 
 
            

                                                                              Uovo

 

L'imbecco dei nidiacei:  si può usare anche della polvere d'uovo che allungata con acqua o latte tiepido assume un'aspetto cremoso e può essere dato ai piccoli tramite un pennellino come detto più avanti, il pennellino ovviamente deve essere delle dimensioni della loro bocca. Dato che l'imbeccata deve essere integrativa rispetto a quella della madre è bene fornirla il mattino dopo l'alba e la sera poco prima il tramonto in modo che il gozzo sia ben pieno e durante la notte i piccoli non si disidratino. Allo scopo l'imbeccata della sera dovrà essere più liquida di quella del mattino. La crescita dei piccoli andrà accompagnata con imbeccate sempre meno proteiche, ottenute allungando lo sfarinato dell'uovo con della frutta frullata e così via.
Per gli uccelli  parzialmente insettivori   le imbeccate supplementari dovranno contenere o piccoli insetti frullati o la polpa delle loro larve. Quando vediamo che i nostri nuovi nati sono autonomi allora possiamo separarli dai genitori: i giovani stanno bene insieme, anche se non mancano litigi soprattutto tra i maschietti. Questo è anche un buon modo per capire il loro sesso: quelli che canticchiano strane melodie, e tendono a litigare più degli altri, sono maschi; le femmine non cantano ma in compenso litigano un po’ anche tra loro, ma in misura minore. Per quanto riguarda il cibo già dalla tre settimane in poi, possiamo mettere l’insalata, oltre le cose già dette, e quando sono autonomi anche un po’ di canapa e lino, (senza eccedere). Poi dobbiamo anche tenere conto di un’ultima cosa: il primo piumaggio dei pullus non è quasi mai come quello definitivo: solo dopo la muta lo vedremo per bene, nella sua completezza. Non bisogna dimenticare che i pulli non possono stare più di 12 ore senza mangiare altrimenti muoiono disidratati. Il mio consiglio e di non fare più di 3 covate l'anno.
 
L'inallamento:   Cioè mettere nella zampina un piccolo anellino con su inciso l'anno di nascita, il numero progressivo , che sarà riportato su appositi registri in modo da poter creare una sorta di pedigree del canarino, oltre che alla propria sigla ( R. N. A. ) e ovviamente la indicazione F.O.I che è la Federazione alla quale apparteniamo. Per tutte le notizie riguardanti gli anellini , la loro importanza ecc. si possono visionare le apposite pagine a partire da quella della F.O.I.  Gli anelli chiusi sono utilizzati come già detto dagli allevatori iscritti alla F.O.I.(federazione ornicultori italiani) e recano l'anno di nascita del canarino. I canarini si anellano a 7 giorni di vita, il mio numero è 36HB ai canarini si mette l'anello tipo B. Io quando mi nascono i piccoli dopo 27 giorni li separo dai genitori col divisoio, dopo 36 giorni li metto in una gabbia a parte dividendoli dai genitori per sempre.

La sabbia:  Essa viene ingerita dagli uccelli in quanto a mio avvivo svolge una importante azione digestiva. Gli uccelli ingeriscono cibo non frantumato perchè sono mancanti di un apparato di masticazione, la funzione di frammentazione degli alimenti viene svolta dalle pietruzze contenute nella sabbia. Consiglio di usare la sabbia delle spiagge del mare scegliendo un luogo non inquinato, o quella commerciale. Va lavata e bollita o sterelizzandola nel forno a 100 gradi prima di somministrarla sul fondo della gabbia.

L'ambiente di allevamento: l'importante è che i soggetti siano alloggiati sempre nello stesso ambiente e cioè o sempre all'aperto o sempre al chiuso. L'aria del locale deve essere costantemente rinnovata evitando di esporre I canarini a correnti d'aria che sono pericolose per malattie respiratoie spesso di difficile guarigione. L'eccesso di umidità favorisce malattie polmonari,quindi l'umidita deve essere 50/60% (nel periodo di cova deve essere tra 70/75%) la luce solare è molto importante,pertanto i locali di allevamento devono ricevere i raggi del sole quanto è più possibile,evitando l'esposizione diretta dalla gabbia. La luce deve essere naturale non artificiale nell'allevamento ci deve essere una finestra in modo che gli uccelli hanno la luce naturale distinguendo il giorno dalla notte questo a mio parere è molto importante.

 

                                                     
 
I sali anti umidità servono quando in un ambiente c'è una forte umidità possiamo intervenire molto efficacemente con gli appositi sali che vengono venduti dai colorifici e dalle ferramenta. Si tratta di composti fortemente igroscopici
(cioè "affamati di acqua") che assorbono l'umidità dall'aria e la raccolgono, per gocciolamento, in un'apposita vaschetta.
La confezione comprende la vaschetta col sottofondo: una volta acquistata la prima si possono poi acquistare solo i ricambi di sale.

 

   Consiglio da mettere nell'allevamento un Ozonizzatore Elettrico, (vedi foto) utilissimo per la purificazione dell'aria e sterelizzazzione degli ambienti, distrugge odori sgradevoli e batteri nocivi dell'allevamento, notevole aumento di ossigeno nell'ambiente.

 

 

Il periodo invernale è da tutti definito quello più noioso, in quanto non ci sono avvenimenti importanti; tuttavia ciò non è completamente vero in quanto dalle scelte che noi compiamo in inverno, dipendono i risultati futuri del nostro allevamento. Durante questo periodo e in particolare da novembre, occorre preparare le coppie, se vogliamo far abituare i nostri uccellini al futuro partner; dobbiamo prepararli fisicamente, dando loro da mangiare i soliti semi, ma anche vitamine a scadenze settimanali. Dei controlli siano loro salute inoltre non guastano mai.Dobbiamo insomma essere sicuri che i singoli soggetti siano in forma: sarebbe dannoso scoprirlo proprio a marzo, quando ormai è troppo tardi.Concludendo,questi mesi sono i migliori per prepararsi al periodo riproduttivo che va da marzo ad agosto.

Le Balie: Si indicana comunemente come balie quei fringillidi già sperimentate come ottime nutrici alle quali vengono affidate le uova o i piccoli di altri uccelli incapace a covare o allevare le prole. Naturalmente la balia andrà mesa in riproduzione nello stesso periodo della coppia le cui uova andranno poi ad essa affidate. Può accadere ad esempio che la femmina smetta di covare perchè ammalata, che non alimenti i piccoli e così via. In questo caso le uova o i piccoli andranno messi in nidi con uova che debbono schiudere lo stesso giorno o con piccoli della stessa età. Le balie più usate sono i Canarini di colore, magari già abituati agli alimenti (o meglio ai pastoncini) più diversi. Le balie vanno scelte tra le femmine più tranquille e che non abbiano mai manifestato problemi di salute. Per quanto riguarda I maschi è importante che essi siano ottimi imbeccatori perchè a loro tocca la metà dell'opera ed in alcuni casi la più difficile: lo svezzamento.

Come affrontare il periodo della muta: Verso la fine di luglio, le femmine e i maschi sono oramai esausti dalle cove, iniziano a mutare. All’inizio, per aiutare i soggetti ad entrare in muta, bisogna fornire una miscela di semi molto leggera, forniamo acqua fresca e aspettiamo le prime piume che iniziano a cadere in breve tempo. I soggetti entrano in uno stadio di spossatezza e mentre i giovani affrontano la muta tranquillamente divisi per sesso, sia i maschi che le femmine vengono alloggiati in volierette da circa 1,20 metri, a loro viene fornita un’alimentazione varia e il bagno a giorni alterni. I soggetti adulti anche se prostrati, sembrano cercare la penombra delle gabbie, amano stare tranquilli e specialmente gli adulti non vogliono essere disturbati, i maschi così facendo entrano subito in muta smettendo di cantare; alcune femmine non ne vogliono sapere e continuano imperterrite ad accovacciarsi a terra tra la segatura come se ci fosse ancora il nido, se le lasci fare queste ben presto depositeranno altre uova ed inizieranno a covarle anche se non sono stimolate dalla presenza del maschio. Tutto ciò le porterà ad uno condizionamento dell’ipofisi e della tiroide e quando arriveranno i primi freddi queste non avranno ancora mutato e saranno preda, essendo indebolite, di sicure malattie ed eventuale morte. Nel corso della muta , nella stagione estiva, la temperatura non deve scendere mai al di sotto dei 15/18 °C altrimenti si profila il pericolo che un improvviso calo della temperatura, arresti il processo fisiologico in corso, le condizioni ideali sono: ambiente fresco, ventilato e temperatura stabile per far si che questo avvenga, io mi avvalgo dell’aiuto di un deumidificatore che mantiene l’umidità intorno al 60% e la temperatura intorno ai 18 °C. Mano mano che i soggetti iniziano a mutare si fornisce loro il solito pastone che si usa per i Canarini, con l’aggiunta di uovo sodo e semi germinati, un giorno si ed uno no. Nella miscela si aggiunge un pò di lino in più, poi semi condizionatori una volta a settimana e verdura tipo: spinaci, cicoria, indivia, broccoletti, zucchine, melanzane, e mele. Inoltre bisogna fornire pure Etrusi 8%, ed erbe prative. Due giorni consecutivi a settimana bisogna somministrare nell’acqua dei beverini un vitaminico composto da Gruppo B ed aminoacidi (è indispensabile che ai canarini, specialmente ai soggetti inglesi a piumaggio lungo, venga fornito un apporto considerevole di metionina, lisina e colina).       

        

                                    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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